A cuccia Dudu !!!

di Bz
3 / 10 / 2013

In questi 20 anni Berlusconi ci ha abituato, forte del trascinamento mediatico, a sentir dire, oggi, questo e, domani, il suo opposto;  a mostrarci di tutto e di più: col colpo di teatro al Senato, da vero grande istrione, così come si è letto dal labiale di Letta, ha superato se stesso e ha spiazzato tutti, ancora una volta, aggrappandosi, come un naufrago ad un salvagente, a Letta, per cercare di sopravvivere politicamente alla sua fine istituzionale.

Quella che si è spezzata, ieri, nelle aule del Palazzo, è una corda che da diversi anni aveva mostrato vistosi segni di logoramento e che solo la debolezza e piccineria della nostrana opposizione politico-istituzionale le ha permesso di reggere, nonostante gli strattoni intervenuti in ambito europeo ed internazionale.

Una fine annunciata che, con uno bluff da scafato gambler, ha cercato di posporre, una fine che il tempo guadagnato non può scongiurare; i segnali arrivati, in questi ultimi tempi, erano inequivocabili anche per degli estranei agli ambiti politico-istituzionali come lo siamo noi.

Abbiamo visto – messaggi chiari e diretti dei Poteri forti - lo spread alzarsi ad ogni agitare la crisi di governo, per poi rientrare nei parametri standard al suo acquietarsi, la borsa italiana e le stesse azioni Mediaset hanno subito la stessa altalena; abbiamo sentito Merkel, Hollande ed Obama spendere parole lusinghiere per il buon Letta ed i propositi del suo governo; abbiamo visto esternare e strenuamente difendere questa stabilità il presidente Napolitano, deus ex machina del governo delle larghe intese, quasi fosse la riedizione, nel nuovo secolo, del salvifico compromesso storico; abbiamo avuto la netta percezione che il polo di centro destra si stesse sfarinando per le pressioni interne e quelle esterne, provenienti dal mondo confindustriale, dalle categorie economiche e sociali.

Così come abbiamo notato crescere, vistosamente, il giovane Letta, che ha saputo saltare gli sgambetti tesigli nel centro sinistra politico; scompaginare gli assetti dati nel centro destra, attraverso un uso sapiente dei suoi/loro ministri; giocarsi con cura le amicizie, il lobbismo del Gruppo Bilderberg, a cui appartiene – uno dei pochi politici italiani, assieme allo zio, Letta il vecchio.

Letta il giovane, dunque, come leader nascente, deciso ed efficace nello smarcarsi dalle trappole del gioco istituzionale, capace di interpretare le esigenze politiche ed economiche dei Poteri forti europei ed internazionali, che si propone di strutturare un governo in grado di pilotare l’Italia, nel contesto di un’Europa immersa in una crisi strutturale e di identità istituzionale, sapendo che essa è, assieme agli altri paesi euromediterranei, l’anello debole dell’assetto geopolitico continentale, prospettando una road map di uscita dalla recessione che può risultare concreta.

Insomma, in questi giorni abbiamo assistito allo sgretolamento di un sistema di potere basato sulla una forma mercantile che assomigliava tanto ad un suq, diventato emblematico dell’anomalia italiana nel mondo, e alla predisposizione di un sistema di governance politico istituzionale all’altezza della crisi che attraversiamo: si è affacciato sorridente Letta il giovane, un avversario di tutto rispetto.

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