Palestra Popolare Mustaki Bene Comune

Taranto- Il CloroRosso inaugura, presso il PalaFiom, la nuova sede della Palestra Popolare Mustaki

2 / 10 / 2010

Il Cloro Rosso inaugura, presso il PalaFiom - Palazzo dello sport di proprietà della Fiom Taranto - la nuova sede della palestra popolare Mustaki. Il filo spezzato lo scorso 9 Giugno, giorno della chiusura della scuola Martellotta, sede del centro sociale, è stato riannodato. Le compagne e i compagni del Cloro hanno saputo non solo continuare la difficile sfida dell'autogestione senza spazio in una città come Taranto, tra vecchie e nuove difficoltà, ma hanno saputo rilanciare, emplementare, consolidare, migliorare il loro modo di indagare la quotidianità della realtà tarantina. Protagonisti virtuosi di questo percorso di rilancio delle nostre prospettive programmatiche sono sicuramente la Fiom Taranto, pronta a darci la disponibilità di accoglierci nella sua struttura e a sopperire a mancanza di responsabilità altrui, con la quale stiamo convergendo in relazioni che guardano più in là della collocazione della palestra nel Palafiom, ma che si basano su una comune lettura della situazione attule; associazioni, forze politiche, singole cittadini/e che in questi mesi ci hanno sostenuto, con le quali abbiamo tessuto il virtuoso insieme di iniziative politiche in giro per la città nella rassegna estiva Estaboom, lungi dal considerarsi esperienza conclusa.Si pone completamente all'esterno, del nostro e di ogni tipo di percorso virtuoso del tessuto sociale Ionico, l'amministrazione comunale. Inadempiente - non solo nei riguardi del centro sociale - continua ad annaspare tra tentennamenti, incertezze, promesse disattese ed eterni "vedremo".In questo contesto, l'inaugurazione della nuova sede della palestra popolare non può che essere mero punto di partenza. L'idea con la quale abbiamo costruito la palestra, lontana dalla logica dell'assistenzialismo fine a se stesso, è insieme una denuncia di quanto la dilagante crisi economica, ancor più alle nostre latitudini, non trovi alcun tipo di risposta soddisfacente, e di come l'autorganizzazione abbia in questa fase storica possibilità di interegire, confrontarsi, mischiarsi con una serie di soggettività che mettono in essere quotidianamente frammenti di viva resistenza.In quest'ottica, riteniamo la palestra popolare presidio avanzato di democrazia sul territorio, e insieme luogo di elaborazione partecipata. La progettualità che l'accompagna è indissolubilmente legata all'attraversabilità della stessa, abbracciando a pieno la logica della palestra, bene comune libero e liberato dalla logica profitto-servizio, punto di confronto e socialità di fasce eterogenee di popolazione. Autogestione quindi. Ma non solo nostra. Di tutti quei soggetti interessati a vivere fuori dalla logica erogatori servizio - usufruenti, ma a partecipare ad ogni tipo di livello decisionale teorico-organizzativo pratico della palestra stessa. Solo cosi saremo in grado, noi e tutti, di uscire dall'inganno dell'autosufficienza, e sapremo lanciare la sfida, difficile e accattivante, di liberare spazi e saperi, nell'ottica del comune. Continuando su questa strada,riprendendo e implementando luoghi di apertura di percorsi comuni di nuova socialità, liberati finalmente dalla dicotomia pubblico-privato, non solo ci riconnettermo all'utilità delle nostre pratiche, ma saremo in grado di ricollegare indissolubilmente percorsi di autogestione conflittuale con suggestioni, speranze e sogni del nostro agire politco quotidiano

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