A treviso nasce ‘fuoridigabbia’, una linea di prodotti realizzata dai detenuti

Un progetto creativo che crede nell’importanza di un’occupazione per i detenuti

Utente: laurapizzini
13 / 11 / 2013

Le casette di 'Fuori di gabbia

Quando la creatività e il lavoro entrano in carcere è un po’ come stare “furi di gabbia”. Un modo ironico, ma reale per definire l’importanza fondamentale che l’attività lavorativa rappresenta per i detenuti. “Fuori di gabbia” non è solo uno slogan, ma anche il marchio della linea di nidi artificiali nata dalla collaborazione fra un gruppo di architetti, designer, copywriter, esperti di falegnameria, insieme ad alcuni detenuti della casa circondariale di Treviso.

Il progetto è sostenuto da Caritas tarvisina e realizzato da Alternativa cooperativa sociale e Punto Zero società cooperativa. Un’idea nata dal desiderio di offrire una possibilità di lavoro e di riscatto a quanti si trovano a scontare una pena.

Attraverso il lavoro, i detenuti acquisiscono competenze specifiche utili alla loro formazione e al loro futuro reinserimento. È risaputo, infatti, che la capacità di trovare un’occupazione una volta ritornati in società diminuisce notevolmente il rischio di recidiva. Da qui il motto del progetto: “Si può sempre tornare a spiccare il volo”.

Attorno alla linea di prodotti è nato anche il blog “Fuori di gabbia”, uno spazio informativo collegato alla pagina facebook e al sito web (www.fuoridigabbia.it) dove vengono pubblicati articoli, fiabe e curiosità sulle abitudini degli uccelli, ma anche sul lavoro dei protagonisti del progetto, contribuendo così ad accorciare la distanza fra le persone che abitano il carcere e la società.

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