WaterTouch – Acaya (Le)

8 / 8 / 2010

All’interno di “S_Cultura Sostenibile”, una rassegna dell’EIFF (Ecologico International Film Festival), dal 30 luglio al 6 agosto 2010 al Castello di Acaya (LE), gli studenti del Master in Digital Environment Design della NABA (Nuova Accademia di Belle Arti di Milano) presentano “WaterTouch”.

L’idea consiste nell’utilizzare il castello come centro di iniziative culturali dedicate specialmente all’architettura. Una di queste è stata la grande mostra su Alvaro Siza Vieira, mentre nell’anno corrente si vedrà l’importante esibizione sull’architetto Steven Holl.
Con Atzori e Nima Hajihoseini, ex studente ora assistente del medesimo Master, sono nove i ragazzi impegnati nella realizzazione del lavoro, per un evento che si svolge entro l’ambito di una manifestazione di carattere ecologista che risponde al nome di “(s)cultura sostenibile”. In tale contesto, il gruppo NABA va sviluppando un progetto di particolare rilievo dal punto di vista sia etico sia sociale. Si tratta di affrontare i problemi relativi alla progressiva scarsità e ai ventilati, e temuti, propositi di privatizzazione dell’acqua. La consapevolezza degli operatori, studenti e docenti, circa il futuro di questa linfa di capitale importanza, si può riassumere in una serie di cifre: nel 2025 il 60% della popolazione vivrà in situazione di stress idrico; un miliardo di persone dovrà camminare tre ore per avere accesso all’acqua; nel 2025 due miliardi e 700 milioni di persone vivranno con scarsità d’acqua; il 20% della popolazione ha problemi di accesso alle risorse idriche e, infine, l’acqua contaminata uccide 15 milioni di bambini all’anno. Quanto più la situazione appare allarmante tanto più si mostra necessaria una serie di interventi volti a sensibilizzare l’opinione pubblica.
La preparazione del progetto NABA di Atzori prevede allora una serie di approfondimenti per capire cosa c’è dietro la politica della privatizzazione, per difendere con forza il diritto a non morire di sete che milioni di persone già oggi reclamano nel mondo.
L’intervento di Atzori con i suoi studenti si sviluppa in due ambientazioni:
la prima contempla la comunicazione in forma interattiva e ipertestuale dei risultati delle ricerche da loro compiute, e la relativa documentazione raccolta; il secondo intervento è una particolare installazione utilizzata per il calcolo della Water Footprint dei visitatori.

Più nel dettaglio, “l’installazione esibita al Castello dell’Acaya si compone di due postazioni unite da un unico tavolo e di due proiezioni distinte lanciate sulle bianche pareti della «sala circolare» della torre del castello; la prima parte del tavolo permette di scegliere uno fra venti stati selezionati come case study, di relazionarlo con altri stati con consumi d’acqua simili e di visualizzare i propri dati nazionali.
Tutto avviene esponendo la cosiddetta Water Footprint, vale a dire quell’impronta idrica che consente di calcolare l’uso dell’acqua prendendo in considerazione sia l’utilizzo diretto sia quello indiretto operati dal consumatore o dal produttore. Si tratta di un concetto derivato da quello diacqua virtuale (introdotto nel 1933 dal Professor John Anthony Allan del King’s College di Londra), che definisce quanta acqua è contenuta nella produzione e nella commercializzazione di alimenti e beni di consumo. Tale impronta (che può essere di un individuo, di una comunità, di un’azienda) è definita come il volume totale di acqua dolce utilizzata per produrre i beni e i servizi consumati.
La seconda visualizzazione permette di concentrarsi sul planisfero terrestre e di capire in modo immediato e tridimensionale quanta acqua è presente nel mondo e in quali aree essa sia più scarsa o abbondante; in particolare sono state stabilite cinque categorie quantitative.
Per interagire con il tavolo l’utente troverà 20 fiducial markers (input tangibili) per la prima parte dell’installazione (corrispondenti alle 20 nazioni considerate) e 5 per la seconda (relative alle zone in cui è stata divisa la Terra in base alla quantità di acqua presente)”.
I progetti sono allestiti nel torrione cilindrico del Castello dell’Acaya, e il castello, bellissimo, si può vedere digitando http://www.castelloacaya.it/gallery.htm.

I ragazzi del Master Digital Environment Design NABA – Milano sono:
Fabio Alvino, Sebastiano Barbieri, Elena Castellini, Chiara Folladore, Mar’yana Matieva, Giovanni Scolaro, Maurizio Sartori, Ursula Seyr, Pietro Tarsitano

Prossimi appuntamenti:STREAMFEST – P.zza Orsini, Galatina (Le), 14 – 15 agosto 2010

Comunicato, foto, video e approfondimenti:

www.youtube.com/watch?v=SzUWfFSPViA
www.youtube.com/watch?v=ulS_b3_5FpU&feature=fvw

www.flickr.com/photos/masterd3d/sets/72157624651733792/
www.flickr.com/photos/masterd3d/sets/72157624526950111/

www.master-naba-d3d.net
www.naba.it
www.waterfootprint.org
www.ecologicofilmfestival.it

www.mauriziosartori.it

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WaterTouch - installazione interattiva


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