Russia - Le mani di Putin su internet

23 / 9 / 2014

La Russia sta preparando un piano per prendere il controllo di internet in caso di “emergenza nazionale”. Il progetto, già emerso più volte negli ultimi anni e tornato d’attualità dopo le nuove sanzioni imposte dall’occidente, è stato discusso il 22 settembre durante una riunione tra Putin e gli esperti di sicurezza del Cremlino, scrive il quotidiano russo Vedomosti. Secondo Vedomosti, la riforma dovrebbe essere introdotta all’inizio del 2015 ed entrerebbe in vigore in caso di guerra o di gravi disordini pubblici.

Il progetto prevede che il governo russo incarichi l’agenzia federale Rossvyaz di prendere il controllo dei domini .ru e .rf (i domini di primo livello riservati alla Federazione Russa) e, in caso estremo, di togliere a tutti i cittadini russi la connessione a internet, isolando il paese dal resto del mondo. Non è ancora chiaro in che modo questa riforma potrebbe cambiare le relazioni con l’Icann, l’organizzazione internazionale che gestisce gli indirizzi ip di tutto il mondo e che ha sede negli Stati Uniti.

La legge russa prevede già delle restrizioni nei confronti del web. Mosca impone ai blog più popolari di registrarsi come testate giornalistiche. Inoltre, secondo le norme antiterrorismo approvate dal parlamento dopo l’attacco terroristico di Volgograd del dicembre 2013, gli operatori dei siti web sono tenuti a conservare i dati relativi alle comunicazioni degli utenti per un periodo di sei mesi. A partire dal 1 agosto 2014 i blog con più di tremila visitatori al giorno sono stati inseriti nei registri del servizio federale per la supervisione delle comunicazioni, il Roskomnadzor. In questo modo sono sottoposti alle stesse limitazioni che valgono per i giornali e la tv.

Un giardino recintato. A giugno Open Democracy aveva anticipato il progetto del Cremlino di prendere il controllo del web, in un articolo firmato da Alexandra Kulikova e pubblicato anche sul numero 1058 di Internazionale. Alexandra Kulikova ha scritto:

Il governo russo starebbe pianificando la creazione di una rete chiusa, indipendente e isolata dal resto del mondo, vietando di installare al di fuori della Russia i server che gestiscono gli indirizzi con i suffissi .ru e .rf (riservati alla Federazione Russa). In questo modo l’internet russa diventerebbe una specie di “giardino recintato”.

Una riorganizzazione simile, del tutto assurda sotto il profilo economico, comporterebbe costi immensi e con ogni probabilità metterebbe fuori gioco gli operatori più piccoli. Le infrastrutture cruciali finirebbero nelle mani di un numero molto limitato di grandi operatori, come Rostelecom, e questo faciliterebbe il controllo dei contenuti. Tuttavia, secondo Andrej Kolesnikov, direttore del Centro di coordinamento per i domini di primo livello .ru e .rf (l’organismo che gestisce i domini russi), la ristrutturazione è una minaccia per la stessa infrastruttura della rete russa, perché rende più facile tagliarla fuori dai core server di Iana (l’autorità che coordina l’assegnazione degli indirizzi internet) e quindi dal sistema internet globale.

Tratto da: Internazionale

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