Film fuori concorso alla 71° mostra del cinema di Venezia

Reggio Emilia - Io sto con la sposa

Nota a cura dell'Associazione Città Migrante

11 / 10 / 2014

Venuti a conoscenza della realizzazione di questo progetto cinematografico, abbiamo partecipato alla campagna di crowdfunding, insieme a tanti altri nel mondo ed in particolare con alcune realtà del nostro territorio , affinché il film-documentario “Io sto con la sposa” potesse essere prodotto e visto da più persone possibili, anche nella nostra città. Lo abbiamo fatto perché “Io sto con la sposa” è la storia vera di un finto corteo nuziale per entrare in Europa. Un poeta palestinese siriano e un giornalista italiano incontrano a Milano cinque palestinesi e siriani sbarcati a Lampedusa in fuga dalla guerra, e decidono di aiutarli a proseguire il loro viaggio clandestino verso la Svezia. Per evitare di essere arrestati come contrabbandieri però, decidono di mettere in scena un finto matrimonio coinvolgendo un’amica palestinese che si travestirà da sposa, e una decina di amici italiani e siriani che si travestiranno da invitati. 

Lo abbiamo fatto perché “Io sto con la sposa” racconta del confine, di come il confine agisce sulla vita delle persone il cui passaporto non vale nulla. Lo abbiamo fatto perché “Io sto con la sposa” è la messa in pratica della violazione del confine che avviene attraverso la disobbedienza. Qualcuno ha deciso di farlo, di rischiare, di metterci la faccia. Noi siamo con loro, noi stiamo con la sposa.

Siamo a pochi giorni di distanza dall’anniversario della strage di Lampedusa del 3 ottobre in cui persero la vita 368 persone, e da allora ad oggi sono morte altre 4000 persone nel tentativo di raggiungere la porta d’Europa. Chi sono queste persone e perché rischiano la vita per arrivare in Europa? Sono uomini donne e anche bambini, hanno un nome e un cognome, e a volte sarebbe necessario elencarli tutti, uno ad uno. Scappano da paesi in guerra (guerre alimentate anche dai paesi occidentali), in cui la loro incolumità è messa a rischio o non esistono nei loro paesi di origine prospettive di vita dignitosa. Arrivano via mare perché non hanno possibilità di avere un visto per entrare regolarmente. Il viaggio per arrivare in Europa è lungo, pericoloso e nelle mani dei trafficanti, non c’è altra possibilità. Questo è il percorso di chi richiede asilo in Europa. Perché la legge sull’immigrazione impedisce loro canali di accesso regolare. 

E proprio il 13 ottobre, a pochi giorni di distanza dall’anniversario della strage di Lampedusa e giorno della proiezione di “Io sto con la sposa” a Reggio Emilia, avrà il via l’operazione “Mos Maiarum”. Questa operazione, messa in campo dalle polizie di tutti gli stati membri dell’UE (18.000 poliziotti) sotto il coordinamento del Ministero degli Interni italiano ed il patrocinio di Frontex, dal 13 al 26 ottobre, ha l’obbiettivo di fermare e di schedare il maggior numero possibile di migranti “irregolari”per scoprire come sono riusciti ad arrivare e come si spostano all’interno dell’area dell’ Unione Europea. In questo modo, secondo il Consiglio Europeo sarà possibile” indebolire la capacità organizzativa del crimine organizzato nel favoreggiamento dell’immigrazione illegale”. Arrestare le vittime per colpire i trafficanti sotto il nome di Mos Maiurom (tradotto i valori degli antenati). Se le persone potessero arrivare in Europa legalmente e in sicurezza, tra l’altro con costi inferiori rispetto a quelli che sono costrette a sostenere per i viaggi clandestini, non lo farebbero? Il regolamento di Dublino inoltre obbliga a chiedere asilo nel primo paese di arrivo, impedendo così ad esempio ad una persona arrivata e schedata in Italia di ricongiungersi con i propri amici o parenti in Svezia. E quindi, se poi, queste stesse persone potessero spostarsi liberamente nei paesi UE e scegliere dove e con chi vivere non lo farebbero? E allora che senso avrebbero di esistere le organizzazioni criminali che organizzano i viaggi per l’Europa e dentro l’Europa? Ma sappiamo che sulla pelle dei migranti si giocano da sempre partite importanti.

Per questo ci mobilitiamo insieme a tante e tanti altri per abbattere le frontiere esterne che producono morte e per rompere i confini interni che impediscono l’acceso ai diritti fondamentali, come il diritto all’abitare, il diritto alla salute, il diritto ad un’accoglienza degna. E oggi in occasione della proiezione “Io so con la sposa” disobbediamo all’operazione Mos Maiorum, insieme a tante e tanti altri con la maxi campagna che attraverserà ogni confine d’Europa  proteggendo chi le polizie europee vorrebbero arrestare, controllare, studiare, offrendogli sostegno, assistenza, informazioni e supporto.

Lunedì 13 ottobre presso Cinema AlCorso (Corso Garibaldi, 12)

IO STO CON LA SPOSA – con la presenza di Gabriele Del Grande

regia di Gabriele Del Grande, Khaled Soliman Al Nassiry, Antonio Augugliaro

La storia vera di un finto corteo nuziale per entrare in Europa

(http://www.iostoconlasposa.com/bulletin/it/press)

info: cittamigrante@gmail.com, 347/4184461 ingresso gratuito

Iniziativa promossa da Ass.Città Migrante, Lab Aq16, Casa Bettola, Ga3-generazione articolo 3, Emergency-Reggio Emilia,

in collaborazione con

Cinema AlCorso, Cinema Olimpia e Cinema Jolly di Reggio Emilia

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