Le donne combattenti di Kobane ed Anonymous

5 / 3 / 2015

Questo testo è frutto di una serie di riflessioni, appunti e diverse letture ancora in corso. Si tratta di un testo che vuole mettere a confronto due concezioni diametralmente opposte, ma allo stesso tempo così vicini nella pratica e nell'esplorazione del mondo virtuale, che diventa poi uno strumento di lotta. Inoltre si da uno sguardo attento alle combattenti curde, provando a scardinarle da quel ruolo che le hanno ricamato intorno i media main stream e rendendole protagoniste a pari merito di altri soggetti della resistenza che è ancora in atto in Rojava.

Nelle forme di resistenza ai fascisti-fondamententalisti dell'Isis le combattenti curde acquistano un ruolo assolutamente centrale, un simbolo vivente che va al di là della situazione specifica, in quanto donne ed in quanto combattenti per la libertà. A nessuno può sfuggire la novità rivoluzionaria di questo fatto, la sua forza emancipatrice, in un’area geo-politica dove tradizionalmente le donne sono subordinate e pesantemente sottomesse. Liberazione ed emancipazione, dunque, contro il fascismo ed il patriarcato dei “neri”, la forza, la passione, il coraggio, l'eroismo di una comunità intera, la resistenza della vita contro la morte e la barbarie. Un esempio potente, un messaggio universale!

E poi Anonymous, la guerra informatica contro l'Isis è un evento che va analizzato in tutta la sua importanza e carica innovativa: l’uso efficace della pirateria informatica come strumento di lotta.

Gli strateghi della guerra informatica dell'Isis hanno ben compreso l’importanza della propaganda mediatica, la potenza della rete e del “virtuale”, la forza dell'immaginario nella dimensione della guerra moderna. Cosa di per sé non nuova, se pensiamo al ruolo della comunicazione e dei media nelle “guerre umanitarie” e l'uso delle più avanzate tecnologie piegate a tale finalità da parte del” democratico” Occidente. 

Anonymous usa le stesse armi contro i fascisti-fondamentalisti, in nome della libertà, destrutturandone il sistema informatico, smascherando le loro procedure ed articolazioni in rete. Insomma,si tratta concretamente di una delle nuove forme di esercizio del contropotere nella “guerra postmoderna di liberazione”! Una parte del “general intellect”, delle abilità, conoscenze, competenze, sapere sociale a servizio di una causa giusta. Con un enorme vantaggio, che val la pena di sottolineare: la forza di Anonymous consiste proprio nella sua “prassi anonima”, può distruggere rimanendo invisibile, non identificabile né controllabile. Mentre l'Isis ha bisogno di “pubblicizzarsi” sul piano globale, spettacolarizzando la morte e l’orrore per impressionare - alla guisa delle esecuzioni pubbliche medievali - una piazza virtuale annichilita, il contropotere informatico di Anonymous usa la rete rimanendo invisibile, il suo pubblicizzarsi consiste proprio nel non pubblicizzarsi, un'invisibilità che si materializza senza rivelarsi.

In fondo, è la tecnica della guerriglia spostata sul piano dell'intelligenza sociale generale, democratica e libertaria. Colpire il nemico senza essere individuati è la forza del contropotere anche nella guerra virtuale. Per chi ha visto il film V per Vendetta non può non rimanere impresso il suo finale, dove l'insurrezione metropolitana generalizzata tra “fuochi d'artificio” di qualsiasi tipo , vede nelle piazze un “soggetto strano”, una moltitudine con la stessa maschera, quella di  Anonymous, dietro la quale ci sono individui in carne ed ossa, la loro singolarità, le loro passioni, le loro vite differenti, ma unificate dal “comune” insurrezionale.

Mai come in questa scena si coglie il senso, spesso banalizzato in forme sociologiche o di pensiero debole, del rapporto tra singolarità e moltitudine. Le donne di Kobane più Anonymous: non potrebbe essere questa la forma dei movimenti rivoluzionari metropolitani?

E se nella vera e propria “guerra sociale” del capitale globale contro masse sterminate di uomini e donne condannate alla povertà, alla sofferenza, alla molteplici forme di discriminazione, la “prassi anonima” nelle sue varie espressioni fosse il vero grimaldello per creare un nuovo contropotere biopolitico e la nuova “Comune rivoluzionaria”? Già Lenin, in un altro contesto storico ed in una situazione non paragonabile, aveva però colto il significato più profondo del potere costituente rivoluzionario: “Soviet più elettrificazione!”, appropriazione cioè delle tecnologie, dei saperi, delle competenze più avanzate sul piano tecnico-scientifico a servizio della liberazione sociale.

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