Il "richiamo della Foresta": dibattiti, talk e presentazioni di libri a Sherwood Festival 2022

Tutti gli eventi saranno seguiti da Globalproject con live streaming, con report e interviste.

14 / 6 / 2022

Mercoledì 15 giugno riapre i battenti al Park Nord dello Stadio Euganeo di Padova lo Sherwood Festival, una delle kermesse indipendenti più importanti del panorama nazionale. Oltre al ricco programma musicale - che vedrà esibirsi sul palco grande nomi del calibro di Offspring, Skunk Anansie, Caparezza e Subsonica – c’è grande attesa anche per gli eventi politici e culturali. Come da tradizione, i dibattiti e i talk di Sherwood Festival intrecceranno i grandi temi di attualità con le questioni che più da vicino investono teoria e prassi dei movimenti sociali.

Guerra in Ucraina, lavoro, crisi ecologica e transfemminismo sono gli assi portanti della proposta, che sarà articolata in tre format: gli ormai classici “dibattiti del lunedì”, il “talk e gli approfondimenti” e gli “Sherbooks events”, ossia le presentazioni di libri organizzate dalla libreria di Sherwood che da alcuni anni è un progetto non più legato solo al Festival. Troveranno spazio anche tematiche sempre attuali, come migrazioni e frontiere, abusi di Stato, cultura indipendente e l’internazionalismo con gli eventi curati dall’Associazione Ya Basta! Êdî Bese!.

I “dibattiti del lunedì”

Il primo dibattito in second stage (lunedì 20 giugno, alle 20.30) è intitolato “La guerra oltre la guerra” e vedrà come ospiti Donatella Di Cesare (filosofa), Ida Dominijanni (filosofa), Andrea Fumagalli (economista) e Davide Grasso (ricercatore ed ex combattente Ypg), con la partecipazione di Alberto Negri (Giornalista). La guerra in Ucraina non è solo il fallimento manifesto della governance internazionale, che negli ultimi trent’anni ha invano tentato di ricostruire un “nuovo ordine globale”: è il frutto del riassetto del capitalismo nella fase storica della “transizione”, dove si scontrano vecchie e nuove tendenze imperiali. Se da un lato stiamo assistendo alla più grande operazione di riarmo globale, quantomeno dalla fine della Guerra Fredda, dall’altro ci troviamo di fronte a una pericolosa semplificazione del dibattito pubblico, nella quale la “propaganda di guerra” ha completamente colonizzato l’infosfera. In questo contesto abbiamo sempre più la necessità di ricostruire una visione complessiva, che sappia leggere questa guerra in tutte le sue implicazioni – politiche, economiche, sociali e ambientali -, ridando slancio a un’idea di mondo che metta definitivamente la guerra nel dimenticatoio.

Il 27 giugno (20.30) si prosegue con “Maledetto lavoro! Grafica Veneta a Gkn: sfruttamento, organizzazione e lotte nell’Italia della ripresa post-Covid”, con Massimo Carlotto (scrittore) Marta Fana (economista), il Collettivo di Fabbrica GKN e ADL Cobas. La crisi pandemica prima e la forsennata ripartenza poi hanno prodotto modifiche strutturali nel rapporto tra capitale e lavoro, già segnato da profonde trasformazioni negli ultimi decenni. Una ristrutturazione non solo produttiva, ma che tocca l’intero paradigma della vita messa a valore. L’aumento del lavoro povero e schiavistico, che attraversa anche i settori più digitalizzati, va a braccetto con uno dei più grandi impoverimenti di massa che la storia ricordi. Allo stesso tempo stanno emergendo nuove vertenze sociali e nuove ipotesi organizzative che attraversano una composizione di classe profondamente mutata. Per questa ragione assumono oggi un’importanza cruciale quelle battaglie come quelle per il salario minimo, per il reddito di base e per la democrazia sindacale nei luoghi di lavoro.

Si chiude lunedì 4 luglio (20.30) con “Solidarity from below against the war. Il supporto internazionale del sindacalismo di base alle reti autorganizzate ucraine, a cui parteciperanno attiviste e attivisti di ADL Cobas, Inicjatywa Pracownicza (Polonia), Medina Gunic (attivista Austria-Bosnia), Socialny Ruh-Social Movement (Ucraina). Le realtà che prenderanno parte questo dibattito hanno preso parte alla carovana di solidarietà organizzata dalla Rete Internazionale di Solidarietà e Lotta che lo scorso 1° maggio ha portato a Leopoli un carico di aiuti umanitari destinato al network ucraino "Social Movement", animando due giorni di discussioni e partecipando alla tavola rotonda “dimensioni della guerra”.

Talk e Approfondimenti

Venerdì 17 giugno (19.30) “El mexico profundo in difesa della terra” inaugurerà il fitto programma politico e culturale nello stand Sherwood Media e Produzioni. Si tratta di un talk che ci porterà nel cuore del Messico, analizzando l’attuale situazione del paese latinoamericano. L’Associazione Ya Basta! Êdî Bese! dialogherà con gli artisti della serata, España Circo Este e Lo Stato Sociale, così da raccontarci attraverso le esperienze reciproche le tante resistenze presenti nel paese, che passano soprattutto per la popolazione indigena, ultimo baluardo a difesa dei territori sotto attacco del capitalismo neoliberale. Attacco che sempre più negli ultimi anni si traduce nella militarizzazione dei territori e nell’imposizione di grandi opere dannose per l’ambienta e la popolazione. Sarà anche occasione per l’Associazione Ya Basta! Êdî Bese! di presentare la prossima carovana nel Paese centro-americano.

Giovedì 23 giugno, unico talk previsto in “seconda serata” (l’inizio è infatti alle 23,30, dopo il concerto in mainstage), è la volta dello Speciale “premio Alberto Dubito”, con Marco Philopat (editore di Agenzia X e uno dei coordinatori del Premio Dubito), Gabriele Stera ed Eugenia Galli (Monosportiva Galli Dal Pan e Zoopalco), vincitori del Premio in edizioni passate, Giulio Musso (Astolfo 13). Il Premio Dubito di poesia con musica, fondato dieci anni fa per ricordare Alberto “Dubito” Feltrin, è stato attraversato da centinaia di artiste e artisti. Da nord a sud, percorsi diversi si sono intrecciati in una comunità sempre in cambiamento. Come ha scritto Gabriele Stera: «il Premio ha letteralmente inventato una scena, catalizzando proposte artistiche provenienti (e debordanti) dal mondo dello slam, del rap, del post-rock, della musica popolare e sperimentale, ecc.». Cos’è oggi la dissidenza artistica e come si interfaccia con tematiche sociali e politiche?

Domenica 26 giugno (20.00) ci sarà la presentazione di “Sherwood changes for climate justice”. Quali sono gli obiettivi di un festival “climate positive”? Perché è importante misurare i propri impatti ambientali? La presentazione della campagna Sherwood Change for Climate Justice risponderà a queste domande dando la parola a chi lavora ogni giorno per combattere la crisi climatica. Dialogano tra loro rappresentanti di Sherwood Festival, Rise Up For Climate Justice, WOWnature, Etifor.

Si prosegue venerdì 1 luglio (19.30) con “Al di là di ogni irragionevole abuso. Police brutality, violenza penale e potere”, i cui ospiti saranno Claudia Pinelli (figlia di Giuseppe Pinelli, anarchico) e gli avvocati Cesare Antetomaso (Giuristi Democratici) e Giuseppe Romano (penalista). Alcune vicende giudiziarie che hanno assunto un notevole carattere mediatico, Caso Cucchi in primis, hanno incrementato sempre più il dibattito sui cosiddetti “abusi di Stato”. È evidente però che se tale spazio riflessivo resta privo di un carattere sistemico, si rischia che le singole vicende si appiattiscano sulla retorica delle “mele marce”, senza che mai si affronti il tema cruciale del ricorso alla violenza quale strumento di gestione dell’ordine pubblico e dello spazio penitenziario.

Martedì 5 luglio (19.30) è in programma “La guerra climatica”, con Alessandro Runci (Re:Common) e Ferdinando Cotugno (giornalista). In molti hanno definito la guerra in Ucraina come il primo conflitto “climatico” della storia. In realtà le guerre contemporanee, combattute per il controllo delle risorse e lo spossessamento di intere popolazioni, si iscrivono tutte all’interno della crisi climatica che è in atto da tempo. Allo stesso tempo, è la prima volta che il legame tra guerra, riassetto produttivo del capitalismo e modello energetico emerge in maniera così nitida. La dipendenza dal gas russo è un fatto noto, per tutti i Paesi europei e non solo. Meno noto nel dibattito pubblico, è che gli attori che continuano ad avere un peso nelle scelte politiche e commerciali in questa fase, sono gli stessi che hanno generato e continuano a inasprire la crisi ecologica. 

Lunedì 11 luglio (19.00), in occasione della sfilata queer, ci sarà “Corpi elettrici. Un dialogo tra (trans)femminismi” con Jennifer Guerra, giornalista, autrice e curatrice della pagina Instagram “Iconografie femministe”. Che cosa lega il femminismo italiano degli anni Settanta con il transfemminismo che oggi riempie le Che cosa lega il femminismo italiano degli anni Settanta con il transfemminismo che oggi riempie le piazze di tutto il Paese? E qual è il rapporto tra le fotografie di quella stagione con la diffusione delle immagini sui social, diventata ormai uno dei principali veicoli di lettura della realtà?

Sherbooks Events

Molto ricco anche il programma delle presentazioni di libri, inaugurato martedì 21 giugno (19.30) da “Le rivoluzioni di Berta” di Claudia Korol uscito in America Latina nel 2019 e tradotto quest’anno in italiano dalla casa editrice Capovolte. Parla della vita e dell’attivismo politico e sociale di Berta Cáceres, ma affronta anche in generale il tema della giustizia sociale visto dal punto di vista delle popolazioni indigene e colonizzate. Claudia Korol, è argentina, educatrice popolare e comunicatrice femminista. Autrice dei libri Las Revoluciones de Berta, El Che y los argentinos, Caleidoscopio de rebeldías, Somos tierra, semilla y rebeldía. Mujeres, tierra y territorio en América Latina, Diálogo con Gladys Marín, compilaciones de Educación Popular y Pedagogía Feminista. Una presentazione a cura dell'Associazione Ya Basta! Êdî Bese!.

Venerdì 24 giugno (19,30) ci sarà la presentazione in anteprima assoluta del libro di Tommaso BaldoCichero, storia e memoria di una divisione partigiana”, uscito per Red Star Press in collaborazione con il Centro Studi e Documentazione Open Memory. Il libro è una raccolta rivisitata di alcuni racconti pubblicati su Globalproject tra il 25 aprile e il 25 maggio 2021, che hanno come protagonista una divisione partigiana che ha combattuto durante la Resistenza nelle montagne dell’Appennino ligure.

Arriviamo a venerdì 8 luglio (19.30), quando è in programma “Rabbia proteggimi” con Eddi Marcucci. Maria Edgarda Marcucci ha tanti nomi, ma una convinzione: vale sempre la pena lottare per migliorare il mondo in cui viviamo. Quando è tornata dal Kurdistan scegliendo di unirsi alle Ypj, le Unità di protezione delle donne, non si aspettava che lei e altri suoi quattro compagni sarebbero stati considerati individui «socialmente pericolosi»: un’accusa che a lei, unica donna dei cinque e unica condannata, è costata oltre un anno di udienze e altri due vissuti in regime di sorveglianza speciale. In Rabbia proteggimi Eddi Marcucci racconta le radici del suo impegno politico, dal movimento studentesco alla difesa dei diritti di chi lavora, dai No Tav al transfemminismo, e ripercorre gli incontri e le ferite che l’hanno resa quella che è ora.

Il penultimo appuntamento sarà mercoledì 13 luglio (19,30), con la presentazione di “Respinti. Le «sporche frontiere» d’Europa, dai Balcani al Mediterraneo”, appuntamento a cura di Melting Pot Europa in cui sarà presente Duccio Facchini, direttore di Altreconomia e co-autore del libro. I migranti forzati nel mondo sono oltre 100 milioni: sono in fuga da povertà, guerre, violenze, in cerca d’una vita migliore. Che cos’ha in comune Madina, bambina afghana, con il giovane curdo Abdul o con Awira, donna siriana? Sono tutti “respinti”, persone che la ricca Europa ha relegato ai margini dei propri confini e della storia. Questo libro non si limita a spiegare il significato di parole cupe, come “respingimenti”, “riammissioni”, “confinamenti”, ma ricostruisce con pazienza – dati alla mano e storie nel cuore – i tasselli della “strategia” che i Paesi Ue, Italia in primis, hanno adottato, nel silenzio dei media, per difendere le “sporche frontiere” di mare e di terra.

Si chiude venerdì 14 luglio (19,30) con “Queer- storia culturale della comunità LGBT+” di Maya De Leo, testo fondamentale, il primo del panorama italiano a ripercorrere in maniera organica la storia delle comunità LGBT+ dal XVIII secolo. De Leo utilizza con precisione un ingente numero di fonti storiche, descrive lucidamente la resistenza delle comunità LGBT+ ai diversi tentativi di repressione istituzionale. Maya de Leo è docente a contratto presso il Corso di Laurea in DAMS dell’Università degli studi di Torino nel primo e unico corso in Italia di Storia dell’omosessualità. Insieme a lei esploreremo la storia sotto una prospettiva raramente affrontata in maniera sistematica per comprendere quali sono le conseguenze attuali della lotta delle comunità LGBT+ e quali alleanze è importante valorizzare oggi.

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