"Come trasformare l’indignazione in azione?"

Alexis, una tragedia greca

La rivolta alla tirannide e l'emozione della trasformazione. Straordinario spettacolo dei Motus

12 / 3 / 2011

Ho visto “Alexis, una tragedia greca” dei Motus al Teatro La Villette di Parigi, lo scorso 8 marzo. Un sala pienissima di giovani che hanno partecipato empaticamente ad un vero e proprio atto pubblico, moltissimi applausi. Così come il teatro greco voleva e poteva essere.

Un atto pubblico e politico è questo in sintesi l'attraversamento dell'Antigone di Sofocle, rompicapo dei Motus che da anni si cimentano con questo testo fondamentale della produzione classica.

Il collettivo sviluppa una riflessione sul potere, sulla statuto della resistenza, sulla fine della democrazia e su cosa debba fare e possa dire l'artista di fronte a questo.

Alexis trova il suo incipit nel montaggio dinamico dei frammenti di narrazione degli scontri in Exarchia dopo l'assassinio di Alexis da parte della polizia greca.

Suoni, stencil, scritte, poster, le immagini di Sintagma, i racconti di una ragazza greca in scena sono gli elementi frattali di un racconto corale, potente e suggestivo – capace cioè di evocare partecipazione- della rivolta greca nel 2008.

A corredo scorrono ruotando dal quadrato di palco, al pubblico, alle pareti della sala, senza soluzione di continuità, le immagini video del viaggio nei territori che furono di Tebe.

Alexis interroga le ragioni della rivolta, la sua geneaologia – straordinario il passaggio su Agamben-, le sue parole. Ma anche i suoi limiti, quando viene evidenziato come la rivolta non assolve in sè dalla necessità di produrre una comune alternativa, un progetto di trasformazione rivoluzionario (anche “nomos”) contro Creonte e la Tirannide ("agràpta nòmima", il corpus di leggi consuetudinario, ritenuto di origine divina, prerogativa del genos).

I lavoro sui suoni, sul movimento degli attori nel pubblico e tra di loro -in particolare nell'esposizione del corpo di Alexis/ Policene e nell'abbraccio di Ismene -sulla scena una fantastica Silvia Calderoni- sono davvero formidabili.

Andate a vederlo. E salite sul palco se ne avete voglia.

"Insieme ce la possiamo fare. Non siamo più da soli”. Motus, movimento: cosa se non questo rompe il "fuori" e trasforma l’indignazione in azione?"

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