[*] Orlando - Di eteronormatività si muore

15 / 6 / 2016

La strage di Orlando, Florida, in cui cinquanta persone hanno perso la vita e altrettante sono rimaste ferite, ci pone davanti ad una serie di interrogativi necessari. Partiamo dai fatti: le vittime sono frequentatori di un locale gay.

È la strage di Orlando il Bataclan d'America? Perché il popolo dei social, che si è sentito prima Charlie, poi Paris, oggi non si sente Pulse, o gay? Perché molti sottolineano il fatto che non sia importante l'orientamento sessuale delle vittime, che può risultare discriminatorio? (dopo la strage di Charlie Hebdo, sostengono, nessuno è andato a guardare nelle mutande delle vittime!)

Ma i morti facevano parte della comunità Lgbtq, ed è giusto dirlo: in questo senso, condividiamo perfettamente l'opinione di Pasionaria; è giusto dire che queste persone erano gay, perché questo è esattamente il motivo per cui l'opinione pubblica non si straccia le vesti; è giusto dirlo, per non incorrere nell'errore di pensare che il problema sia il fondamentalismo islamico: lontano da noi, riconosciuto da un'altra cultura, dà all'attentatore un'etichetta da retrogrado ignorante. 

Così come era successo per i fatti di Colonia di gennaio: non toccate le nostre donne, stranieri! Solo noi possiamo stuprarle, molestarle e ucciderle!

Il massacro ha chiara connotazione omofoba, cui si aggiunge - forse - il problema del fondamentalismo e certamente quello dell'ignoranza diffusa. Poco importa se chi incorpora e propugna queste ideologie sia dell'Isis, o delle sentinelle in piedi, o sia chi in questi giorni si rallegra sui social di avere cinquanta pedofili in meno in giro.

Così come il femminicidio, in cui il genere della vittima diventa la causa dell'uccisione, così ad Orlando l'orientamento sessuale delle vittime ne ha determinato la morte, in quanto non aderenti a un sistema eteronormato.

Paradossalmente, questo ce lo hanno sottolineato a più riprese numerose personalità del mondo politico, ad esempio sostenendo che, se l'assassino avesse visto una coppia etero baciarsi, sicuramente non ne sarebbe stato così infastidito e la morte non sarebbe avvenuta.

Per cui, urliamolo a gran voce: le vittime erano omosessuali, sì, erano dei froci, delle checche, delle lesbiche. Per questo oggi i loro amici o compagni di vita non possono donare il sangue ai feriti: le leggi americane non permettono ai gay di farlo (e con questo torniamo diretti negli anni 80: l'aids come malattia degli omosessuali). Per questo c´'e chi si rallegra e chi invoca la volontà divina contro i sodomiti. 

L'Italia ha passato l'ultimo semestre ad umiliare queste persone: dal Family Day, ad Adinolfi che chiede di imbracciare i fucili contro i matrimoni gay, allo smantellamento della Cirinnà. 

Sono stati uccisi ogni giorno, ed ora a che serve piangere? 

Servono dignità, diritti, e una propaganda religiosa che si faccia da parte, da qualunque credo provenga.

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