Il report completo del viaggio organizzato dall'Associazione verso il Kurdistan di Alessandria

Viaggio in Kurdistan. Da Van verso sud, attraverso il paese che non c'è.

9 / 10 / 2009

"Hanno bruciato le nostre case

gli animali, gli laberi di frutta.

Hanno bruciato anche gli uomini.

Ma non sono riusciti a bruciare le nostre canzoni."

Ali Asker, cantante kurdo, ventisei anni di esilio

Siamo al sesto anno di questa esperienza di viaggio solidale e di conoscenza, in Kurdistan, il paradiso della mezzaluna fertile, l’antico giardino dell’Eden, terra dove diecimila anni fa ebbe inizio l’agricoltura, dove Zarathustra, il profeta dei kurdi, 600 anni prima di Cristo, predicava l’amore per la natura, per le greggi e la carità verso gli uomini, una terra oggi deturpata dalle rovine di oltre 4.000 villaggi, da una presenza militare invadente, dall’ecocidio e dall’esodo dei profughi di guerra, dalle grandi dighe in costruzione sull’alto corso dei fiumi che furono culla dell’umanità, il Tigri e l’Eufrate.

Partenza sabato 25 luglio, prima tappa Istanbul, poi con volo interno si arriva a Diyarbakir, l’antica Amed, capitale virtuale del Kurdistan turco. Del milione e mezzo di abitanti, lo stato turco ne censisce neanche la metà, gli altri sono profughi che popolano un’infinita periferia di dignitosa povertà. Le 22 moschee, la chiesetta armena sopravvissuta al genocidio, la chiesa caldea, l’antico bazar, e, soprattutto i cinque chilometri delle possenti mura romane che circondano la città, con le ottantadue torri sull’alto corso del Tigri, le strade sempre piene di gente , di suoni e di colori, ritornano nei sogni e nei canti dei kurdi della diaspora.

Nella città di Diyarbakir abbiamo avviato, da anni, progetti di sostegno a distanza delle famiglie dei detenuti politici, aiuti per l’associazione degli handicappati e un progetto pilota per i bambini che lavorano in strada nella sottomunicipalità di Baglar; qui, abbiamo partecipato ai processi, di cui sono state vittime, i sindaci di Sur, Abdullah Demirbas, e di Diyarbakir, Osman Baydemir, accusati di voler stampare una brochure multilingue per pubblicizzare i servizi della municipalità…

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