da La Jornada del 2 dicembre 2014

Messico - Non si fermano le proteste per gli studenti di Ayoztinapa

I genitori degli studenti scomparsi: la presidenza di Enrique Peña Nieto ha i minuti contati

2 / 12 / 2014

Studenti di università pubbliche e private, maestri, insegnanti, sindacalisti, organizzazioni non governative e migliaia di cittadini indignati hanno manifestato in forma pacifica da diversi punti del centro storico della capitale messicana a l'Ángel de la Independencia.

A due anni dall'insediamento alla presidenza di Enrique Peña Nieto, decine di migliaia di persone il 1° dicembre hanno manifestato a Città del Messico e in altri 11 stati del paese, a Los Angeles e Francoforte, per richiedere la verità sui 43 normalistas scomparsi in Guerrero il 26 settembre scorso.

Durante la giornata una marcia pacifica si è snodata per le strade di Città del Messico: partita dallo Zocalo, nel momento di maggiore estensione ha occupato la parte del Paseo de la Reforma che va da Angel de la Independencia a via Juarez.

In questa nuova giornata di mobilitazione la manifestazione che si è svolta nella capitale messicana è stata aperta dai familiari dei 43 desapaparecidos di Ayotzinapa e ha visto la forte partecipazione di studenti di scuole ed università (più di 100 le scuole in sciopero).

Sulle scale del monumento dell'Angel de la Independencia, i genitori parlano rivolgendosi al paese: "Facciamo appello a tutto il Messico, è il momento di smetterla con questa impunità. La presidenza di Enrique Peña Nieto ha i minuti contati. Popolo del Messico, lanciamo un appello per l'unità. Ti chiediamo di non lasciarci soli".

All'interno del paese, sono state organizzate mobilitazioni in dodici Stati, con episodi di violenza in Guerrero e Oaxaca. A Chilpancingo hanno marciato professori, normalistas e familiari dei 43 studenti scomparsi: qui i manifestanti hanno incendiato 18 veicoli della procura dello Stato, a Salina Cruz la raffineria è stata bloccata e nella capitale di Oaxaca sono state occupate alcune attività commerciali.

Centinaia di studenti, genitori e maestri della CETEG hanno fatto incursione negli edifici della Procura della Giustizia del Guerrero (PJEG), causando danni negli uffici amministrativi. Nel piazzale antistante, i genitori hanno denunciato la negligenza con cui vengono condotte le indagini di ricerca dei 43 studenti. Lì i manifestanti hanno danneggiato almeno 15 veicoli parcheggiati.

Va segnalata anche una protesta di scrittori a Guadalajara: Juan Villoro e Paco Ignacio Taibo hanno guidato una marcia partita dalla Fiera Internazionale del Libro e diretta al centro della città.

In Germania, a Francoforte, un gruppo di messicani ha protestato davanti al Consolato messicano, anche a Los Angeles e negli Stati Uniti ci sono state manifestazioni di solidarietà. Cittadini di Los Angeles, guidati dall'organizzazione "Coalizione Latinoamericana", si sono ritrovati all'obelisco, di fronte al Consolato messicano: con musica e poesia in solidarietà allo sciopero civile nazionale hanno richiesto che i giovani di Ayotzinapa tornino a casa vivi.

A Tolosa, in Francia, i manifestanti sono scesi in piazza con ferite dipinte sul viso: hanno raggiunto la piazza centrale e il mercato natalizio per esigere giustizia per Ayotzinapa.

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