Messico - Don Trino, storia di un sequestro annunciato

7 / 12 / 2011

Il sequestro di Don Trino una delle figure centrali della lotta portata avanti a Ostula per difendere le terre occupate dalle comunità.

L'articolo ricostruisce la storia della resistenza di Ostula e degli attacchi costanti a cui le comunità sono sottoposte.

Il 6 di dicembre, membri del Movimento per la Pace con Giustizia e Dignità che hanno partecipato a una brigata di osservazione nella comunità di Ostula, Michoacán, furono scesi dal loro veicolo e minacciati con armi di grosso calibro da un commando mentre uscivano dalle terre recuperate di Xayakalan in direzione del centro di Ostula, dove si sarebbe svolta una consulta interna della comunità per decidere se accettavano o no di consegnare una parte delle loro terre ai piccoli proprietari di Aquila. I sequestratori hanno liberato il gruppo di 12 persone del Movimento, i quali si trovano in un buon stato, ma hanno sequestrato don Trinidad de la Cruz Crisostomo, conosciuto come don Trino o il Trompas, uno dei principali leader della comunità, incaricato della guardia comunitaria dopo che il 29 giugno 2009 gli indigeni nahuas recuperarono questo terreno che per 40 anni fu invaso per presunti piccoli proprietari provenienti dalla comunità di La Placita.

Abitanti della comunità di Xayakalan intervistati telefonicamente informano che i membri della carovana sono stati intercettati da un gruppo armato legato al crimine organizzato e portati nella montagna, li hanno minacciati e poi lasciati liberi. Tutti sono salvi, ad eccezione di don Trino, la cui sorte non si conosce.

Trinidad de la Cruz Crisóstomo, si faceva chiamare il Trompas per motivi di sicurezza, di fronte a le permanenti minacce che aveva ricevuto dal crimine organizzato e dai paramilitari. E' un signore anziano, nahua, “valoroso e compromesso col popolo”, come lo definiscono i suoi compagni. In tutte le interviste e chiacchierate informali che ho avuto con lui, avvertiva che quelle terre appartenevano agli abitanti di Ostula e che “solamente morti” li potevano cacciare da lì. Oggi il Trompas è desaparecido e del suo sequestro furono testimoni 12 persone del Movimento per la Pace.

Lo scorso 14 novembre, informano gli abitanti intervistati, don Trino fu “duramente picchiato, di fronte alla comunità, con un arma R-15 da Priciliano Corona Sánchez, alias Chalano, con la complicità di Iturbide Alejo, alias Turbinas, e Margarita Pérez, alias La Usurpadora, persone che abitano a Xayakalan e lavorano per il crimine organizzato”.

Gli abitanti, che non dicono il proprio nome per paura di una rappresaglia, affermano che nello scorso giugno, “el Chalano minacciò di morte don Trino e Pedro Leyva, che alla fine fu assassinato lo scorso 6 di ottobre”.

In occasione del secondo anniversario del recupero delle terre, i nahuas di Ostula denunciarono che “la guerra che attualmente vive la nostra comunità e che è un capitolo piccolo della guerra che soffre la nostra nazione intera, la possiamo contare con numeri: 26 abitanti morti, 4 desaparecidos, decine di vedove e orfani e centinaia di persone cacciate dalle loro terre”. A queste cifre si somma l'assassinio di Pedro e il sequestro di don Trino.

Ostula: “Da qui nessuno ci caccia”

Il 29 giugno 2009 i nahuas di Ostula recuperarono più di mille ettari di terre, monti e spiagge “che per 40 anni furono in mano di piccoli proprietari di La Placita”. Da quel momento quelle terre portano il nome di Xayakalan.

“Abbiamo potuto recuperare quelle terre”, segnalò il Trompa in un intervista concessa a Desinformémonos lo scorso agosto, “grazie a che tutti ci siamo riorganizzati nella nostra polizia tradizionale. Adesso da qui non ce ne andiamo, per questo abbiamo la nostra polizia”, disse.

Poco più di due anni dopo aver recuperato queste terre, il Trompas assicurò: “Tutti restiamo qui. Se l'uragano Beatriz non ci ha cacciato, meno che mai il governo”.

La polizia comunitaria di Ostula è composta da 500 membri e la sua funzione, spiega il Trompas e un gruppo di abitanti, “è controllare il perimetro delle terre in conflitto”. Non è, continua, “per affrontare la delinquenza organizzata, nè per disarmare nesusno, nè intervenire in altre cose, ma solamente per proteggere il territorio che ci appartiene”.

La risposta del governo all'organizzazione “non è stata buona”, continuò don Trino, sotto l'ombra di una palapa Xayakalan. “Il governo non vuole che abbiamo la nostra polizia. Non gli piace perchè non la comandano loro, però qui siamo sempre stati autonomi. Esigiamo il riconoscimento della nostra polizia, però se non ce lo danno, in ogni modo continuiamo”.

Ostula è una delle tre comunità nahuas del litorale del Pacifico michoacano. Le altre due sono Pomaro e Coire. Insieme posseggono più di 200 mila ettari di territorio tra la costa e le montagne della Sierra Madre del Sud fino al fino al Guerrero e Oaxaca. Nei più di mille ettari di Xayakalan attualmente abitano circa 250 persone appartenenti a 40 famiglie. Questo è un territorio vigilato.

I nahuas esigono il riconoscimento delle loro terre e dei suoi organi di autodifesa, ma fino ad ora non c'è niente. Mentre, mantengono il possesso del terreno e la disposizione della loro polizia per difenderlo.

Un altro dato è che l'assemblea generale decise di non partecipare alle elezioni statali del Michoacán, lo scorso 13 novembre. “I partiti politici quando vengono a cercare voti ti parlano bene, però dopo non ti conoscono. Qui non entrano”, segnalano gli intervistati.

Tratto da Desinformemonos

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