L’ombra della soluzione militare sulla piazza di Kiev

La destabilizzazione dell’Ucraina fa paura a tutti

di Bz
2 / 2 / 2014

 

È sempre tesa la situazione politica in Ucraina ma la trattativa tra gli uomini del presidente Yanukovich  e i rappresentanti dell’opposizione, che , a loro volta, relazionano ai manifestanti che tengono in pugno il centro di Kiev e più di 20 Palazzi del Potere, continua per canali sotterranei. Intanto si susseguono le delegazioni della UE, ora anche degli USA, che fanno la voce grossa affinché la soluzione sia individuata in una transizione politica che garantisca lo status quo. Lo stesso Putin si fa garante che gli aiuti economici promessi dal trattato bilaterale saranno onorati anche in caso di un cambio di governo. La prolungata ingovernabilità del paese e una sua destabilizzazione profonda fanno paura tanto a Putin che all’Europa.

Tutti, dunque, premono perché si vada al più presto ad una pacificazione delle piazze ucraine in vista anche della prossima apertura delle olimpiadi invernali di Sochi. I richiami all’ordine o ad una pacifica soluzione rimangono, per ora, inevasi nonostante le dimissioni del governo, il ritiro delle leggi liberticide e l’offerta di una amnistia per i manifestanti che rimane condizionata alla disoccupazione dei palazzi del Potere e all’abbandono delle barricate. Ma i manifestanti non ci stanno, sono consapevoli che la loro forza sta nel tenere le posizioni, hanno compreso che i partiti politici che stanno trattando con il Potere sono parte del potere stesso. È un braccio di ferro che si trascina da giorni con annunci di un possibile ‘golpe militare’ come ha dichiarato

il partito di Yulia Timoshenko che ha denunciato al capogruppo della diplomazia europea Catherine Ashton: «intervento dell'esercito contro i manifestanti antigovernativi è molto probabile» posto che l'esercito ha chiesto al presidente ucraino Ianukovich di «prendere misure di emergenza per stabilizzare la situazione nel Paese».
Una accusa che i servizi segreti ucraini (Sbu) rovesciano sul partito di Timoshenko: «Un'inchiesta per tentativo di presa del potere è stata aperta dopo l'esame dei server sequestrati in dicembre nella sede del partito Patria a Kiev», ha detto Maxim Lenko capo del dipartimento indagini dello Sbu.
pressioni ed intimidazioni che colpiscono pesantemente il variegato ventaglio delle opposizioni e movimenti che hanno riempito e occupano le piazze: Dmitro Bulatov, è stato ritrovato dopo una settimana mezzo morto, massacrato e torturato, è il leader di AutoMaidan, il ramo delle manifestazioni antigovernative che organizza cortei di auto per protestare davanti alle ville fuori città dei politici al governo.

Nella notte a Kiev degli sconosciuti hanno dato alle fiamme sette automobili di proprietà di manifestanti del gruppo AutoMaidan, inoltre, sono state bruciate anche l'auto di un giornalista di 'Canale 5', tv vicina all'opposizione, e un'auto di impiegati dell'ambasciata del Canada, il cui governo pochi giorni fa ha vietato l'ingresso nel Paese ai dirigenti ucraini implicati nella repressione violenta delle manifestazioni di Kiev. Nella notte tra il 29 e il 30 gennaio erano già state bruciate più di 20 auto di manifestanti.
Quello di Bulatov non è l'unico rapimento di un manifestante antigovernativo in Ucraina, infatti alcuni giorni prima del suo ritrovamento, un commando di 10 persone aveva sequestrato e ucciso un altro dimostrante, Iuri Verbitski, il manifestante è stato prelevato da un ospedale di Kiev, dove era ricoverato per una ferita a un occhio in seguito a uno scontro con la polizia, insieme a un altro manifestante, Igor Lutsenko, morto in seguito alle ferite riportate negli scontri.  Da giorni circolano voci di agguati con pestaggi di attivisti sorpresi mentre rientrano a casa o nelle sedi di ritrovo, di sparatorie da macchine in corsa contro gli assembramenti lontani dalle zone protette dalle barricate.

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