L’assedio di Copala

Mentre si annuncia una nuova carovana per fine mese i paramilitari dell'UBISORT continuano l'assedio

17 / 5 / 2010

I 3 mila 500 triquis di San Juan Copala, Oaxaca, sono accerchiati, senza rifornimenti, senza luce e senza acqua da sei mesi. A partire dall’imboscata paramilitare guidata da membri dell’Unità di Benessere Sociale della Regione Triqui (Ubisort), di filiazione e promozione priista, nella quale hanno ucciso due attivisti dei diritti umani il 27 aprile scorso, in Messico ed in molte parti del mondo sono state organizzate manifestazioni ma fino ad ora non si è riusciti a rompere l’assedio ed ormai si parla poco della gente del municipio, la cui situazione è peggiorata.

Gli abitanti di Copala resistono, ma li stanno asfissiando dentro la loro comunità. Conoscere la loro situazione e portare cibo e medicine era l’obiettivo della carovana aggredita dall’Ubisort. E questo stesso scopo persegue ora, nonostante i gravi rischi che ciò implica, una nuova carovana di pace nazionale ed internazionale che cercherà di entrare in questo territorio il prossimo 30 maggio.

Senza dubbio, come affermano le organizzazioni oaxaqueñas indipendenti, il governo di Ulises Ruiz continua a punire l’autonomia di San Juan Copala. Non gli perdona la sua organizzazione e resistenza, perché questo municipio, l’unico autonomo in territorio oaxaqueño, “non nasce da un capriccio, bensì da un accordo dell’assemblea comunitaria che nasce con l’intenzione di pacificare la regione attraverso un governo indigeno che si regga sugli usi e costumi, senza l’intervento dei partiti e delle organizzazioni politiche, perché siamo convinti che un governo che comanda obbedendo porterà il perdono, la riconciliazione e la pace dei nostri villaggi, per lo sviluppo sociale a cui tanto aspiriamo”.

Non può esserci miglior esempio del pericolo che corre questa comunità che la sparatoria con cui è stata intercettata la carovana precedente. L’imboscata ha rafforzato in maniera allarmante la necessità di presenza nazionale ed internazionale nella zona. “Abbiamo bisogno di tutti affinché giungiamo ad accordi politici che rompano definitivamente l’assedio paramilitare, economico, politico, sociale, mediatico e di fame che deve affrontare il nostro popolo”, segnalano i triquis di Copala.

Si aprono molte incognite sulla prossima carovana. Il pericolo è reale quanto l’annuncio della stessa Ubisort, che in questi momenti mantiene il controllo della zona senza alcuna autorità che la fermi. Per questo motivo saranno rafforzate le misure di sicurezza e si sta organizzando il coordinamento delle organizzazioni che compongono la nuova brigata, perché urge la solidarietà e non è il momento di fermarsi.

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