La carovana italiana in kurdistan partecipa al Newroz di Hakkari

Il popolo kurdo grida "Libertà o libertà!"

21 / 3 / 2011

Domenica 20 marzo

Lasciamo Van per raggiungere Hakkari , un viaggio di 200 km. tra montagne innevate: un paesaggio fiabesco. Hakkari é vuota, tutte le persone sono nella spianata del Newroz: canti, bandiere del BDP, colori per 364 giorni proibiti. Dal palco il sindaco ribadisce i tre messaggi che il BDP lancia al governo : diritto di potersi esprimere con la propria lingua madre, abbattimento della soglia del dieci per cento che impedisce a molti partiti, anche al BDP, di entrare in parlamento pur avendo ottenuto nelle precedenti elezioni l'ottanta per cento dei consensi nelle 17 provincie kurde, liberazione dei detenuti per motivi politici arrestati dal 2009 ad oggi. Proprio per ribadire con forza l'importanza di queste tre richieste e la volontà di trovare una soluzione pacifica alla questione kurda è stato deciso di concludere il Newroz con una marcia verso la tenda del BDP denominata appositamente "Soluzione Democratica".

Saliamo sul palco per esprimere la nostra solidarietà con la giusta lotta di questo popolo degno e fiero. Scesi dal palco incontriamo una famiglia, il padre piange per la perdita dei 2 figli, di cui porta la foto, nella guerriglia: li abbracciamo.

Intifada e lacrimogeni

Lasciamo la spianata della festa e continuiamo con la marcia verso la tenda. Mentre ci avviciniamo troviamo la polizia schierata davanti ai blindati, c'è un notevole assembramento di Kurdi che gridano slogan.
Dopo esserci consultati scegliamo, alcuni di noi, di garantire con la nostra
presenza di delegazione italiana, lo svolgimento pacifico della marcia.
Non è così.
Mentre ci avviciniamo iniziamo a vedere gli idranti,contenenti una sostanza colorata indelebile per qualche giorno, mentre giovani Kurdi avvolti nelle Kefie lanciano sassi.
Improvvisamente sentiamo l' odore acre dei lacrimogeni che si avvicina sempre più. Scappiamo coi Kurdi,ma non ci sono vie di fuga: da una parte gl' idranti e i lacrimogeni, dall' altra i blindati, ci rifugiamo nell' unico spazio che fortunosamente troviamo: un bagno con un rubinetto che ci permette di toglierci da lviso i gas che ci riempie occhi e gola.
Rimaniamo per una decina di minuti a sciacquarci, infine i Kurdi ci dicono ch'è tutto finito.
Ci ringraziano per la nostra presenza mentre ritorniamo in Hotel presidiato dalla polizia. 

Incontro con il sindaco di Hakkari

Il Sindaco ci raggiunge dopo qualche ora in Hotel, gli chiediamo maggiori
notizie su quanto è accaduto: 15 giovani sono in stato di fermo tutelati dagli avvocati del BDP. Dopo esserci messi d'accordo per il newroz di domani a Yuksekova, veniamo a conoscenza di come siano limitati i poteri del Sindaco, sia perchè si trova all' interno di uno stato fortemente centralizzato che gli permette solo funzioni amministrative, sia per questioni economiche.
La municipalità di Hakkari riceve dal ministero dell' Interno solo il 60% dei
fondi a lei destinati, il rimanente 40% lo stato lo tarttiene per le tasse...
Non è un caso che percostruire 9 Km di rete fognaria ci si sia appellati ai cittadini e si siano dovuti abbassare gli stipendi dei dipendenti pubblici.

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