Francia - Studenti e professori in difesa dei sans papiers

Il 17/10 un corteo ha attraversato la zona Bastille di Parigi per richiedere la revoca dell'espulsione di Leonarda e Khatchick.

17 / 10 / 2013

 Più di 14 licei parigini si sono mobilitati stamattina [17/10, ndr] a seguito della vicenda legata all'espulsione di due sans papiers, Leonarda e Khatchick, la prima adolescente di origini kosovare e il secondo studente liceale armeno. Assieme ai docenti e alle associazioni dei genitori, la manifestazione organizzata dai sindacati studenteschi (FIDL, RESF e la sezione istruzione della CGT) è partita da Place de la Nation raccogliendo all'incirca 7000 partecipanti e bloccando il traffico nella zona di Bastille.

L'espulsione dei due giovani – la quinta da quando si è insediato il governo Hollande – ha diffuso nel mondo della formazione un'indignazione generalizzata sia per gli aspetti politici legati alla cittadinanza che per le modalità. In particolar modo, l'espulsione di Leonarda è avvenuta durante una gita scolastica in un fabbrica vicino alla città dove viveva con la famiglia, Doubs: gli ufficiali di polizia, non avendo trovato la bambina a casa sua, hanno intimato all'insegnate accompagnatrice di far fermare l'autobus per completare la procedura. Dopo un primo rifiuto da parte dell'insegnante e nonostante la reazione sconvolta di tutti gli alunni, la polizia ha comunque bloccato l'autobus e ha prelevato Leonarda. La legittimazione dell'operazione di polizia si basa su una serie di rifiuti che la famiglia di Leonarda avrebbe ricevuto rispetto alle richieste di regolamentazione del soggiorno. 

Tuttavia, come scritto su Le Monde, gli insegnanti ribadiscono che la famiglia stava applicando tutte le condizioni necessarie per ottenere il permesso di soggiorno, compresa la scolarizzazione dei figli con tanto di certificato di lingua francese. L'unico elemento mancante era la residenza in Francia da cinque anni, visto che la famiglia entrò nel territorio nel 2009, ma i mandati non hanno voluto permettere che si arrivasse a questa condizione procedendo all'espulsione. Nonostante l'apertura di un'inchiesta interna da parte degli uffici del Ministero degli Interni sulla questione, l'imbarazzo di Hollande e del ministro Valls non è stato affatto scongiurato, anche per la congiunzione con il caso di Khatchick.

Il ragazzo, dopo essere stato internato in un centro di detenzione amministrativa, è stato espulso verso il suo paese di origine il primo fine settimana di ottobre. Anche la vicenda del ragazzo sembra violare i diritti umani per i richiedenti asilo: espatriato come figlio di un rifugiato politico armeno, Khatchick ha sempre vissuto in Francia e stava frequentando un liceo a Parigi; adesso rischia fino a cinque anni di prigione con l'accusa da parte dello Stato armeno di insubordinazione per non aver prestato la leva militare. Oltretutto, l'intera famiglia del giovane non è stata espulsa, ma è rimasta in Francia.

E' con lo spirito di solidarietà nei confronti dei due giovani che si è svolto il corteo. Una manifestazione in cui una generazione ha di fatto sfiduciato l'orientamento politico del governo di Hollande, sempre meno tendente a promuovere politiche di sinistra soprattutto nell'ambito dei diritti di cittadinanza. 

I sindacati studenteschi sono riusciti ad organizzare un vero e proprio sciopero: fin dalla mattina hanno presidiato il provveditorato di Parigi e barricato l'entrata dei licei con transenne e contenitori dell'immondizia, interrompendo per un giorno le attività didattiche. Il corteo convocato per le 11 ha attraversato la città nel tentativo di arrivare vicino all'Assemblée Générale, nei pressi della quale i blocchi della polizia hanno fermato il corteo. Dopo attimi di tensione con lancio di bottiglie verso la celere per cercare di proseguire nel suo percorso, il corteo si è poi sciolto. Per i prossimi giorni sono programmati altri momenti di mobilitazione, tra cui venerdì 18 con appuntamento a Place de la Bastille, affinché siano ritirati i mandati di espulsione e i due giovani possano tornare in Francia.

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Paris - Lycéens contre l'explusion