Francia - Papiers ou pas, éducation pour tous!

Si apre la settimana di rientro dalle vacanze scolastiche con due giornate di mobilitazione contro le espulsioni dei sans papiers. Per giovedì un altro corteo e per la prossima settimana annunciata una week action.

6 / 11 / 2013

 Nonostante le dichiarazioni del ministro dell'Istruzione Peillon, che ingiunge di abbandonare lo stato d'agitazione e soprattutto le “violenze e i blocchi”, la determinazione nei licei sembra ancora forte. Quello che bisogna cambiare per gli studenti è un sistema giuridico che norma la cittadinanza; la circolare di Hollande ai prefetti, in cui vuole sanctuariser la scuola impedendo le espulsioni, sembra più un modo per uscire dalla situazione critica che gli affaires Leonarda e Khatchit gli hanno creato a livello di equilibrio istituzionale, piuttosto che una vera volontà di cambiamento.

Infatti, la settimana di rientro dalle vacanze dei licei si è aperta con altri appuntamenti di mobilitazione. Come da sempre ribadito nei cortei delle ultime settimane, i liceali parigini continueranno a scendere in piazza fino al ritiro completo delle espulsioni. E non solo: la spinta in più che assumono le piazze riguarda una revisione della cittadinanza francese verso una forma più espansiva, al di là delle norme non esaustive del droit du sol e del dibattito politico attuale. Quello che le realtà studentesche più indipendenti portano nelle piazze è un diretto attacco alla diffusione dei gruppi e partiti reazionari legati alle nuove destre - dai fascisti dichiarati al Front National di Marin Le Pen -, così come alla torsione del ministro Valls in seno al governo socialista. 

Lo striscione che apriva il corteo lunedì 4 novembre mattina era chiaro: papiers ou pas, éducation pour tous! Il diritto all'istruzione è un diritto che è immediatamente pratica di cittadinanza, grazie agli incontri, la contaminazione di culture e conoscenze che garantisce. E' con questa forza che dopo aver bloccato  otto licei parigini con delle barricate fatte di contenitori delle immondizie e transenne, per diffondere un vero “sciopero dal basso” degli studenti medi, all'incirca trecento persone si sono ritrovate a Place de la République. 

L'appuntamento era organizzato dal mouvement interlycéen indépendant, un collettivo nato proprio sull'onda delle mobilitazioni d'ottobre per i sans papiers che non ha alcuna dipendenza dai sindacati storici della città. In un'intervista con Libération, uno dei ragazzi del collettivo ha specificato che sono nati perché “diffidano dei partiti della sinistra tradizionale” e per quanto le manifestazioni siano aperte a tutti, non vogliono che i sindacati siano visti come i protagonisti della mobilitazione.

Ad attenderli fin da subito la Gendarmerie in tenuta antisommossa, che ha cercato di impedire agli studenti di muoversi in corteo facendo dei cordoni attorno a loro, in quanto l'appuntamento non era autorizzato. Ma non è bastato: il corteo ha preso di mira la stazione metro più vicina, l'ha invasa ed ha superato i tornelli prendendo il primo mezzo disponibile nella direzione del loro percorso. Sceso dopo qualche fermata, si è riversato sulla strada per andare verso Nation. A quel punto venti defender della Gendarmerie sono arrivati con i reparti antisommossa ed hanno chiuso il corteo in una kettle, spingendolo sul marciapiede e bloccandolo. Gli studenti hanno quindi forzato i cordoni di polizia diverse volte, imponendo l'avanzamento della manifestazione per quanto sempre sul marciapiede.

 Durante il tragitto, la polizia ha continuato a stare ai lati degli studenti per evitare che il corteo si riversasse sulla strada; è riuscita a perquisire e portare via due studenti per l'identificazione perché avevano degli indumenti “atti al travisamento”. La mattinata è finita con il blocco per alcuni minuti della circonvallazione di Place de la Nation, da dove sono state rilanciate le altre date di mobilitazione, di cui una per il giorno dopo. 

Il giorno dopo, 5 novembre, diverse città, oltre Parigi, sono state attraversate da cortei contro le espulsioni degli studenti. Nella capitale duemila persone, dopo i blocchi di diciotto licei, si sono raccolte a République sotto la chiamata del mouvement interlycéen indépendant e i sindacati Fidl e UNL e hanno marciato fino a Place de la Nation. 

E infatti per giovedì è stata convocata un'altra manifestazione, che dovrebbe poi aprire la settimana di azioni contro le espulsioni da lunedì 11. La scommessa che i collettivi e i sindacati vogliono provare a fare è riaprire un ciclo di mobilitazione nelle scuole, inaugurando un autunno caldo in tutto il Paese. 

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