Francia - "Non vogliamo essere schiavi"

Intermittenti e Precari in azione per un blocco economico permanente per respingere l'attacco ai disoccupati e costruire nuovi diritti sociali per tutti.

4 / 10 / 2014

La Coordination des Intermittents et des Précaires, con il sindacato CGT­Spectacle, è stata, per l'intera stagione dei festival d'estate, la spina nel fianco del governo Hollande con l'ininterrotta serie di azioni contro il nuovo accordo sulla protezione sociale dei lavoratori e il sussidio di disoccupazione. 

Dopo Avignone e qualche decina di spettacoli annullati, una clamorosa occupazione sul cantiere del lussuoso Hôtel Lutetia, ceduto al gruppo Arlov, ha aperto la “stagione” autunnale di azioni il 18 settembre, giorno della ripresa della trattativa proposta dal primo ministro Valls nei mesi scorsi per evitare il blocco totale dei festival come nel 2003.

"Non crediamo più alla vostra crisi"

Dal 1 ottobre, il nuovo accordo è entrato ufficialmente in vigore e dal 2 il gruppo di lavoro governativo che include Medef, padronato, sindacati firmatari, ministro del Lavoro, Rebsamen, e la nuova ministra della Cultura, Pellerin, si propone di studiare la convenzione Unedic per intervenire sugli aspetti specifici del regime intermittente separandoli dal regime generale di garanzie sociali dei lavoratori. Con il nuovo accordo si cancellano i diritti di 4 disoccupati su 10.

Mercoledì, mobilitazione nazionale e decine di teatri in sciopero contro l'accordo firmato lo scorso 22 marzo: a Parigi, dopo una manifestazione a cui hanno partecipato circa 4000 intermittenti e precari partiti dal Ministero del Lavoro e diretti al Conseil d' Etat contiguo al Ministero della Cultura, il "blocco economico" ha preso di mira la Fashion Week nella Cappella dell'Accademia di Belle Arti.

I luoghi dove l'austerità, i tagli e il rigore di bilancio non vanno di moda. Mentre in Francia 9 milioni di persone vivono al di sotto della soglia di povertà e sei disoccupati su dieci senza sussidi.

"Centinaia di disoccupati, interinali, intermittenti, lavoratori salariati del settore pubblico e di quello privato, pensionati, stagisti e studenti con o senza 'papiers' hanno deciso di occupare la passerella delle sfilate determinati a ricorrere al blocco economico in ogni sua forma per ricordare che lo sfascio della protezione sociale serve ad arriccchire chi vende cappotti a 9000 euro".

Tutte le riforme, e tra queste il "patto di responsabilità", sono state finora pagate dai lavoratori più precari. Mentre il ministro del Lavoro stigmatizza i disoccupati e chiede di intensificare i controlli sull'"effettiva" ricerca di lavoro, le frodi degli imprenditori sulle prestazioni sociali costano ai francesi oltre 20 miliardi all'anno, gli stessi hanno versato il 30% dei dividendi supplementari ai loro azionisti nel solo secondo trimestre del 2014 e chiedono di assumere con salari inferiori al minimo (SMIC) per far fronte alla crisi.

Le proposte della Confederationd des Intermittents et Précaires sono state portate in faccia proprio al ministro del lavoro Rebsamen al forum dell'impiego che si è tenuto la mattina del 2 ottobre nella centralissima Place de la Concorde. 

Il forum è una vera e propria fiera del precariato: ad essere scambiati e valorizzati sono i percorsi umani di migliaia di uomini e donne senza un impiego fisso. Con la falsa promessa di un salario a tempo indeterminato (mentre i posti di lavoro in Francia continuano a diminuire) vengono normate e valorizzate le vite di coloro che non hanno accesso ad un reddito fisso.

Questa routine è stata interrotta da un'incursione rumorosa: prima è stato direttamente interpellato il ministro, scappato a gambe levate dopo alcuni farfugliamenti (per l'ennesima volta “andate dalla ministra della cultura”, ma le richieste sono sociali non culturali), in seguito l'azione è diventata un corteo interno ai capannoni della fiera, dove per un'ora sono stati scanditi cori che chiedevano nuovi diritti e un reddito garantito per tutti i precari ed i disoccupati. 

“I nostri diritti li hanno scritti le lotte, otterremo ciò che ci prenderemo”.

La CIP esige che il modello di protezione sociale compensi la discontinuità lavorativa, i contratti a termine e quelli interinali, e che i punti siano discussi con i diretti interessati. Si chiede che la protezione sociale per i disoccupati, in un contesto in cui il 90% dei contratti sono a termine e la precarizzazione con l'instabilità professionale sono in forte crescita (dati INSEE, Institut National de la Statistique et des Etudes Economiques), sia assunta a dibattito nazionale affinché l'indennizzo disoccupazione venga interamente ripensato per il 100% dei disoccupati. Contro un attacco ai diritti portato al livello europeo sfruttando la retorica dell'austerity, anche le lotte dei precari francesi si uniscono alle richieste di un salario minimo europeo e di un reddito garantito europeo. 

Verso la giornata continentale di sciopero sociale del 14 novembre.

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