Francia - Mobilitazioni e sciopero illimitato per il ritiro della legge sul lavoro

Dai teatri occupati ai trasporti bloccati, movimenti studenteschi e sindacali mobilitati dal 9 marzo scendono contro la Legge Travaille

29 / 4 / 2016

28 aprile - In vista del 3 maggio, data di inizio del dibattito parlamentare per l'approvazione del progetto di legge chiamato "Travaille" ("lavora!", ndt), cresca la pressione sul governo da parte del movimento che anima quotidianamente le piazze del paese da settimane. Ogni territorio, dal posto di lavoro al cortile di scuola, si può trasformare in una ZAD (zone à défendre).

Le insignificanti modifiche apportate in marzo, dopo le prime settimane di mobilitazioni e il discorso televisivo di Hollande a metà aprile per ribadire la sua ferma intenzione ad andare avanti per ottenere l'approvazione finale della legge, hanno avuto come effetto immediato la convergenza di varie lotte. Il governo Hollande sta cauzionando gli ostinati attacchi sociali messi in campo dalle imprese che esigono un ribasso del "costo del lavoro", cioé l'aumento del tempo di lavoro e la diminuzione retributiva con la possibilità di licenziare, usando come pretesto la “crisi economica" e la "competitività". La piena e rigorosa adesione alle politiche economiche europee è consumata: si sta tentando di imporla al paese con l'abuso dello stato d'emergenza. La repressione è sistematica, in due mesi, oltre alle violente incursioni poliziesche con uso di flashball e granate assordanti contro i manifestanti, sono stati effettuati oltre cinquecento fermi e decine di arresti.

La settimana è cominciata con il Medef, confederazione delle imprese e dell'industria francese, che ha minacciato di ritirarsi dal tavolo di trattativa, ma il primo ministro Valls l'ha richiamato all'ordine sottolineando il ruolo "sociale" delle imprese nella nuova configurazione politica tra stato e impresa. Questa settimana,però, è iniziata con l'occupazione di una decina di teatri nazionali, a Tolosa, Bordeaux, Caen, Montpellier, Strasburgo… a Parigi il Teatro de l'Odéon, seguite da quella della Comédie française.

Gli striscioni: "I soldi ci sono, costruiamo dei nuovi diritti" e "Nessun diritto al lavoro senza diritto alla disoccupazione" sono apparsi sulla facciata del Teatro de l'Odéon all'alba di lunedì 25. Precari e disoccupati, studenti e stagisti del settore culturale o di altri settori e occupanti #nuitdebout hanno denunciato i negoziati per l'accordo sulla disoccupazione degli intermittenti dello spettacolo e della legge El-Khomri. L'appello chiede di generalizzare lo sciopero ad oltranza e di continuare la mobilitazione attraverso i "comitati di azione" organizzati insieme alla "convergenza delle lotte" della #nuitdebout a Parigi dal 31 marzo e in tutta la Francia dal 9 aprile. Anche gli istituti artistici, le scuole di cinema e alcuni conservatori sono occupati.

La presenza di studenti-precari e studenti in apprendistato per i quali si prospettano 40 ore settimanali autorizzate di lavoro anche se minorenni è il perno delle rivendicazioni che hanno radicalizzato le lotte in questi due mesi. Le forze sindacali, Solidaires, CGT, FO… hanno colto la forza delle mobilitazioni studentesche e hanno aderito alla campagna di azioni e di iniziative locali che si sono moltiplicate per il ritiro totale della legge "travaille" e per il diritto a manifestare a fronte delle violenze poliziesche.   

Nonostante le vacanze scolastiche in metà dei dipartimenti regionali e a Parigi, la manifestazione del 28 aprile e la giornata del 1° Maggio consolidano un movimento che chiede un cambiamento sociale a partire dal mondo del lavoro. Le "assemblee popolari" delle #nuitdebout hanno organizzato la permanenza delle occupazioni in piazza allargando il dibattito - all'origine focalizzato prioritariamente sull'obiettivo del ritiro della Legge El-Khomri - all'intera gamma di possibili pratiche del "comune" grazie alle diversissime realtà, associazioni, comitati e collettivi presenti sul territorio.

Ieri, mezzo milione di persone sono scese in piazza, solo a Parigi circa 60mila manifestanti, con in testa al corteo precari e studenti che hanno difeso il percorso ormai metodicamente attaccato da un numero sempre più sproporzionato di mezzi e di CRS, corpo speciale anti-sommossa, di poliziotti e di agenti della BAC, brigata anticriminalità. Disperdere i manifestanti con la forza, aggredendo e arrestando è diventata la regola. A Rennes, Nantes, Lione, Tolosa, Rouen, Marsiglia, Havre, Mans, come a Parigi migliaia di persone hanno partecipato agli scontri.

Un' Assemblea generale #nuitdebout con la partecipazione dei sindacati è stata convocata a Place de la République. In serata la polizia ha evacuato il Teatro dell'Odéon. Si annunciano altre giornate di mobilitazione. 

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