feminicidio a ciudad juarez, messico

Femminicidio in Messico- Intervista a Marisela Ortiz

Intervista ad una rappresentante dell'associazione Nuestras hijas de regreso a casa di Ciudad Juarez

28 / 11 / 2010

Marisela Ortiz Rivera è messicana e vive a Ciudad Juárez, l’ormai tristemente famosa “città che uccide le donne”. Dal 1993, in questa città si contano più di 1.300 donne uccise e centinaia di donne sparite. I corpi vengono spesso ritrovati irriconoscibili nel deserto, nudi, violati, straziati dalle torture subite, anche mutilati. Corpi di giovani donne, anche bambine. Corpi che testimoniano l’assoluta sofferenza di queste donne, rapite, più volte torturate, violate, uccise e buttate.

Marisela Ortiz Rivera, psicologa e maestra, è presidente dell’associazione “Nuestras hijas de regreso a casa” (Perché le nostre figlie tornino a casa), che a Ciudad Juárez si batte perché sia fatta luce sui casi di femminicidio. L’associazione da anni denuncia l’incapacità dello Stato di far fronte al suo obbligo di garantire giustizia e supporta le famiglie delle vittime.

In questi giorni è stata in varie città d'Italia per raccontare del drammatico fenomeno del femminicidio e del lavoro che svolge l'associazione in cui partecipa. L'abbiamo incontrata a Firenze.

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