Durban - Dove andrà il Sudafrica? - Intervista con Trevor Ngware

5 / 12 / 2011

Mentre nel People Space all’Università di Durban si discute della Campagna One Million Climate Jobs, che, approfittando dell’attenzione su Cop17, lancia la sfida a creare impiego attraverso scelte di cambiamento del modello energetico e produttivo del paese, intervistiamo Trevor Ngware del Energy Sovereignity Movement South Africa, sulla situazione nel paese dentro la geopolitica globale.

Alcuni dati ci servono per inquadrare l’intervista. Il Sudafrica prima economia del continente africano, in cui gioca un ruolo sempre più preminente,  è ormai legato alla cerchia dei cosiddetti paesi Bric (Brasile, Russia, Cina, India) con cui ha stretto sempre più forti connessioni (ad esempio la crescita dello scambio con la Cina è stato negli ultimi dieci anni del 400%). Il Pil nei primi tre mesi del 2011 ha fatto un balzo del 4,8%, secondo gli analisti il valore annuo si aggirerà oltre il 3%.  L’economia, è fondata soprattutto su agricoltura, risorse minerarie ed export di materie prime con grande presenza di capitali stranieri. L’Europa assorbe circa un terzo dell’export sudafricano e dunque la sua crisi ha ripercussioni non indifferenti. Nel piano industriale del Governo per il prossimo biennio vengono individuati come settori da incentivare: lo sviluppo della produzione energetica con fonti rinnovabili (oggi il paese al 95% usa il carbone), i biocarburanti e le tecnologie digitali. Tutti settori in cui il ruolo delle corporation (come la Eskon per l’energia) giocano un ruolo fondamentale. Ma lo sviluppo del Sudafrica post-apartheid ci da anche l’immagine della grande diseguaglianza sociale di un paese in cui un sesto della popolazione vive negli slums, l’accesso ai servizi di base (da quelli sanitari a quelli scolastici) in molti casi non esiste, la disoccupazione tra le più alte del mondo (si parla di un disoccupato su tre abitanti) sta crescendo mentre la precarizzazione si fa sempre più forte, il 18% della popolazione tra i 15 e i 49 anni vive il dramma dell’Aids, la corruzione è un dato strutturale.

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    Qual è la situazione sociale attuale?

    Il problema in Sudafrica è la disuguaglianza: i ricchi sono rimasti ricchi ed i poveri poveri. La disoccupazione è cresciuta con la crisi economica globale. Il Sudafrica è indipendente da 17 anni. Mandela fu liberato nel 1999 e abbiamo iniziato una nuova società democratica: c’era una grande aspettativa nella maggioranza della gente di avere una nuova vita con diritti, abitazioni, educazione, lavoro ma il governo dentro la situazione economica globale non è riuscito a rispondere a queste attese.

    Quale futuro nello scenario globale viste le connessioni con Cina, India etc ..?

    Il Sudafrica ha scelto di allinearsi alla squadra vincente. Ha lasciato indietro gli altri paesi poveri dell’Africa e del mondo e si è legato a Brasile, India ed in particolare alla Cina, che sta crescendo come potenza economica mondiale.  Questo quello che hanno pensato i nostri governanti. Penso sia stato un errore perché la crisi nel mondo va vista come una crisi che si muove. Non si sta fermando si muove dalla Grecia al Portogallo, dal Portogallo alla Spagna, dalla Spagna all’Irlanda .. fino ad arrivare anche in Sudafrica.  La crisi si muove da settore a settore dalle minere alla manifattura, fino alle stesse banche, cioè si muove in questo senso.Per cui penso sia un errore legare la nostra economia ad un sistema che è in crisi e che non ha soluzioni alla crisi.  Quello che succederà è che il governo continuerà ad aumentare la sua incapacità di rispondere alle richieste dei poveri e dei lavoratori. Per cui come è successo negli ultimi dieci anni avremo proteste delle comunità, scioperi,  richieste della gente e le scelte fatte dal governo non possono portare a soluzioni così che aumentarà la crisi sociale e politica.Se siamo fortunati ci sarà una progressiva rivoluzione se non siamo fortunati la situazione peggiorerà come oggi con gli attacchi xenofobi, di africani contro altra gente di altri paesi dell’africa (il che è molto brutto), crescerà il crimine con l’insicurezza e i vigilanti che ammazzano le persone. Questi i due scenari che il Sudafrica ha davanti

    Come si potrebbe costruire un’alternativa per esempio in materia di energia?

    Sulla questione energetica tutta l’energia in Sudafrica è prodotto con il carbone. Metà delle emissioni di tutto il continente arrivano dal Sudafrica. Dobbiamo uscire dalla scelta del carbone.Sudafrica vende energia financo alla Nigeria e vuole creare nuovi impianti a carbone.

    Adesso nella Cop17 il Governo dice di voler diminuire le emissioni ma parla in maniera di sinistra ma agisce in maniera di destra. Il Sudafrica deve uscire dal carbone è scegliere le energie rinnovabili. Ma questo non succede se la scelta resta solo in mano al grande business e al governo. Dobbiamo mobilitarci come comunità, come lavoratori come poveri perché questo succeda.

    In queste settimane si è parlato molto della nuova legge sulla segretezza dell’informazione. C’è un attacco alla libertà di informazione?

    Sì e a molti è sembrato incredibile che in un paese che ha avuto accesso alla democrazia da meno di vent’anni, un paese riconosciuto perché la sua Costituzione è molto progressista, si stia andando verso un degrado ad esempio sulla libertà d’espressione. Il Sudafrica mel mondo è uno dei pochi paesi che riconosce i matrimoni gay, in cui uomini e le donne sono uguali per la legge. Gli interessi delle donne sono attivamente promossi dal punto di vista legale. Io penso che il problema che ci troviamo di fronte è e che se le politiche economiche e i modelli economici, il modello di produzione è quello che promuove capitali e profitti questo diventa una contraddizione e diventa un conflitto con queste aprirazioni ai diritti umani. E il governo sembra andare indietro. Ma per fortuna c’è una grande lotta contro questo attacco ai diritti umani e spero possiamo vincere questa battaglia.

    Quale è la relazione tra i movimenti sociali il Governo e l’ANC?

    I movimenti sociali hanno una relazione difficile con il Governo, non è semplice è complesso. Molto gente vota e appoggia l’ANC, ma le stesse persone manifestano contro l’ANC compresi amministratori. La gente vuole credere all’Anc perché in queste circostanze l’Anc ha avuto le politiche più progressiste agli occhi della gente. Ma la realtà è che l’Anc non sta facendo abbastanza e in effetti porta avanti politiche antipopolari come le privatizzazioni etc .. La realtà è che non c’è un’alternativa di sinistra all’Anc. La gente ha ancora speranza e vuole credere che l’Anc può fare meglio, che il partito di Nelson Mandela può liberarli.

    Sfortunatamente il maggior partito d’opposizione, Democratic Alliance, che la gente vede come il partito dei bianchi, dei giorni dell’apartheid. Per cui la gente pensa che è meglio che al governo ci sia qualcuno che si conosce piuttosto che non si conosce. Per i movimenti sociali più radicali il governo dell’Anc è un nemico.

    Quale la situazione dei diritto alla salute in Sudafrica?

    Il 20% non ha accesso ai diritti di base. Molti non hanno accesso all’acqua, che è diventata una merce da comperare come un paio di scarpe. In Soweto, la più grande area popolare del Sudafrica, il Governo ha instaurato il prepagamento dell’acqua il che ha creato una situazione insalubre. 5 milioni di sudafricani vivono in baracche, negli slum senza servizi

    Quello di cui ha bisogno il Sudafrica e nel mondo è avere una “visione”, come l’abbiamo avuta nel combattere l’apartheid. Una visione in cui immaginiamo un mondo in cui tutti possono essere uguali, in cui tutti possiamo avere una vita degna, bianchi o neri ognuno possa accedere ai diritti di cittadinanza. Questa visione è sotto l’attacco economico contro la gente . Penso bisogna unirsi e far rivivere questa visione del mondo in cui ognuno abbia accesso a quello di cui ha bisogno in maniera egualitaria, in cui ci sia giustizia sociale e nessun bambino debba andare a dormire senza mangiare.

     Vilma Mazza Associazione Ya Basta - RIGAS

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