Clima e COP21: non si alza il livello degli oceani, ma delle mobilitazioni!

La giornata di apertura del FSM di Tunisi

25 / 3 / 2015

Il Social Forum Mondiale si è aperto stamattina sotto qualche goccia di pioggia all'interno del Campus Universitario El Manar di Tunisi. Tra bancarelle di artigianato locale, pentoloni di cous cous e stand di organizzazioni perlopiù africane, le aule della facoltà di giurisprudenza hanno ospitato oggi le assemblee di apertura del Forum. In particolare la giornata è stata caratterizzata dall'assemblea delle donne e dalla riunione dei movimenti, europei ma non solo,  per la costruzione delle mobilitazioni in vista della conferenza sul clima COP21 prevista a Parigi il 12 e 13 dicembre prossimi.

Il Social Forum si è rivelato un'occasione per permettere ai movimenti e alle reti internazionali di incontrarsi faccia a faccia per discutere le strategie di mobilitazione da mettere in pratica nelle giornate della COP21, dando forma a delle iniziative da qui a dicembre con la speranza di continuare il percorso intrapreso anche oltre le giornate della conferenza parigina.

L'incontro di questa mattina è stato promosso principalmente dalla piattaforma francese "Coalition Climat 21" nata nel 2014 per coordinare le attività in vista dell'appuntamento di dicembre ed ha visto la partecipazione di numerose realtà quali Action Aid, Attac, Pacja, IPS e Via Campesina.

Le questioni legate alla costruzione delle iniziative sono state molto dibattute: in attesa del comunicato conclusivo dell'assemblea odierna è stato intanto deciso di lanciare un nuovo momento di incontro il 13 e 14 giugno a Parigi per discutere come proseguire con le iniziative previste mensilmente, per arrivare ad un appello di mobilitazione nazionale nelle principali città nelle giornate del 28 e 29 novembre. Le due settimane che precederanno la COP21 saranno dense di iniziative: una vera e propria escalation di mobilitazioni che sfocerà poi in una grande marcia per le strade di Parigi il 12 dicembre, come spiega Juliette Rousseau, coordinatrice di Coalition Climat 21.

All'assemblea all'interno del Social forum non hanno partecipato solo organizzazioni europee: Badrul ALam è membro di Via Campesina in Bangladesh e presidente della Krishok Federation, un'organizzazione che opera sui temi della sovranità alimentare e del cambiamento sociale: al Social Forum racconta le lotte nel suo paese, dove dal 1997 il movimento ha occupato numerose terre abbandonate redistribuendole alle donne dei villaggi rurali. Il Bangladesh soffre i danni causati dai cambiamenti climatici, come i cicloni che colpiscono annualmente le coste. Badrul spiega che i movimenti del sud del mondo devono alzare la voce facendo pressione affinché i paesi industrializzati paghino per le emissioni di CO2 di cui sono responsabili.

I meeting come la COP21 propongono solo false soluzioni decidendo il destino di migliaia di persone: è necessario che le organizzazioni in tutto il mondo si mobilitino per far ascoltare le proprie richieste costruendo insieme le giornate di protesta di dicembre.

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