Cile, terrorismo di Stato nel giorno della sentenza sul caso Camilo Catrillanca

8 / 1 / 2021

Nel giorno della lettura della sentenza per l’omicidio di Camilo Catrillanca, lo stato cileno ha autorizzato e realizzato una grande operazione di polizia nei territori mapuche di Ercilla che hanno provocato diversi feriti e arresti tra i comuneros, tra i quali la madre e la vedova dello stesso Catrillanca, e la morte di un agente della PDI colpito fatalmente da alcuni proiettili.

Come è diventata abitudine, ogni volta che il caso sull’assassinio del giovane mapuche avanza, carabineros e PDI (Policia de Investigación) organizzano e portano a termine dei veri e propri rastrellamenti nelle comunità con il chiaro obiettivo di distogliere l’attenzione sul caso e di proseguire con la criminalizzazione della popolazione originaria. Le accuse, ma sarebbe meglio dire le scuse per portare avanti queste perquisizioni, sono le indagini sul presunto traffico di droga e di armi dei membri della comunità.

Nella giornata di giovedì scorso, la perquisizione è iniziata molto presto per bloccare la strada a quanti avevano intenzione di recarsi ad Angol presso la sede del Tribunale dove si dibatteva il caso dell’assassinio di Camilo Catrillanca. Allo stesso padre di Camilo, Marcelo Catrillanca, la polizia militarizzata ha impedito di entrare in aula mentre si giungeva a sentenza sull’assassinio del figlio, con la scusa che il municipio sede del processo è in quarantena totale.

Almeno 800 poliziotti e militari hanno bloccato la statale e fatto irruzione, armi in pugno nelle comunità di Temocuicui, Pancho Curamil, Huañaco Millao, Butaco e altre. A Temocuicui, la comunità dei Catrillanca, le azioni più vergognose dei militari che hanno arrestato non solo la madre e la vedova di Camilo, ma anche la figlia di sette anni, poi rilasciata per fortuna in poco tempo. Nel conflitto a fuoco seguito all’aggressione delle forze armate, un agente è stato raggiunto da un proiettile ed è morto nel trasporto in ospedale a seguito delle gravi ferite riportate.

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E mentre PDI e carabineros portavano avanti la repressione, il Tribunale di Angol ha giudicato colpevole per Carlos Alarcón di omicidio semplice e di tentato omicidio per il minore che accompagnava Camilo Catrillanca. Gli altri sei membri della pattuglia invece hanno subito pene minime e sono stati giudicati colpevoli solo di intralcio alle indagini. Rimandata al 28 gennaio la lettura completa della sentenza con le motivazioni.

Una sentenza che ha lasciato amareggiato il padre Marcelo Catrillanca, il quale ha dichiarato che la famiglia non avrà pace fino a quando non verrà chiarito il ruolo responsabile dello Stato e dell’ex ministro dell’Interno pinochetista Chadwick nell’agguato e che ricorreranno alla giustizia internazionale.

Camilo Catrillanca fu ucciso il 14 novembre 2018 da un colpo sparato alle spalle che lo raggiunse alla testa mentre era in compagnia di un amico nei pressi della comunità in cui viveva. Dopo aver assassinato vigliaccamente Camilo, la pattuglia si scagliò contro l’amico, minorenne, che fu prima percosso violentemente e poi arrestato. Secondo un report del CIPER, Camilo era nel mirino della polizia per essere figlio e nipote di riconosciute guide spirituali della comuni e uno dei leader della Alianza Territorial Mapuche, una delle organizzazioni che i carabineros considerano responsabili delle violenze nella Araucanía.

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In serata la comunità mapuche ha diramato un comunicato in cui esprime il «più assoluto rifiuto del terrorismo dello Stato cileno, che è ancora una volta presente continuando le pratiche colonialiste che storicamente hanno esercitato violenza e genocidio sulla nostra nazione mapuche». L’obiettivo di questa nuova aggressione – sostengono i mapuche – è quello di criminalizzare la loro lotta per la terra e i diritti e quello di far passare da vittime i carnefici. Manifestazioni di protesta sono state subito lanciate per il giorno successivo in tutto il paese in solidarietà con il popolo mapuche colpito dalla repressione e contro la giustizia colonialista che si autoassolve.

** Pic Credit: Camilo Tapia

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