Un governo espressione di una coalizione eterogenea, da sinistra alla destra nazionalista, che tra le prime operazioni ha eletto un ex parlamentare, Delyan Peevski.

Bulgaria, di nuovo in piazza

il nuovo governo dimissionato dalle manifestazioni

di Bz
19 / 6 / 2013

A febbraio 2013 imponenti manifestazioni contro la corruzione e il caro prezzi, in particolare dell’energia elettrica, hanno costretto alle dimissioni il partito GERB di centro destra che ha guidato il paese negli ultimi anni, le elezioni politiche del 12 maggio, nonostante gli scandali, la corruzione, le manifestazioni, hanno dato la maggioranza al GERB, al centro destra,  poco davanti ai socialisti, ai social liberali, alla miriade di gruppi e partitini di opposizione nati sul solco delle proteste, ma nessuno di questi è riuscito, a superare la soglia di sbarramento, se non il partito della minoranza turca su posizioni conservatrici.

Il Partito socialista bulgaro (Bsp) ha formato un governo di coalizione con il Movimento per i Diritti e la Libertà (DPS), un partito turco di minoranza, dopo le elezioni anticipate del mese scorso.

Il governo precedente guidato dal partito conservatore Gerb si è dimesso nel febbraio scorso dopo una serie di manifestazioni di massa contro i tagli alla spesa, i costi elevati dell’energia e gli stipendi bassi del più povero Stato membro dell’Ue. In realtà la rabbia dei contestatori è esplosa contro la corruzione del sistema politico in generale e non solo contro l’esecutivo guidato dall’ex premier di centrodestra Bojko Borisov.

Questo governo espressione di una coalizione eterogenea, da sinistra alla destra nazionalista, che tra le prime operazioni ha eletto un ex parlamentare, Delyan Peevski, già coinvolto in traffici e scandali, vicino al centro destra, quale responsabile della sicurezza: è stata questa nomina a dare la stura alla rabbia popolare,  che ha riportato in piazza migliaia di manifestanti che si sono scontrati con le forze dell’ordine, con un seguito di arresti e una decina di feriti.

Secondo le agenzie di stampa, anche queste proteste sono scaturite, in pochissimo tempo, dal passa parola sui social network: numerosi manifestanti sventolavano bandiere bulgare e gridavano “Mafia!”, “Dimissioni!”, e ancora “Spazzatura Rossa!”: tutti slogan urlati nei grandi raduni che si sono svolti negli ultimi giorni in segno di protesta per la scelta del nuovo ministro alla guida dei servizi di intelligence del Paese.

Il presidente bulgaro Rosen Plevneliev ha chiesto una revisione immediata della nomina e ha detto di aver perso la fiducia nel governo. Peevski ha offerto di dimettersi dalla carica sabato scorso e Oresharski  - il premier socialista- ha dichiarato di aver accettato le dimissioni. Ma i manifestanti non si sono placati e non hanno ancora voluto sentire ragioni. Dal canto suo  il premier bulgaro ha rilasciato una dichiarazione scritta in cui ha rifiutato esplicitamente di dimettersi dalla carica.

Il Presidente del partito GERB ed ex Premier della BulgariaBoyko Borissov, cercando di cavalcare la tigre della protesta spontanea, ha dichiarato che d'ora in poi il suo partito non avrebbe piu' partecipato alle riunioni del parlamento per il fatto di essere costante vittima di provocazioni e insulti, mentre la maggioranza di governo non lo sta prendendo in considerazione.

Insomma all’ordine del giorno in Bulgaria sono ritornate da un lato le elezioni, da riconvocare a breve per dare luogo ad una maggioranza parlamentare più solida, dall’altro l’interrogativo di molti militanti dei movimenti e della società civile sul come riuscire a dare una risposta alla domanda di cambiamento che si leva prepotentemente dall’intera società, posto che l'esperienza elettorale appena conclusa si è rivelata disastrosa.

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