Tra il 5 e il 14 giugno, La Via Campesina, il sindacato mondiale dei contadini, ha tenuto il suo 6° Congresso a Giakarta, in Indonesia. Presenti 500 delegati della associazioni di tutto il mondo che fanno parte di quella organizzazione.

6° Congresso di “Via Campesina”

Sovranità alimentare e agroecologica

2 / 8 / 2013

Via Campesina è stata costituita nel 1993 per unire l’opposizione di movimenti contadini al patto dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO -World Trade Organisation) sull’agricoltura, un trattato di libero mercato che ha avuto implicazioni disastrose per la vita dei produttori su piccola scala.

Sovranità alimentare e agroecologica

Per sviluppare le loro proposte per una struttura di una politica agricola alternativa, nel 1996 La Via Campesina ha introdotto il concetto di sovranità alimentare. Fondato sulla consapevolezza che il cibo e l’agricoltura sono un elemento chiave di lotte per la giustizia sociale, sia nelle zone rurali che in quelle urbane, la sovranità alimentare è il diritto fondamentale per tutte le persone, la nazioni e gli stati per controllare i sistemi e le politiche alimentari e agricole, assicurandosi che ognuno abbia cibo adeguato, abbordabile, nutriente e culturalmente appropriato. Questo comporta il diritto di definire e controllare i metodi di produzione, trasformazione, e distribuzione a livello locale, nazionale e internazionale. Include in maniera molto significativa la trasformazione socio-economica e politica. La sovranità alimentare ha occupato una parte enorme di quanto si è detto al congresso ed è usato da tutti i tipi di organizzazioni per descrivere le alternative che offre La Via Campesina. Mentre sembra complicato quando viene espresso con il linguaggio della politica, i fondamenti della sovranità alimentare sono le richieste basilari degli agricoltori di tutto il mondo: prezzi giusti per il cibo e i prodotti agricoli, l’assegnazione della priorità alla produzione locale e sostenibile, e sostegno ai nuovi arrivati nel campo dell’agricoltura accanto al controllo del potere delle grosse imprese transnazionali.

Quando sono diventate più chiare le mancanze del modello di sicurezza alimentare dipendente dalle importazioni, la sovranità alimentare sta ottenendo più vasto riconoscimento nelle politiche pubbliche. Alcuni paesi, tra cui l’Ecuador, la Bolivia, il Venezuela, il Senegal, il Mali, e il Nepal hanno inserito la sovranità alimentare nei loro quadri normativo e stanno ottenendo riconoscimenti alla FAO (Organizzazione degli Stati Uniti per il cibo e l’agricoltura) e al Comitato per la sicurezza alimentare (CFS). La condivisione di vittorie e strategie per portare la sovranità alimentare nelle politiche pubbliche, è stata una grossa componente del congresso e un qualche cosa che avverrà ancora di più negli anni a venire.

Dare visibilità ai problemi dei contadini

Il lavoro della Via Campesina mi è stato descritto da un agricoltore italiano come istituzionale per l’1%, e per il 99% mobilitazione e aiuto reciproco. A livello istituzionale, la Via Campesina ha lavorato per creare e mantenere uno spazio per i movimenti sociali nei forum intergovernativi dell’ONU per la politica agricola. Stanno attivamente facendo pressioni sulla FAO, la CFS e l’Unione Europea. Il punto principale al momento è duplice: primo, in seguito a un attacco riuscito ai tentativi della Banca Mondiale di scrivere una ‘iniziativa sugli investimenti responsabili’, la Via Campesina si è impegnata a portare il problema al forum più democratico del CFS dove sta lavorando per fare delle ‘linee guida per investimenti agricoli responsabili’ uno strumento che possa essere usato per difendere le comunità contro il furto delle terre.

Inoltre la Via Campesina ha redatto una proposta di legge per i diritti dei contadini che è stata accettata dalla commissione dell’ONU per i diritti umani e per la cui ratifica l’assemblea generale sta ora spingendo.

Nelle istituzioni, lo scopo principale della Via Campesina è spesso proprio di dare visibilità ai problemi dei contadini e di mantenere aperto un canale per le voci degli agricoltori. Come ha detto un agricoltore canadese al congresso: ‘spesso una vittoria nelle istituzioni impedisce davvero che accada una brutta cosa.’ Tuttavia, sia la proposta di legge per i diritti dei contadini che le linee guida per gli investimenti agricoli responsabili hanno un enorme potenziale per supportare il lavoro concreto della Via Campesina con strutture riconosciute a livello internazionale.

Guardando ai risultati dell’organizzazione è facile dimenticare che questo è realmente un movimento di agricoltori, incentrato sul sostenere la vita dei contadini in tutto il mondo. E’ in questo spazio che sta avendo l’impatto maggiore e questo è apparso chiaramente al congresso. Gli ultimi 20 anni hanno visto un’enorme quantità di visite e di scambi con l’illustrazione di innumerevoli idee tra produttori in contesti diversi. L’effetto cumulativo di tutto questo è di costruire la fiducia e la capacità tra organizzazioni contadine di avere ruoli attivi e politici nel indirizzare il loro futuro.

In un momento in cui la protesta sembra essere intermittente, è molto motivante vedere un’organizzazione diventare di queste dimensioni senza compromettere la sua visione, la sua voce o in suoi dati demografici. E’ straordinario che l’organizzazione rimanga una rappresentazione così unita, democratica e onesta dei problemi che affondano i produttori.

Tratto da: znetitaly.org (fonte originaria redpepper.org, traduzione di Maria Chiara Starace) che ringraziamo.

Leggi tutto: http://znetitaly.altervista.org/art/11806

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