27.08.13 - Rio de Janeiro - Violenti scontri durante la manifestazione #ForaCabral

28 / 8 / 2013

Un corteo selvaggio e improvviso ha invaso le strade del bairro di Lareinjeras, a sud di Rio de Janeiro.

Una parte del movimento OccupaCabral e OccupaCamara, che si sono sedimentati attorno alla protesta per la gestione della città e della repressione del governatore Cabral, ha deciso di convocare una manifestazione per assediare la sede del Governo dello Stato di Rio. Palaiço Guanabara, infatti, è un luogo altamente simbolico: oltre ad essere la sede ufficiale del governatore, una parte del palazzo ospita organizzazioni sportive mondiali come la FIFA per permettere loro di gestire i grandi eventi previsti dal Brasile. 

All'incirca mille partecipanti, tutti giovanissimi, hanno formato il corteo caratterizzandolo con dei tratti comuni alle lotte generazionali degli ultimi anni, dalla maschera antigas delle rivolte turche di quest'estate ai book bloc degli studenti e precari europei e non solo. Lo slogan della manifestazione che veniva più volte cantato è stato " Fora Cabral", rivolta alla delegittimazione del governatore Cabral richiamando il "Que se vayan todos" argentino.

Una volta nei pressi del Palaiço Guanabara, le cui vie limitrofe erano tutte bloccate, il corteo è stato caricato quando ha cercato di superare le transenne. Violente cariche da parte della polizia militare hanno attaccato i manifestanti, usando gas lacrimogeni e proiettili di gomma ad altezza uomo, come dimostra la foto al braccio di un manifestante.

Durante le cariche, il corteo si è disperso; alcuni manifestanti si sono ricompattati e hanno dato vita ad una guerriglia urbana, cercando di bloccare il passaggio della polizia con barricate e di respingerla lanciando sassi. La polizia militare – uno degli apparati per l'ordine pubblico più letali in tutto il Brasile – ha continuato a caricare facendo indietreggiare il corteo di parecchi metri, dando vita a fughe e scontri dentro al traffico che non era stato deviato.

Ci sono state conferme di diversi arresti, durante i quali si sono verificati pestaggi, violenze fisiche e verbali da parte della polizia militare.

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