15.06.13 Globalproject a Gezy Park - Istanbul - Turchia - Euromediterraneo

Interviste e diretta, in continuo aggiornamento

15 / 6 / 2013

Questa mattina è stata resa publica la decisione degli occupanti di mantenere la presenza al parco e non accettare il referendum in cambio dell'abbandono del parco, nonostante le minacce di Erdogan.

Nel corso della giornata i manifestanti sono arrivati a migliaia e si sono ripresi Piazza Taksim. Alle 19.00 la polizia ha iniziato a caricare violentemente con idranti, gas urticanti,  entrando dentro Gezi Park. I manifestanti resistono sotto una pioggia di lacrimogeni mentre le ruspe protette dai poliziotti distruggono il campeggio e i reparti dei cercano di impedire alla gente di entrare in piazza.

Iniziano le cariche in tutta la zona del centro, i manifestanti resistono facendo barricate. L'aria diventa irrespirabile ma i manifestanti continuano con slogans e canti. Da varie zone della città gruppi di persone cercando di avvicinarsi al centro. Ad Osam Bay migliaia di persone occupano le strade e resistono dietro le baricate alle cariche della polizia.

La resistenza è continuata per tutta la notte.

Anche ad Ankara, dove oggi si è svolto il comizio di Erdogan, i manifestanti scendono in piazza così come in molti altri centri del paese.

Per domani viene lanciata la proposta di una nuova manifestazione in Piazza Taksim, proprio in contemporanea con il comizio che Erdogan vuole provocatoriamente svolgere a Istanbul.

CRONACA IN DIRETTA

01:31
RESISTE E SI INGROSSA LA BARRICATA A OSMAN BAY, LA GENTE CONTINUA AD ARRIVARE

23:53

LA POLIZIA NON SFONDA ED AUMENTA I LACRIMOGENI. ANCORA SULLA BARRICATA AD OSMAN BAY

23:52

FANNO IL GIRO DEL MONDO LE IMMAGINI DELLA POLIZIA CHE FA IRRUZIONE DENTRO L'HOTEL DIVAN ALLA RICERCA DI MANIFESTANTI E ATTIVISTI INTERNAZIONALI

23:43 

CARICA DELLA POLIZIA A OSAM BAY. I COMPAGNI DALLA BARRICATA 

23:32
LA POLIZIA STA DISTRUGGENDO LE POSTAZIONI SANITARIE DI SOCCORSO AI MANIFESTANTI E FERMANDO I MEDICI SOLIDALI
23:15
MANIFESTANTI DA ALTRI QUARTIERI SI DIRIGONO VERSO IL CENTRO. UN CORTEO E' PARTITO DA TARABYA
22:34
CONTINUANO I LANCI DI LACRIMOGENI NELLE VIE LATERALI ED IN PROSSIMITÀ DI PIAZZA TAKSIM. OGNI ASSEMBRAMENTO E' BOMBARDATO DI LACRIMOGENI. LE STRADE DI ACCESSO ALLA VIA ISTIKLAL SONO CHIUSE DALLA POLIZIA CHE DI FATTO HA CHIUSO DI ISTANBUL. I BAR SONO OSPITALI CON I MANIFESTANTI ED IN PIÙ CASI LE BORGATE OFFRONO OSPITALITÀ
21:48
ARIA DAVVERO POCO RESPIRABILE. BLOCCHI DELLA POLIZIA, CHE PRESIDIA LE VIE LATERALI MENTRE VIA ISTIKLAL E' SPAZZATA DAGLI IDRANTI CON GAS E LACRIMOGENI E DAI REPARTO
21:35
I COMPAGNI FANNO BARRICATE PER PROTEGGERE LE VIE LATERALI.
21:32
CORI, CORI, CORI. 'VEDRAI, VEDRAI, VEDRAI, TU ED TUOI GAS LACRIMOGENI. VEDRAI'. SIAMO QUA.
21:21
CANTIAMO IN TURCO, ERDOGAN FASCISTA. APPLAUSI PER NOI CHE RIMANIAMO. SIAMO TANTISSIMI.
21:19
DUE IDRANTI CARICANO CON GAS URTICANTE DA VIA ISTIKLAL; ARIA IRRESPIRABILE, CI SEDIAMO TUTTI PER TERRA
21:13
BAMBINI GIRANO NELLE FILA PER DARE LATTE AI COMPAGNI INTOSSICATI. CI SONO MOLTE DONNE, RAGAZZE.
21:00
NESSUNO DI NOI VA VIA. STIAMO E RESISTIAMO IN VIA ISTIKLAL. DECINE DI MIGLIAIA DI UOMINI E DONNE TURCHE, FORSE CENTOMILA, HANNO ACCOLTO L'APPELLO DELLA TAKSIM SOLIDARITY PLATFORM E SONO QUA, SENZA BANDIERE DI PARTITO. CASCHI E MASCHERE ANTIGAS, SLOGAN E LA VOGLIA DI RIOCCUPARE GEZI PARK.
20:58
LA POLIZIA HA DISTRUTTO GEZI PARK. LACRIMOGENI IN TERRA. NESSUN GIORNALISTA PUÒ ANCORA ENTRARE.
20:55
LA POLIZIA STA DISTRUGGENDO GEZI PARK ED IMPEDISCE L'ACCESSO AI MEDICI PER PORTARE AIUTO AI FERITI
20:49
BARELLE PORTANO VIA I FERITI TRA GLI APPLAUSI. LA POLIZIA HA CHIUSO LA STRADA PER IMPEDIRCI DI RITORNARE IN PIAZZA TAKSIM
20:44
OLTRE UN'ORA DI CARICHE E TUTTI SIAMO QUA. CHI HA PRESO TROPPO GAS URTICANTE O TIER ARRETRA, ALTRI AVANZANO AL LORO POSTO. STIAMO TUTTI QUA. IT IS A DEMOCRACY ISSUE. WE STAD TOGHETER IN SOLIDARITY
20:16
TUTTI CANTANO CONTRO ERDOGAN, LA POLIZIA, PER GEZI PARK. NESSUNO SE NE VA. INDOSSIAMO MASCHERE ANTIGAS E CASCHI. TUTTA VIA ISTIKLAL RESISTE
20:15
LA POLIZIA E' ENTRATA IN GEZI PARK, LACRIMOGENI ED IDRANTI IN VIA ISTIKLAL PER SEPARARE LA GENTE DA GEZI PARK. NOI RESISTIAMO E NON CE NE ANDIAMO. SIAMO DECINE DI MIGLIAIA.
20:15
ATTACCO DELLA POLIZIA CHE ESEGUE LE MINACCE DI ERDOGAN; INTERVENTO MOLTO AGGRESSIVO CONTRO GEZI PARK CHE HA RIFIUTATO L'ULTIMATUM FASCISTA DEL PRIMO MINISTRO TURCO
20:14
CARICHE DELLA POLIZIA CON IDRANTI E LACRIMOGENI IN TAKSIM

INTERVISTE E DIRETTA DA GEZY PARK

LA POLIZIA, DOPO AVER SGOMBERATO GEZY PARK E PIAZZA TAKSIM, CONTINUA A CARICARE NELLE VIE LATERALI

LA POLIZIA CARICA MA LA GENTE RESISTE. In diretta con lo Sherwood Festival

L'INIZIO DELLE CARICHE

* Le mamme arrivano per portare la loro solidarietà a chi ha deciso di restare a Gezi Park

In centinaia sono arrivate per abbracciare tutt@ quelli che hanno deciso di restare non accettando la proposta di Erdogan di referendum. In gioco c'è molto di più.

* Intervista sulla risposta ad Erdogan

GMDP: oggi è una giornata importante, si riunisce l’assemblea di Gezi Park e deve assumere una decisione importante: qual è la posizione del campeggio su come continuare la lotta, dopo la provocazione di Erdogan sul referendum rispetto al futuro di piazza Taksim?

OG: come sapete, c’è stato un incontro tra la commissione della piattaforma per Gezi Park e il primo ministro Erdogan e, alla fine dell’incontro, è stato detto che il progetto di distruggere il nostro parco sarebbe stato sospeso. Ma per noi questo non è ancora abbastanza. E se il quesito del referendum sarà “volete che Gezi Park sia distrutto e costruito un centro commerciale?”, noi saremo contrari al referendum stesso. Vi do un esempio: è come se stessimo discutendo di un albero di mele e qualcuno ti chiedesse “vuoi una mela verde o una mela rossa”, beh noi non vogliamo proprio nessuna mela! La gente di Gezi vuole restare qui e mantenere in piedi questo movimento. Erdogan fa continue provocazioni attraverso la stampa. La sua ultima dichiarazione ai media è stata “arriverò domenica a Istanbul e voglio che Gezi Park sia libero, che non ci sia proprio nessuno.” Potrebbero attaccare già oggi, ma noi siamo pronti. Non c’è problema, siamo pronti perché siamo dalla parte giusta. E la gente crede in noi. Due giorni fa il primo ministro si è rivolto alle madri e ha detto: “per favore, andate a prendere i vostri ragazzi a Gezi Park e riportateli a casa”. Mille madri sono venute qui è hanno detto “non toccate i nostri ragazzi, devono restare qui”. Noi siamo dalla parte giusta, la gente crede in noi, tutto il mondo è dalla nostra parte. Guardate i media internazionali, sono qui come voi. Erdogan ci chiama “terroristi, provocatori, piccoli gruppi marginali”, ma non importa: noi siamo il popolo, noi siamo il pubblico.

GMDP: grazie, noi apprezziamo la vostra posizione e sosteniamo la vostra decisione di mantenere l’accampamento e di continuare con la lotta. Seconda e ultima domanda: guardando alla vostra esperienza dall’Itali e dal Sud Europa, sembra che una nuova fase per i movimenti dal basso si sia aperta a partire dall’occupazione di piazza Taksim. Pensi sia possibile affermare che Gezi Park sia un nuovo punto di partenza per il popolo turco e per i movimenti in Turchia? Come pensi che possa continuare questa lotta?

OG: è il primo grande movimento dopo il golpe militare degli anni Ottanta. Il regime militare ha determinato per anni una passivizzazione del popolo turco, e dei giovani in particolare. E il movimento di Gezi Park ha distrutto tutto questo. Ma è solo un inizio. E andrà avanti. Siamo in differenti piazze della Turchia. Anche ad Ankara per esempio. Tutti i giovani ci stanno sostenendo. E questo cambierà il popolo turco e la Turchia.

* Intervista ad un attivista di GEZY TV

Chiara: voi siete qui dall'inizio, da 2 settimane,  e avete creato una tv indipendente per fare informazione, è così?
~ Si, è così, non siamo un canale di informazione, ma abbiamo aperto la GeziPark news channel una settimana fa anche se eravamo già presenti a titolo personale durante le giornate degli attacchi della polizia, la prima settimana. Quando la polizia ha arretrato abbiamo rioccupato il parco. Qualcosa è cambiato in questo periodo, da quando è nato il movimento, non abbiamo subito solamente aggressioni fisiche da parte del governo, ma c'è anche un' atteggiamento di intimidazione verso i canali di informazione. I media ufficiali infatti non hanno mostrato nulla di ciò che stava accadendo nel cuore della città, nessuna informazione è stata trasmessa dalle televisioni e le persone hanno perso fiducia nei loro confronti. Abbiamo messo in atto una protesta nei confronti di questa censura, ci siamo recati in corteo sotto i palazzi delle televisioni...ho partecipato in prima persona all'occupazione degli studi di MTV.
Su questa spinta abbiamo deciso di aprire il GeziPark Channel, l'abbiamo pensata per essere più che una semplice trasmissione di notizie: l'ambizione è di fornire alle persone una piattaforma per discutere e confrontarsi, per dare a tutti la possibilità di parlare e raccontarsi.
Microfoni e telecamere sono sempre qui e sempre aperte, chiunque può dare le proprie opinioni sul momento che stiamo vivendo, sulle politiche portate avanti dal governo, sulla situazione della Turchia etc.. Noi le pubblichiamo online e così le opinioni dei cittadini comuni possono essere ascoltate da tutti.
Chiara: dopo la decisione di rifiutare la proposta di referendum sul futuro di Gezi Park, cosa credi che accadrà?
 ~ Non ho idea di cosa succederà, perché gli ultimi 4 giorni sono stati veramente straordinari, surreali. Si, abbiamo rifiutato il referendum e continuiamo l'occupazione del parco, ci sono opinioni diverse, ma nulla è certo al momento...staremo a vedere!

* Intervista ad uno studente dell'Università Galatasaray


* L'arrivo di notte

Piazza Taksim e Gezi Park non dormono mai.

Sono le 4.00 (ora locale) e nonostante la lunga giornata e la pioggia  scrosciante, il parco continua ad essere animato: slogan, musica e cori sono una colonna sonora costante che scandisce il ritmo della rivolta. 

Abbracci spontanei, chiacchiere e assemblee a non finire...è questo lo scenario che ci appare dinanzi agli occhi. 

Un quadro sicuramente caotico, ricco di sfaccettature; un quadro spontaneo e ribelle che ha voglia di parlare, confrontarsi, urlare la passione delle centinaia di ragazzi e ragazze uniti da un solo grido: libertà e democrazia! 

Al nostro arrivo il clima è sicuramente più disteso rispetto alle due settimane passate, ma le centinaia di tende che affollano Gezi Park continuano ad essere vigili. La tensione rimane alta, l'attenzione non svanisce, infatti ci si prepara per la conferenza stampa che ci sarà domani mattina alle ore 10:00.

 Una conferenza stampa con la quale i manifestanti prenderanno parola in merito alla proposta del referendum.

Domani mattina e nei giorni seguenti saremo in piazza e a Gezi Park assieme ai manifestanti, seguendo gli sviluppi che ci saranno.

Stay tuned! 

Gezi Park Resists!

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