Vicenza - Il parco della pace non è stato un regalo, ma una conquista!

Venerdì 6 agosto "happening per il Parco della Pace".

4 / 8 / 2021

«La nascita del parco della pace si lega a una storia di lotta di comitati cittadini mobilitati contro la realizzazione della base militare americana... É quindi un'idea di pace la prima vocazione raccolta dal progetto di questo nuovo parco». La genesi del progetto di costruzione partecipata del parco della Pace era chiara a chi aveva cominciato la progettazione, cosa che ora non sembra esserlo alla giunta comunale vicentina che, oltre alle modifiche introdotte nel disegno originale, vuole invece negare e sradicare progetto e nome per ricondurre il posto ad una immagine neutra.

Ma la storia di questo parco è la cittadinanza, le migliaia di persone che l’hanno conquistato con anni di mobilitazione, per strappare dalla cementificazione e dalla militarizzazione un parco che potrebbe diventare il polmone verde più grande di Vicenza.

Per questo venerdì 6 agosto alle ore 20.30 in viale Sant’Antonino presso l’ingresso del Parco della Pace si terrà l’evento “La madre terra si ribella alle basi di guerra”. Una serata di musica, letture, interventi e mobilitazione, in concomitanza con l’anniversario dello sgancio della bomba atomica, per ricordare “l’opposizione vicentina alla guerra” e manifestare la contrarietà al cambio di nome.

Di seguito l’appello della mobilitazione sottoscritto con centinaia di firme tra singoli e associazioni.

Venerdì 6 AGOSTO 2021 - HAPPENING PER IL PARCO DELLA PACE

Per i rappresentanti della Giunta vicentina il termine “pace” sarebbe divisivo. Preferiscono esporre un bombardiere atomico che chiamare un’area smilitarizzata “Parco della Pace”.

Il 6 agosto il mondo ricorda l’olocausto nucleare di Hiroshima.

Torniamo al Parco della Pace per riaffermare i valori sociali e ambientali di un luogo nato dall’opposizione vicentina alla guerra. 

A partire da giugno 2006 Vicenza è stata attraversata da una straordinaria mobilitazione che, iniziata per opporsi alla costruzione di una nuova base militare statunitense nell’area del Dal Molin, ha poi imparato a parlare di ambiente, beni comuni, democrazia, rifiuto della guerra.

Fin da subito, l’opposizione alla militarizzazione non si è limitata a esprimere una contrarietà, ma ha anche dimostrato, attraverso l’ingresso nell’area militare e la piantumazione di 150 alberelli a settembre 2007, la volontà di trasformare quel territorio in uno spazio demilitarizzato e a disposizione della città: il Parco della Pace.

La costruzione della nuova base militare è poi stata imposta, nonostante la maggioranza dei cittadini abbia manifestato con ogni strumento la propria contrarietà. Tuttavia, metà dell’area che gli statunitensi pensavano di occupare è stata smilitarizzata e riconsegnata ai cittadini per diventare uno spazio capace di esprimere le tante ragioni che hanno spinto le/i vicentini a opporsi ai progetti a stelle e strisce.

Negli ultimi anni l’amministrazione comunale guidata dal Sindaco Rucco ha cercato con ogni strumento di cancellare la storia che il Parco della Pace rappresenta, modificando i progetti e chiudendo ogni spazio per la partecipazione attiva dei cittadini sia nella progettazione sia nella gestione dell’area. Con l’ansia di cancellare dalla memoria una delle più appassionanti vicende della storia vicentina, la Giunta comunale vorrebbe ora cambiare anche il nome a quel parco, che le/i vicentini hanno identificato fin da subito come il Parco della Pace.

Quel territorio e quel nome rappresentano l’ambizione, condivisa da tante e tanti cittadini, di una città libera dalle servitù militari, ‘paròna a casa propria’, capace di tutelare le proprie risorse più preziose, come la falda acquifera e l’ambiente, cercando forme e strumenti nuovi per gestire i beni comuni. Chi vuol cancellare il nome ‘Parco della Pace’ vuol distruggere tutto ciò, calpestando ancora una volta quanto le/i vicentine/i hanno costruito in anni di mobilitazione e di impegno civico.

Non resteremo silenti di fronte a coloro che vogliono riscrivere l’identità stessa di Vicenza, prima cancellando la clausola antifascista dallo Statuto Comunale, poi cambiando il nome a un parco che è il frutto dell’attivismo e della passione di tante e tanti vicentini, e che mai sarebbe diventato uno spazio pubblico e aperto ai cittadini senza il loro impegno.

Come dicevamo 15 anni fa, “questa terra è la nostra terra”. E quel che racconta, attraverso i suoi luoghi e la loro storia, è la nostra storia. Per questa ragione, venerdì 6 agosto – giornata in cui ricordiamo lo sgancio da parte dell’aviazione statunitense della prima bomba atomica su Hiroshima – torneremo all’ingresso del Parco della Pace. Attraverso la musica, l’arte e le nostre parole, esprimeremo la voglia di vivere una città capace di difendere i beni comuni, affrontare l’emergenza climatica e affermare l’identità di una comunità che riconosce le tante cause che possono portare alla guerra e prova a contrastarle.

È per queste ragioni che l’area verde strappata alla guerra è il Parco della Pace, ed è questo il nome con il quale le/i vicentine/i continueranno a chiamare quell’area.

Ci vediamo venerdì 6 agosto alle ore 20.30 in viale Sant’Antonino presso l’ingresso del Parco della Pace: “La madre terra si ribella alle basi di guerra”. Una serata di musica, letture, interventi e lotta.

Per preparare la manifestazione e costruirla insieme ci ritroviamo martedì 27 luglio alle ore 21.00 presso il Caracol Olol Jackson in viale Crispi 46 a Vicenza.

Per promuovere l’appello e la manifestazione scrivere a francescopavin@rocketmail.com o mandare un whatsapp a 3491858949

Prime firmatari:
Angela Di Biase, Barbara Paluello Enrico Marchesini, Marta Lovato, Davide Galtineri, Marco Zilio, Elena Guerra, Alice Malanga, Fulvio Pontefisso, Giorgio dal Ponte, Franco Marcello, Marina Venieri, Flavio Foralosso, Giorgio Sartor, Paola Tadiello, Anita Muraro, Teo Molin Fop, Francesco Pavin, Giuliana Rossetto, Vania Rossetto, Rosella Pizzolato, Lunardi Mariarosa, Claudio Lupo, Giorgia Zilio, Guido Lanaro, Marina Maltauro, Viola Tarabini, Enrico Gheller, Francesca Marin, Martina Copiello, Luca Rigon, Chiara Spadaro, Lidia Cazzola, Francesco Spadaro, Nicoletta Dal Martello, Francesco Marangoni, Milena Gatto, Davide Mazzon, Marco Palma, Gualdo Gualdi, Filippo Marranconi, Nora Haydeé Rodriguez, Giulio Filosofo, Berica, Anna Vincenzi, Michele Lavarda, Ilio Chiminello, Veronica Chiminello, Nicole Stella, Matilde Bolla, Francesco Candia, Sofia Candia, Irene Rui, Guido Zentile Martina Vultaggio, Federico Scortichini, Stefania Tarabella, Lucia Visonà, Chiara Sinico, Nicola Olivieri, Carlo Gazzola, Luca Sartori, Alessandro Giacomelli, Brigid Pavin, Pinuccia Felici, Marianne Wader, Giuseppina Dal Lago, Mauro Gonzo, Claudio Lupo, Giuseppe Fera, Attilio Pavin e Luciana Bejato, Marzia Albiero, Maria Casonato, Luciana Cappellari, Carlo Basso, Nadia Consonetti, Vittorio Abeni, Anziliero Maria Rosa, Daniela Perin, Alejandro Seda, Rossella Pizzolato, Massimiliano Tombel, Olga Malanga, Anna Ganzer, Caneva Enzo, Caneva Simone, Nuvoli Mariangela, Sacchiero Claudio Candido, Michela Zambonin, Giuliana Ruggiero.

Firme collettive:

Caracol Olol Jackson, CS Bocciodromo, ADL Cobas, Welcome Refugees Vicenza, Friday for future Vicenza, PFAS Land, Mediterranea Vicenza, EQuiStiamo APS, Associazione Vicenza Pride, Anpi Malo Brigata Ismene, Sardine Vicenza, Gruppo Sardine per il Veneto, Sinistra Italiana, Coalizione Civica Vicenza, ANPI Vicenza, Europa verde, Rifondazione Comunista.

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