Vicenza : Fascismo, a qualcuno la storia non ha insegnato nulla

Sul convegno organizzato da Veneto Fronte Skynhead, oggi annullato, ne abbiamo sentite di tutti i colori

30 / 8 / 2013

Sul convegno organizzato da Veneto Fronte Skynhead, oggi annullato, ne abbiamo sentite di tutti i colori

E’ sufficiente fare una ricerca su internet per sapere chi sono i personaggi che, il prossimo 7 settembre, avrebbero voluto organizzare un convegno neonazista nel centro di Vicenza, città di medaglia d’oro alla Resistenza.

Eppure, c’è chi non si è preso nemmeno il tempo di approfondire; tra questi, il vicesindaco Jacopo Bulgarini D’Elci, dispiaciuto per non aver potuto garantire la libertà d’opinione; il segretario cittadino di Sel, Davide Vittorelli, per il quale il diritto d’espressione viene prima di tutto, anche se a parlare è chi predica razzismo e xenofobia. E il direttore del La Nuova Vicenza Alessio Mannino, secondo cui chi si oppone a un convegno di chiara matrice nazista è (sic) il vero fascista.

Perché, dicono, la libertà d’opinione è un diritto inalienabile, senza il quale non esiste democrazia. Evidentemente, i racconti dei nonni e dei bisnonni sull’orrore fascista e nazista sono un lontano ricordo, sbiadito dal passare degli anni; ma, non bastassero le testimonianze orali, ci sono le biblioteche, con i tanti libri sulla guerra e sulle persecuzioni, i diari degli internati, i racconti dei partigiani.

Già negli anni Venti, più di qualcuno si vantava di difendere la democrazia garantendo il diritto alla parola per qualunque opinione. Milioni di persone hanno pagato le conseguenze di un atteggiamento che la democrazia l’ha cestinata, sepolta in un oceano di terrore, violenza, pazzia.

Nella nostra città, in questi anni, decine di migliaia di cittadini si sono messi in gioco, per costruire libertà e democrazia. Ma la democrazia non è un valore a sé, un bene materiale da mettere in una teca. E’ il frutto di pratiche, valori, significati, che investono l’intero vivere quotidiano di una comunità; e che non hanno nulla a che fare con l’odio razziale, il fascismo e il nazismo, che invece la distruggono, la umiliano, la schiacciano.

Chi ama la democrazia la difende, non la mette in mostra in un comunicato. Per questo, non solo siamo felici che il nostro corteo del 7 settembre abbia costretto Questura e Prefettura ad annullare il convegno neonazista in programma il 7 settembre: ne siamo orgogliosi. Noi, in piazza, ci andiamo a testa alta. Con la dignità di chi non mette la testa sotto la sabbia e sa distinguere la democrazia dall’orrore, l’opinione dalla xenofobia, il diritto a prendere parola dal tentativo di predicare odio e violenza. A Vicenza, il fascismo non è di casa.

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