Vicenza è antifascista

Nella notte tra 11 e 12 giugno l'attacco incendiario alla sede della Caracolo Olol Jackson; lunedì 15 assemblea pubblica e giovedì 18 alle 21 manifestazione in piazza Castello

13 / 6 / 2020

Dal 10 Giugno a Vicenza non ci si dovrà più dichiarare antifascisti per occupare il suolo pubblico.

Nella seduta del Consiglio Comunale del 9 Giugno è stato approvato infatti il nuovo regolamento Cosap, in cui viene abolita la clausola antifascista, introdotta dalla precedente amministrazione di centrosinistra.

Il nuovo regolamento prevede la concessione a chi «dichiara di riconoscersi nei principi e nei valori fondamentali della Costituzione Italiana e dello Statuto Comunale, e di ripudiare ogni forma di totalitarismo e di condannare l'uso della violenza a fini politici».
Non ci si poteva aspettare nulla di diverso, da un’amministrazione che, nascondendosi dietro una lista civica, è dichiaratamente di destra  e che sin dal primo momento ha fatto emergere la sua vera natura.

Si ricorda infatti, poco prima delle elezioni comunali, la bufera che si è scatenata all’interno della lista dopo lo scandalo dei post su facebook inneggianti al fascismo e i due consiglieri che si sarebbero dovuti dimettere ma che, ad oggi, devono ancora presentare le dimissioni; per poi non dimenticare le iniziative di controllo di vicinato, in cui si invitano i cittadini a “denunciare il degrado” e a controllare i propri quartieri, le azioni attuate contro le persone senza fissa dimora,  l’attivazione di azioni securitarie nel territorio, come l’incremento della presenza delle forze dell’ordine in centro storico, oltre a un continuo tentativo di annullare la concessione dell’immobile data centro sociale Bocciodromo, con la principale accusa di fare politica all’interno di spazi comunali.

Il Consiglio Comunale in cui è stato approvato questo nuovo regolamento è stato intervallato da interventi da parte della maggioranza al limite del revisionismo storico e dell’anacronismo, alcuni dei quali non possono non essere citati, come i seguenti: “a voi dà fastidio il fascismo, a me dà fastidio la bandiera arcobaleno. Non riesco a sopportarla!”; Consigliere di Fratelli D’Italia Roberto D’Amore: "Il fascismo e il nazismo hanno già fatto i conti con la Storia, li hanno fatti grazie al processo di Norimberga, li hanno fatti grazie a quell’ignobile atto di macelleria messicana di piazzale Loreto, il comunismo no!”; Consigliere di Fratelli D’Italia Pelizzari Andrea: “Imporre il pensiero unico è proprio quello che la clausola antifascista fa”; Consigliere IdeaVicenza- RuccoSindaco  Danchielli Ivan : “Io, che per vendere gelati uno debba sottoscrivere la clausola antifascista, lo trovo quanto mai stupido” e poi ancora “Umberto Eco è il più esecrabile personaggio che scrive stupidaggini che abbia mai letto”.

Tutto questo accade in una città Medaglia d’oro alla Resistenza, che nel periodo della lotta di liberazione costituì subito, fra le sue mura, uno dei primi gruppi di resistenza della regione veneta e soprattutto una città  che non ha mai dimenticato la sua Storia e che negli anni ha sempre saputo riempire e animare le piazze, creando mobilitazione sociali di ampio spettro.

Il clima a Vicenza, dal 10 Giugno, è chiaramente cambiato: nella nottata tra l'11 e il 12 giugno è stato bruciato lo striscione antifascista, realizzato in occasione del 25 Aprile, esposto sull’edificio in cui hanno sede l’Associazione Caracol Olol Jackson, il sindacato Adl Cobas e il Banco Aiuto Alimenti e di Mutuo Soccorso, attivatosi durante l’emergenza Covid per far fronte alle necessità alimentari (e non solo) di chi non ha potuto accedere ad altri servizi. Gli “ignoti” autori del vile gesto hanno tentato poi di dare fuoco alla pensilina di ingresso e hanno recato ulteriori danni alla struttura, lasciando infine una croce celtica incisa sul portone di ingresso. Tutto questo abbandonando sulla strada un'artigianale bottiglia incendiaria con un adesivo di stampo fascista con scritto "boia chi molla".

Questo, sicuramente, può dare la misura di come questa città non sia assolutamente pacificata e che, al contrario di ciò che sostiene la maggioranza, il fascismo esiste ancora e dal 10 Giugno si sente ancor più legittimato ad agire per le strade.

Questi fatti accadono però in una città che continua a lottare, a interessarsi e a mobilitarsi, e infatti le risposte della cittadinanza non si sono fatte attendere: già dalla prima mattinata di mercoledì e nella giornata di venerdì, l’indignazione e la necessità di mobilitarsi hanno cominciato a farsi sentire.

Ora più che mai è importante scendere in piazza e occupare gli spazi pubblici della discussione e della mobilitazione.
Per questo l’Ass. Caracol Olol Jackson e il Centro Sociale Bocciodromo hanno lanciato  un'assemblea lunedì 15 Giugno alle 21:00 presso la sede dell'associazione (in viale Crispi 46) e una mobilitazione cittadina in piazza Castello per Giovedi 18, sempre alle ore 21:00 per ribadire che Vicenza è stata, è e sarà sempre antifascista, antisessista ed antirazzista!

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