Vicenza - Acqua violata falda privatizzata

H2ORA. difendiamo lafalda con gli alberelli della pace

11 / 6 / 2010

In queste settimane di campagna referendaria contro la privatizzazione dell'acqua è venuta a galla anche l'importanza di difendere la falda acquifera vicentina che, come è noto, è minacciata dall'avanzare del cantiere statunitense al Dal Molin.

Quella che scorre sotto i il cantiere, infatti, è una delle più grandi falde d’Europa; un’enorme riserva di acqua potabile dalla quale, più o meno, si disseta mezzo Veneto. Peccato che l’acqua è tanto importante per la nostra quotidianità quando fragile: possono bastare poche gocce di sostanze inquinanti per renderla imbevibile, mentre un cambiamento anche minimo della conformazione geologica del territorio potrebbe farla scorrere altrove, portando in secca la falda vicentina, o farla fuoriuscire, come già sta capitando tra le gru del Dal Molin dove l’acqua di scarico del cantiere contiene un buon 40% proveniente dalla falda, come hanno dimostrato recenti analisi.

Insomma, il bene comune per eccellenza – l’acqua è uno degli elementi essenziali per la vita – potrebbe essere gravemente compromesso dalla realizzazione della nuova base militare a stelle e strisce. E a poco valgono le rassicurazioni del commissario Costasottoscritte lo scorso febbraio dal sindaco Variati – secondo cui la situazione sarebbe monitorata e sotto controllo; i controllori, infatti, sono anche i controllati: a verificare lo stato di salute della falda, infatti, sono i tecnici della Cmc, gli stessi che stanno infilzando migliaia di pali lunghi decine di metri nel terreno per sorreggere – come palafitte – i palazzoni che ospiteranno centri di comando e polveriere.

E lo fanno, ovviamente, a proprio vantaggio, costruendo gli strumenti di rilevazione in base ai risultati che sono graditi all’impresa per la quale lavorano. Lo vedremo più approfonditamente sabato 12 giugno durante il convegno organizzato dal Coordinamento Provinciale Forum Acqua Bene Comune di Vicenza al Teatro Astra [ore 16.00], quando geologi, idrogeologi e ingegneri ci spiegheranno documenti alla mano questa contraddizione.

L’appuntamento di sabato è particolarmente importante per almeno tre ragioni; la prima è che contribuirà a far cascare il velo di falsità dietro ai quali alcuni vorrebbero celare le proprie responsabilità; la seconda è che nasce da una rete trasversale di comitati, associazioni, organizzazioni e cittadini (al quale partecipa anche il Presidio Permanente) che, a partire dalla tematica dell’acqua, hanno ricominciato a tessere le fila di ragionamenti collettivi e iniziative comuni, dopo mesi di difficoltà legate allo choc dell’avvio del cantiere; il terzo è che questo appuntamento rappresenta soltanto il primo tempo di una mobilitazione che si estende per una settimana e che avrà, come secondo atto, la Festa dell’Acqua nell’area civile del Dal Molin.

Si tratta di un legame importante e naturale; per difendere l’acqua come bene comune, infatti, è necessario difendere la terra che la protegge e la conserva. E battersi per ottenere il riconoscimento di un diritto della città – la trasformazione in Parco della Pace dell’area che non è ancora interessata dal cantiere statunitense – rappresenta un tassello fondamentale per poter trasformare un’ideale in pratica quotidiana. Il Parco della Pace (che Esperia vorrebbe trasformare in un eliporto al servizio dei militari Usa), infatti, è il luogo perfetto per monitorare la falda e tutelarla, attraverso la realizzazione di una grande area verde che sappia in qualche modo contrapporsi alla devastante cementificazione in corso al di là del filo spinato.

Il Teatro Astra, da sempre, rappresenta per la comunità vicentina il luogo della socializzazione delle conoscenze e dello scambio di idee; non sarà da meno questo sabato, quando i relatori invitati proporranno ai cittadini dati e argomentazioni capaci di far collassare il grattacelo di bugie costruito da coloro che, dopo la base, vorrebbero imporre a Vicenza anche una realtà falsata e costruita ad hoc per non infastidire gli interessi militari.

H2Ora: l’acqua scende in piazza. E difende Vicenza.

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