Vertenza Mare Spa: Conferenza stampa al Tribunale di Forlì

Non si decide senza di noi il nostro futuro #2... Battiamo il nostro tempo contro i ricatti e il #jobsact

19 / 9 / 2014

Oggi giovedì 18 Settembre si è tenuta una conferenza stampa presso il Tribunale di Forlì dove il 9 settembre scorso l’Amministratore delegato della Mare Spa ha presentato istanza di fallimento nonostante l’udienza del Tribunale di Bologna fissata, il 16 settembre, dopo il ricorso ai sensi dell’art. 2409 cc del collegio sindacale della Mare Spa depositato presso il Tribunale di Bologna Sezione Imprese.

Dopo la conferenza stampa di questa mattina una delegazione ha incontrato il Giudice incaricato dal Tribunale di Forlì per la procedura fallimentare.

Durante l’incontro i delegati sindacali hanno illustrato al Giudice alcuni aspetti della vertenza e i rischi generati da escamotage(consentiti anche da norme che tutelano gli interessi delle imprese più che dei lavoratori) che hanno l’unico obiettivo non di salvaguardare i posti di lavoro dei 63 dipendenti della Mare Spa bensì di favorire e tutelare gli interessi dei tanti speculatori che sono intorno a questa vicenda. Il giudice ha già preso una decisione ma solo domani sarà possibile sapere quale sia e che conseguenze possano avere sulle maestranze.

Si segnala inoltre un fatto gravissimo considerando che si trattava di una conferenza stampa e che si è tenuto anche un incontro con il Giudice preposto dopo che nei giorni scorsi era stata inviata anche una richiesta formale.

I delegati sindacali hanno subito, infatti, ripetuti controlli da parte della Digos della Questura di Forlì e dei carabinieri che a rotazione sono passati davanti al Tribunale.

Che lo Stato si schieri dalla parte degli speculatori e dei potenti è fatto noto ma l’arbitrarietà delle forme del controllo sociale e della repressione sono del tutto spropositate oltre che intollerabili nella città di Forlì. L’intimidazione è evidentemente patrimonio culturale di chi si occupa dell’ordine pubblico a Forlì e provincia che va assolutamente denunciato e reso pubblico.

Di seguito il comunicato diffuso durante la conferenza stampa:

Non si decide del nostro futuro senza di NOI #2

Dopo il presidio al Tribunale di Bologna di Martedì 16 settembre – in occasione dell’udienza fissata a seguito del ricorso (molto tardivo) presentato dal collegio dei sindaci della Mare Spa ai sensi dell’art. 2409 del Codice Civile – ci troviamo costretti ad organizzare e promuovere un nuovo momento pubblico di emersione e iniziativa come questa conferenza stampa davanti ad un nuovo Tribunale, questa volta quello di Forlì.

PERCHÈ? Perché il Giudice nominato dal Tribunale di Bologna ha deciso un rinvio ( al 29 ottobre) a causa dell’istanza di fallimento presentata – il 9 settembre scorso presso il Tribunale di Forlì – dall’Amministratore Unico della Mare Spa (Marco Zavoli) in attesa che il giudice incaricato il Dott. Pazzi Alberto decida.

Chiariamo fin da subito che a nostro avviso andrebbe valutata da chi ne ha le competenzeun’eccezione relativa all’incompatibilità territoriale del Tribunale di Forlì dal momento che la sede legale della Mare Spa non è a San Mauro Pascoli (dove si trova lo stabilimento produttivo) ma a Rimini.

Ci ritroviamo, dicevamo, nuovamente in conferenza stampa per ricordare anche in questa sede che non si decide il futuro della Mare Spa e conseguentemente quello dei lavoratori e delle lavoratrici senza che sia ascoltata la loro voce o peggio che si usi – come sta avvenendo nel caso della Coop Mare Fast – il ricatto o la promessa di un posto di lavoro aderendo come soci-lavoratori ad una cooperativa di cui si hanno – fino ad ora – pochissime informazioni.

Ci ritroviamo davanti ad un nuovo Tribunale perché la giustizia sostanziale fallisce sempre quando si tratta dei diritti dei lavoratori. Le Leggi in questo paese tutelano sempre i poteri forti ovvero chi si arricchisce grazie a sistemi rodati di illegalità diffusa caratterizzata dalla speculazione e dalla rendita economica/finanziaria.

Non è bastato infatti evidenziare, a tutti e a tutte, che la situazione disastrosa della Mare Spa sia stata determinata da una gestione fallimentare economica/finanziaria del Consiglio di Amministrazione (evasione contributiva, lavoro grigio, contratti commerciali al ribasso per la distribuzione dei prodotti alla grande distribuzione ecc..)nonché dalle responsabilità di chi – come il collegio dei sindaci – aveva il compito di vigilare sui bilanci e sui conti generali per definire un percorso di fuoriuscita chiaro e trasparente. La legge e quelle che dovrebbero essere le aule dei “Palazzi di Giustizia” in queste situazioni diventano templi vuoti del diritto, dove il diritto è strumento di disciplinamento ed esclusione degli interessi dei lavoratori, segno della fase che stiamo vivendo.

Non è forse un escamotage quello dell’istanza di fallimento presentata dall’Amministratore Unico della Mare Spa suggerita da qualche “furbetto del quartierino”?! Perché eliminare un curatore speciale scomodo, come il Dott. Ferrucini, nominato dal Tribunale di Bologna che avrebbe potuto essere nominato come amministratore finanziario della Mare SPA facendo riprendere la produzione e salvando i posti di lavoro considerando che la Mare SPA è una società con ottime prospettive di espansione se ben amministrata?

Noi siamo ancora qui più forti e determinati di prima nel percorso di lotta che abbiamo intrapreso dai primi di agosto ad oggi consapevoli che le nostre vite sono in gioco tutti i giorni a causa proprio di quei dispositivi speculativi che hanno portato alla situazione fallimentare della Mare Spa, ovvero a quei dispositivi che hanno generato questa crisi economica/finanziaria che oggi viene usata per riformare anche nel nostro paese – attraverso il cosiddetto JOBS ACT – il mercato del lavoro restringendo la sfera dei diritti e aumentando i ricatti e la precarietà contro i lavoratori e le lavoratrici.

A tutto questo è arrivato il momento di dire BASTA!

ADL Cobas Emilia Romagna Lavoratori e Lavoratrici Mare SPA

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Report Video del Presidio al Tribunale e del corteo a Bologna del #16S