Venezia - Welcome. I migranti e le associazioni dichiarano lo stato di emergenza democratica in Veneto

Contro la sanatoria truffa e per l’accoglienza degna,indignati per le politiche della Regione, indisponibili ad accettare ancora il populismo della Lega: in centinaia sotto Palazzo Balbi

21 / 6 / 2011

Sono arrivati in centinaia. Da Padova, Vicenza, Treviso. Ad attenderli collettivi e associazioni veneziane, sotto la sede di Palazzo Balbi dove la Giunta regionale era riunita proprio negli stessi istanti.

Rifugiati e irregolari, attivisti e volontari, hanno voluto soffiare insieme ai firmatari dell’appello per un veneto accogliente e degno perché il vento del cambiamento spazzi via il razzismo ed il populismo che caratterizza la politica di questa regione e della Lega in generale.

Il presidente Zaia ha ammutinato consegnando la patata bollente della gestione dell’accoglienza fai da te al prefetto di Venezia nominato Commissario per l’emergenza, nonostante fosse proprio la Regione a dover gestire il Piano firmato col Governo. Così Zaia, stretto tra la necessità di Maroni di distribuire qua e là i profughi in arrivo dalla Libia e quelle dei sindaci veneti di giocare ancora una volta la battaglia contor i migranti "per la propria gente", ha abdicato e ha sposato le posizioni dei sindaci. Di gente che non vuole i rifugiati intanto non se ne vede proprio, visto che i numeri degli arrivi, 880 persone in tutta la Regione, fanno impallidire la campagna razzista scatenata dalla Lega.

Ma insieme ai rifugiati ospitati, o meglio, parcheggiati senza futuro, in alcuni tra i centri distribuiti nella Regione, c’erano anche i migranti in lotta contro la sanatoria truffa che giovedì scorso hanno occupalo la gru di fronte alla Prefettura di Padova. E non è un caso visto che proprio nella Regione Veneto, uno dei territori in cui è più forte la propaganda di criminalizzazione dei migranti, si è consumata una delle più grandi truffe gestite dalla malavita organizzata (Camorra) che il Paese abbia visto, mentre il Carroccio aveva altro a cui pensare (Ministeri al Nord, Moschee e Phone Center tra le priorità del partito di Zaia).

I manifestanti, circa 350, hanno incontrato l’Assessore Regionale all’immigrazione del Pdl Sernagiotto che si è trovato nella sala di Palazzo Balbi a dover stringere la mano a sei "clandestini", (così piace chiamarli a loro) ed a tre rifugiati sopravvissuti alla traversata dalla Libia.
Dopo aver elencato i numeri dei migranti "distribuiti" nel Veneto, l’Assessore ha dovuto ascoltare i manifestanti che non hanno chiesto risposte di rito, ma hanno annunciato che le loro domande saranno da qui in avanti un problema di tutti: costruire una accoglienza degna per i rifugiati, che vada oltre il posto letto ed il pasto caldo; dare protezione ai migranti truffati con la sanatoria 2009 in questa Regione in cui la legalità ha sempre e solo la direzione dell’esclusione. Chi è stato truffato dalla Legge Bossi Fini e dai suoi mercenari del malaffare, così come chi è salpato dalle coste libiche hanno diritto ad una vita degna. E ad una Regione degna abbiamo diritto anche noi.

Le politiche del Carroccio intanto scricchiolano sotto i colpi della crisi e non si fanno attendere i tentativi di scaricare ancora una volta sui migranti il peso della partita del consenso. Ma davanti a loro oggi c’è una Regione disincantata.
Vuoi vedere che l’indignazione ed il vento del cambiamento stanno attraversando anche il NordEst?

Nicola Grigion

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