Venezia - Una sola grande opera: casa e reddito per tutti

L'Assemblea Sociale per la Casa rilancia l'appuntamento dei comitati in vista della visita di Renzi in laguna

7 / 7 / 2014

Secondo Matteo Renzi chi occupa è un delinquente. Poco importa se a occupare in tutto il paese sono migliaia di famiglie impoverite e isolate che sempre più subiscono gli effetti di una crisi incalzante e spietata; poco importa se chi decide di occupare ha perso il lavoro e si trova circondato da creditori e strozzini legalizzati; poco importa se chi occupa sono i  giovani precari esclusi da ogni forma di sostegno previdenziale; poco importa se chi occupa sfugge dalla guerra, dalla fame e dalla miseria, come i profughi, gli esiliati politici e i migranti che quotidianamente sfidano il mediterraneo e i confini per tentare di assicurarsi un futuro migliore. Poco importa… per Renzi e il suo austero e giovane governo sei un delinquente perché ti riappropri di un diritto inalienabile: la casa.

Il Piano Casa di Renzi non solo prevede, attraverso l'art.5, il distacco delle forniture di luce-gas-acqua nelle case occupate, ma anche la negazione, a carattere retroattivo, di residenza nelle medesime. Articolo infame perché nega l'esistenza e condanna all'invisibilità migliaia di persone che non potranno usufruire dei servizi quali scuola, welfare e sanità. Allo stesso tempo per uscire dalla crisi viene riproposta la soluzione di sempre: investire nel cemento, costruire nuovi quartieri popolari e nuovi caseggiati per favorire i grandi costruttori (come se le case non ci fossero) e i grandi proprietari, senza elaborare un piano di finanziamento credibile e duraturo per la garanzia di un tetto. 

Raccontano che purtroppo non ci sono i soldi per restaurare il patrimonio abitativo esistente e abbandonato, per costituire un efficace fondo nazionale per le morosità incolpevoli e per realizzare la possibilità di un reale, e per niente utopico, reddito minimo garantito. Dicono che non si può fare perché la crisi impone tagli, sacrifici e misure cautelari.

Noi non ci stiamo! Sappiamo che i soldi ci sono perché li vediamo sprecati nella realizzazione di grandi opere, perché vediamo i soliti noti, i signori del cemento e dell’industria, che si arricchiscono a nostre spese, perché vediamo una classe dirigente corrotta e succube dei poteri forti.

Le numerose indagini giudiziarie, come a Milano con L’Expo15 e a Venezia con l'affaire Mose, hanno ormai reso palese il meccanismo speculativo diffuso che usa le grandi opere come mezzo attraverso il quale far girare un’economia fuori controllo, illegale e spesso mafiosa. Un meccanismo sistemico che vuole, attraverso mazzette e spreco di soldi pubblici, imporre un modello di sviluppo obsoleto perché centrato sul cemento e l’acciaio. Inquinante, distruttivo e autoritario in quanto imposto senza ascoltare chi consapevolmente si batte ogni giorno per la salvaguardia dei propri territori ritenendo queste grandi infrastrutture assolutamente inutili e dannose.

La Legge Speciale per Venezia prevedeva lo stanziamento di fondi per la salvaguardia e manutenzione della città, contributi agli affitti, restauri del patrimonio pubblico, etc. Dal 2001 questi soldi sono stati sistematicamente espropriati dal Mose e dal Consorzio Venezia Nuova in quanto unico concessionario, controllato e controllore di un sistema marcio fin dalla radice e che funziona solamente con il drenaggio quotidiano di milioni di soldi pubblici che dovrebbero essere spesi per il bene comune. Consorzio che, con le direttive vigenti, otterrebbe l'appalto di scavo del Canale Contorta-Sant'angelo, un'ulteriore grande opera che mette a repentaglio il fragile equilibrio morfologico lagunare per garantire gli interessi speculativi di Autorità Portuale, VTP e delle grandi multinazionali della crocieristica.

La questione non si risolve isolando le "mele marce" ma cancellando il "sistema delle grandi opere" che ovunque ha sottratto risorse alla collettività a vantaggio di pochi generando solo corruzione, cemento e debito.

A Venezia come Assemblea Sociale per la Casa abbiamo avuto modo di salvare dal degrado più di 30 case abbandonate. Le abbiamo restaurate e abitate e siamo ritornati a vivere, a ridere e sognare un nuovo mondo possibile, una nuova socialità.  L'uscita dalla crisi non è nel cemento, nelle grandi opere e nelle grandi imprese ma nella cooperazione, nella riqualifica, nel restauro, nell'uso consapevole dei materiali e del rispetto del territorio. Ecco perché continueremo a occupare, continueremo a manifestare, a Venezia come altrove, contro questo sistema corrotto e corruttore, e continueremo a protestare contro questo Piano Casa e contro il Governo Renzi. 

UNA SOLA GRANDE OPERA: CASA E REDDITO PER TUTTI!

8 luglio h10 piazzetta dei Leoni - Arsenale #renzistaisereno 

ASC Venezia-Mestre-Marghera

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