Venezia - siamo tutti notav!28 febbraio

28 / 2 / 2012

Dopo l'iniziativa in prefettura di ieri, oggi abbiamo dato vita ad un partecipatissimo presidio alla stazione di Venezia. Piú di cento attivisti hanno voluto abbracciare simbolicamente Luca ed esprimere la propria solidarietà a tutta la Val Susa. All'interno della stazione, nonostante una nutrita presenza di Polizia e Celere, è avvenuto un fitto lancio di uova verso il "Salottino Freccia Club" ed è stato rovesciato il Totem di Trenitalia all'ingresso dell'edificio. 

Per noi la lotta No Tav simboleggia la vita che si ribella alla riduzione ad oggetto di mera speculazione. Quella vita che esige che i territori vengano trattati come beni comuni e difesi dalla spietata logica del profitto. Per questo, quando questa vita viene ferita, come nel caso di Luca, sappiamo che è necessario ribellarsi ed appoggiare ovunque chi si mobilita.
Il presidio di Venezia è stato oggi talmente partecipato che abbiamo scelto di non rimanere in stazione e di raggiungere la prefettura e ottenere che una delegazione entrasse per portare il comunicato che segue, un corteo spontaneo che ha attraversato la città tra applausi e manifestazioni di solidarietà.

L’imponente e gioiosa manifestazione dello scorso sabato 25 febbraio ha dato la miglior risposta possibile agli arresti e al tentativo di criminalizzazione del movimento avvenuto poche settimane fa con l’operazione giudiziaria che ha visto decine e decine di attivisti coinvolti, una risposta che ha ben dimostrato la forza della Valle e dell’idea che questa incarna ben oltre i propri confini.

La convinzione che la terra sia un bene comune da strappare alla speculazione, ai poteri costituiti e ad un modello di sviluppo insostenibile e suicida, la convinzione che le decisioni sulla costruzione delle “grandi opere” debbano essere discusse democraticamente con chi proprio quella terra la vive sono le stesse che ci guidano da anni anche al Nord Est d’Italia, da Vicenza a Belluno, dalla laguna fino a Trieste (proprio dove la tav dovrebbe passare).

Anche qui comitati, cittadini e movimenti si sono organizzati per dire no all’ennesimo scempio di territorio, all’annullamento di ogni processo decisionale democratico e per pretendere un piano di mobilità sostenibile.

Anche noi abbiamo partecipato alla manifestazione in Val di Susa e anche noi abbiamo seguito con apprensione gli eventi accaduti ieri, che hanno visto lo dispiegamento di un massiccio numero di forze dell’ordine e un violento assalto alla baita di Clarea che ha dato il via agli espropri dei terreni per poter proseguire con la costruzione del cantiere.

Ed è proprio in questa circostanza che Luca, figura importante e sempre presente per il movimento Notav, è stato sbalzato a terra da una scossa elettrica, presa dopo che si era arrampicato su un traliccio per cercare di sfuggire da carabinieri e polizia con casco e manganello che tentavano di farlo scendere mentre effettuavano decine di fermi dopo essere entrati nella zona del presidio.

Ora Luca si trova ricoverato in gravi condizioni a Torino e noi, dopo aver condiviso tante giornate di lotta, lo scorso 25 febbraio così come il 3 luglio, diciamo ancora una volta che non solo tutto questo non dovrebbe più accadere, ma anche che in tanti e tante siamo stati e saremo comunque nelle piazze, nelle strade, nei boschi di tutti quei territori su cui ci stanno togliendo il diritto di decidere.

La nostra rabbia è contro chi militarizza, specula e cerca di imporre con la violenza i suoi piani. La nostra solidarietà va in questo momento a Luca e a tutta la Valle che si prepara a un nuovo capitolo di resistenza contro gli espropri.

La manifestazione di sabato che ha visto la partecipazione di più di 70 mila persone provenienti da tutta Italia e non solo, ha ben dimostrato che la Valle non è sola e che questa onda sommergerà la tav.

CON LUCA E LA VALSUSA CHE RESISTE!

NO TAV NE' IN VALSUSA NE' IN VENETO

LIBER* TUTT*!

Centro sociale Rivolta, Laboratorio Morion

Articolo Gazzettino: http://gazzettino.it/articolo.php?id=183568&sez=NORDEST

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Venezia solidarietà a Luca e alla Valsusa

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