Venezia - Riprendiamoci la laguna!

No Grandi Navi, No Contorta, No Grandi Opere.

Utente: chicca
21 / 9 / 2014

Giornata storica per i movimenti che si battono contro le grandi navi: decine e decine di barche (alla fine se ne contano più di cento) cariche di cittadini veneziani, bandiere del Comitato No Grandi Navi, grande folla dalla riva per salutare la flotta che salpa per dire no allo scavo del Canale Contorta S. Angelo.

Una contrarietà politica e tecnica.
Politica perchè lo Stato sborserebbe senza problemi 150 milioni di Euro per lo scavo, nello stesso momento in cui il commissario Zappalorto, per recuperare 48 milioni in bilancio, falcidia i servizi sociali di Venezia, vara un piano da 150 milioni di euro di alienazioni e dimezza gli investimenti per la salvaguardia della città.
Una ricetta tutta austerità e grandi opere, uno scandalo se si pensa che lo scavo del Contorta sinificherebbe replicare la logica del Mose, nuovi profitti per i vecchi privati a discapito del bene comune, nuovi rischi di vecchia corruzione. Guadagni privatizzati e perdite socializzate.

Anche dal punto di vista procedurale siamo di fronte ad una forzatura palese. La cricca delle grandi opere (con Paolo Costa e il ministro Lupi in testa) vorrebbe inserire lo scavo del Contorta all'interno della Legge obbiettivo, questo accellererebbe la procedura, evitando una seria valutazione di impatto ambientale.
Il Comitato No Grandi Navi trova inaccettabile che un'opera del genere, che sconvolgerebbe l'equilibrio morfodinamico della laguna, non passi per una seria procedura di VIA e non venga confrontata con le opzioni che prevedono di fermare le grandi navi in bocca di porto di Lido. Questi progetti esistono, sono tecnicamente ed economicamente credibili e permetterebbero di  tenere i nuovi Titanic fuori dalla laguna, salvaguardando ambiente e posti di lavoro.

Il corteo di barchini, con una nutrita delegazione  di imbarcazioni a remi, si snoda attraverso il Canale della Giudecca  e punta verso S.Angelo delle Polveri, isola sul tracciato del Contorta, dove alcuni attivisti si fermano e stendono un lungo striscione di protesta.
La flotta procede, dall'impianto montato su un "topo" vengono scandite le ragioni dei manifestanti, si spiega che lo scavo significherebbe portare il canale dall'attuale metro e mezzo di profondità e 10 di larghezza, a 10 di profondità e oltre 100 di larghezza. L'immagine è quella di una vera e propria autostrada costruita nel cuore di un parco naturale. Dopo la tappa in Isola, il corteo riprende alla volta della Marittima dove di conclude con una promessa. Venezia non accetterà di subire questo scavo senza resistere e senza difendersi, se Venezia è Laguna, oggi abbiamo dimostrato che sappiamo presidiare anche questa parte di città e che i distruttori e la cricca delle grandi opere non avranno vita facile.

Tantissimi i comitati, non solo cittadini, che hanno aderito alla giornata:

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