Venezia - Ovunque è Kobane ovunque è resistenza

In oltre 200 al presidio/corteo in solidarietà a Kobane. Cariche delle forze dell'ordine ma i manifestanti resistono

14 / 10 / 2014

Questa sera oltre duecento persone hanno sfidato lo sbarramento di polizia che difendeva il Consolato turco di Venezia. 

 Presenti alla manifestazione, oltre alle attiviste e agli attivisti dei Centri Sociali del Nord Est anche molti cittadini e un nutrito gruppo di rappresentanti della comunità curda di Venezia.

Alle 19.30 il presidio si è formato alle Zattere, al microfono si sono succeduti interventi in solidarietà della coraggiosa resistenza di Kobane. Bersaglio della manifestazione era il Consolato Turco, a poche centinaia di metri di distanza. 

 Il governo turco, hanno più volte scandito i manifestanti, è colpevole della chiusura del confine con la Siria e del conseguente blocco di aiuti e rinforzi che premono per arrivare alla città assediata. 

Di fronte alle manifestazioni di protesta dei Curdi di Turchia, Erdogan ha scelto, come sempre, la mano dura:pestaggi, arresti e oltre 30 inaccettabili uccisioni. Per queste ragioni e per marcare una solidarietà attiva nei confronti delle milizie che resistono eroicamente al Fascismo islamico dell'Isis, il corteo, protetto da grandi scudi di plexigas, si è diretto verso il Consolato. 

A quel punto ha impattatto contro un imponente schieramento di reparti antisommosa che non ha esitato a caricare i manifestanti in un confronto durato diversi minuti.

Oggi i Centri Sociali del Nord Est hanno voluto dare un segnale di vicinanza a chi resiste a Kobane. 

Se la Turchia chiude il confine con la Siria, allora i suoi consolati saranno chiusi. 

 Oggi non sarà l'ultimo corteo, il confine interno imposto con la polizia non può essere mantenuto in eterno. L'appoggio, l'amore e la solidarietà con chi resiste a Kobane torneranno presto a farsi sentire.

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