Venezia - La migliore offerta

15 / 1 / 2016

Per l’ennesima volta Ca’Foscari non perde occasione di scadere nel ridicolo: nel mese di Dicembre 2015 era stata presentata per il 21 Gennaio 2016, su volontà dell’ateneo stesso, una richiesta di asta pubblica per la vendita dell’immobile cafoscarino di Calle Dei Guardiani a Santa Marta, dove dal 2009 continua e si ingrandisce l’esperienza dell’appartamento studentesco occupato di Ca Tortuga. Eppure, alcuni giorni fa, è stata cancellata quella che era in realtà una semplice prenotazione di un aula dell’università, in cui avremmo sicuramente assistito ad una farsa. Nessun acquirente interessato, nessun piano strategico sull’intera area era presente all’orizzonte. Solo la necessità di non mostrarsi immobili in materia di politica(e quindi speculazione) immobiliare, ha portato Ca’ Foscari a tentare un’asta il cui risultato non poteva essere più umiliante. Partendo dal presupposto che un’asta di svendita del proprio patrimonio (condita dalla richiesta di sgombero con forza pubblica degli studenti occupanti) non potrà mai essere considerato una soluzione, Ca’ Foscari cerca di proseguire una strada impervia tanto quanto ingiusta. Forse il CdA, il Rettore Bugliesi e i vari organi(anche studenteschi) dell’Ateneo dimenticano la storia dell’immobile: ceduto nel 1969 dal comune di Venezia all’Università con la precisa richiesta di adibirlo a uso residenziale studentesco e accademico, oltre che di occuparsi della situazione abitativa dei condomini già presenti al momento della cessione. Proprio il fatto di non aver adempito a questi doveri ha portato le stesse istituzioni comunali a richiedere da più parti e ottenere poi l’annullamento della precedente asta, tentata dall’ateneo due anni fa. Nel tempo trascorso da allora nulla è cambiato: non ci sono stati investimenti per rendere lo stabile a uso degli studenti così come non è stata risolta la situazione degli altri inquilini, a cui non è stata proposta un’alternativa abitativa(e non sembra nemmeno essere nella rosa delle possibilità future). Se da una parte i banditori e i loro martelli rimarranno senza un’asta da battere, dall’altra gli speculatori hanno già messo le loro mani sul quartiere di Santa Marta. La gallina dalle uova d’oro si trova infatti a pochi minuti di distanza da Ca’Tortuga, dove rimangono ormai solo le ceneri dell’area scientifica di Ca’ Foscari, situata ora in via Torino a Mestre. E su questo deserto, come sempre, sorgerà la cattedrale: un enorme campus residenziale e commerciale da più di 600 posti letto a prezzi esorbitanti ed esercizi commerciali di ogni tipo(che andranno a strangolare quelli esistenti sul territorio da anni e già in serie difficoltà) con una grossa fetta di camere destinate sia a studenti erasmus sia ai turisti (ed ecco l’uovo più scintillante di tutti), magari proprio quelli delle grandi navi da crociera ancorate a poche centinaia di metri. Il modello fallimentare e delirante delle residenze universitarie veneziane sembra replicarsi sempre uguale, anche questa volta: si costruiscono e gestiscono appartamenti con un’ottica tutta speculativa ed affaristica che spreme all’osso sia studenti che turisti estivi, senza pensare alle esigenze di chi vive l’università o senza tenere in conto i bisogni della città tutta. La ciliegina sulla torta si può gustare poi solo quando si scopre chi metterà le mani sul progetto di Santa Marta. L’appalto per la costruzione dell’area è stato vinto da Fabrica Imobiliare SGR che ha sede a Roma ed è una delle principali società italiane di gestione del risparmio in campo immobiliare (13 fondi per circa 3,4 miliardi di euro), una società partecipata dal Gruppo Caltagirone e dal Gruppo Monte dei Paschi di Siena. Ebbene si, a costruire il campus di eccellenza saranno Caltagirone e la Monte dei Paschi di Siena, noti alle cronache non certo per trasparenza e capacità imprenditoriale, bensì per essere un affarista plurindagato il primo e per aver portato un intero sistema bancario(e centinaia di persone) sull’orlo del precipizio la seconda. Il tutto risulta ancor più grave se si pensa che la città di Venezia sa bene di che pasta è fatto l’imprenditore romano e tutto il suo gruppo di aziende; basta fare un giro alla Giudecca, nell’area dell’ Ex-Scalera, lì dove Caltagirone doveva costruire centinaia di alloggi popolari ora si trovano solo degrado e case abbandonate dopo essere state appena iniziate. Decine di persone avevano già versato caparre da migliaia di euro per ottenere poi la casa a lavori conclusi. Ebbene, non vedranno mai più quei soldi, perché la società costruttrice, facente capo a Caltagirone, ha dichiarato fallimento per poi sparire nella nebbia veneziana.

La nostra risposta a tutto questo sono le lotte e il nostro agire quotidiano: Ca’Tortuga è stata e continua sempre più a essere, da ormai sei anni, non solo una riappropriazione dal basso di uno spazio abbandonato e degradato, tramite le pratiche dell’autorecupero, ma anche una possibilità concreta per decine di studenti di poter studiare e vivere a Venezia, senza dover subire i ricatti imposti dal sistema residenziale ESU o dal costosissimo mercato immobiliare privato veneziano. Inoltre ora più che mai Ca’ Tortuga apre uno spazio di conflitto e di resistenza per il diritto all’ abitare all’interno del tessuto cittadino, nello specifico nel quartiere di Santa Marta, flagellato dallo spopolamento e dalle politiche che mirano a far diventare il quartiere una mostruosità per il turismo croceristico, distruggendo qualsiasi tipo di socialità di quartiere e massacrando una zona della città che è chiaramente vista come sacrificabile per  l’interesse dei poteri forti cittadini. Il quartiere negli ultimi anni ha vissuto della linfa che i molti studenti universitari hanno portato in città ed è proprio a questi che Cà Tortuga vuole rivolgersi: Venezia ha bisogno di nuovi abitanti e non di studenti che vengono usati per rimpolpare le casse universitarie e dei privati che non offrono nessun meccanismo  di welfare per chi si affaccia alla scelta di vivere o lavorare a Venezia dopo gli anni di studio. E non sono solo parole: da settembre gli appuntamenti sono stati molti e le assemblee partecipate da tante e tanti. Non solo, la casa di calle dei guardiani continua ad attrarre studenti universitari e non, se si considera che da Dicembre ai due studenti di Lettere e Arabo, si sono aggiunti uno studente di lingua cinese e una studentessa dell’Accademia di Venezia. Insomma, come un’onda inarrestabile, continuiamo a crescere, senza nessuna intenzione di smettere.

Questa è la nostra strada, che continueremo a percorrere con la voglia e la volontà di riappropriarci dei quartieri e della città partendo proprio dai nostri diritti di studenti universitari. Il nostro cammino non deve fermarsi e non si fermerà certo davanti a aste fasulle, minacce di sgomberi e rettori che predicano dialogo con gli studenti e l’intenzione di fermare la svendita del patrimonio di Ca’ Foscari per poi praticare invece chiusura e politiche di speculazione edilizia da affidare nelle mani dei (soliti) privati poco raccomandabili.

La risposta non può che venire dal basso, Cà Tortuga è un anomalia che può contagiare tante e tanti che come noi credono nella parte viva e attiva di questa città, nella residenzialità accessibile da tutt* e nel diritto all’abitare.

AQUIVIVIMOS, AQUIESTUDIAMOS, AQUICRECEMOS

Ca’ Tortuga#INVENDIBILE

Collettivo Li.s.c #INVENDIBILI

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