Venezia - I precari della scuola e la macelleria sociale

Riprendono le mobilitazioni dei precari della scuola nelle giornate delle convocazioni per il personale docente e ata.

30 / 8 / 2010

Frattaglie e pezzetti di fegato. Questo l'immaginario creato dalla Rete Precari del Veneto per indicare la situazione che stanno vivendo: quello che resta del corpo docenti e quello che resta di un orario scolastico spezzettato, smembrato, ridotoo. Sono le giornate di Convocazione per il personale docente dell'Istruzione materna, primaria, media, incluso nelle graduatorie ad esaurimento per nomine a tempo determinato per questo anno scolastico. Come ogni anno migliaia di persone (docenti abilitati all'insegnamento e che fanno questo mestiere da molti anni) si riversano all'interno di anguste aule scolastiche attendendo la nomina per l'anno che viene.

Sembra di camminare su bicchieri di cristallo fragilissimo. Elenchi di nomi e di istituti scolastici, iscrizione a due graduatorie e fiato sul collo su chi precede: al microfono, in cattedra sciorinato il nome del fortunato vincitore che si è accaparrato uno spezzone di otto ore da qualche parte e rimarrà in attesa di completamento orario a chiamata dall'Istituto con buona pace della continuità didattica, della progettazione e della garanzia delle cattedre complete al suono della campanella.

Diamo i numeri: oltre 40.000 tagli degli organici tra docenti ed ATA a fronte di circa 10.000 assunzioni tra i docenti (247.000 docenti presenti nelle graduatorie ad esaurimento) e di 6.500 assunzioni tra il personale ausiliario, tecnico e amministrativo (i precari ATA rappresentano circa il 40% dell’organico).

Parola chiave: "razionalizzare". Ma un paese che non scommette su istruzione e scuola che paese è?

Bookmark and Share

intervista-rete precari

macelleria sociale