Vademecum contro la deportazione

21 / 9 / 2009

Quando ti dicono di andare a 70Km urlagli in faccia i tuoi diritti. Ricorda al simpatico funzionario della guardia nazionale ( cioè protezione civile nazionale) che ti era stato detto che a Settembre saresti entrato in una casa. Dirti adesso che devi andare via senza neanche sapere quando tornare, senza che uno schifo di graduatoria sia uscito non è legittimo.

Se dopo due giorni di bagarre nessuno ti ascolta esci dal campo. Se casa tua non è crollata e non è in serissime condizioni strutturali (cioè è una E che sta per cadere) tornaci. Fai uno strisicone in cui espliciti la tua protesta e che vengano rispettati i tuoi diritti. Chiama giornalisti e pompieri (arriverà anche qualche politico più sensibile).

Una volta che la polizia arriva stai bene attent* a non aprire la porta. Tu aspetti i pompieri ricordati. I giornalisti lasciali brancolare come loro meglio credono. Oggi ti servono.

Chiedi un incontro immediato con la Guardia Nazionale (c’è ancora chi la chiama Protezione Civile) mettendo in dubbio le graduatorie e qualsiasi criterio di assegnazione( se vuoi fatti aiutare da un avvocato). La richiesta di incontro deve essere accolta dalla polizia. E’ una richiestuccia in confronto al fatto che stai rischiando la  vita. Se non te l’accordano grida così forte che il capo della Guardia Nazionale ti ascolti e se non lui tutta la cittadinanza, che è ormai empiricamente provato, ti sarà solidale

Non scordarti che l’unico modo per rimanere tutt* a L’Aquila è la richiesta di moduli temporanei removibili e/o case di legno. Questo scardina i piani di chi ci sta uccidendo lentamente da 5,5 mesi a costo di far risultare all’opinione pubblica nazionale che questa è la miglior ricostruzione dell’epoca contemporanea. Un ghigno , per questo, può accompagnare la tua azione di protesta. Per la prima volta stai lottando per far rispettare i tuoi diritti. Sei molto di più di ciò che pensa il tuo vescovo!

Buona permanenza a L’Aquila

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