Uniti per i beni comuni verso lo sciopero generale del 6 maggio

Fukushima nè altrove nè qui

20 / 3 / 2011

La manifestazione del 26 marzo "VOTA SI' AI REFERENDUM PER L’ACQUA BENE COMUNE! SI' per fermare il nucleare, per la difesa dei beni comuni,dei diritti, della democrazia", promossa dai movimenti per l'acqua, rappresenta un appuntamento importante e carico di significati.

Un significato ancora più importante proprio ora che il dramma giapponese ci dimostra la necessità forte e improrogabile di mettere fine alla scelta nucleare.

Vincere i referendum rappresenterebbe un punto di svolta fondamentale per tutte le battaglie per la difesa dei beni comuni, segnando una inversione importante rispetto alle politiche liberiste che concepiscono le risorse naturali come funzionali al profitto di pochi piuttosto che al benessere di tutti.

Basta pensare alla logica di monopolio e devastazione che si rappresenta dentro la riproposizione del nucleare.

Inoltre, questa mobilitazione assume una particolare importanza anche in ragione del momento in cui si colloca nella vita del nostro Paese. Le mobilitazioni contro la mercificazione dell'acqua, per la difesa dei beni comuni, contro le cementificazioni, gli inceneritori e le discariche, per la giustizia ambientale e la riconversione ecologica hanno rappresentato in questi anni un forte moto di sdegno contro scelte politiche che favoriscono i profitti e le “cricche” e mortificano le comunità locali, i diritti delle persone e le regole democratiche In questi mesi questo sdegno si è allargato a dismisura.

Operai, studenti, senza casa, donne, migranti, migliaia di persone si sono mobilitate per rivendicare diritti e beni comuni. “Bene comune”, da rivendicazione di un pezzo di società e di movimenti, è diventata la formula per indicare ciò che è di tutti, che non può essere ridotto a merce. Storie e identità diverse che, anziché risolversi in scontro e in una guerra tra poveri come vorrebbe le logiche del neoliberismo, compongono una ricchezza nuova, promovendo una idea di società diversa da quella che ci impongono Berlusconi e i suoi soci.

E' questo lo spirito che ci porterà fino allo sciopero del 6 maggio momento in cui, tutte le persone e realtà che animano le mobilitazioni di questi mesi, ma in generale tutti i cittadini in viaggio verso la costruzione di una società diversa, possano ritrovarsi insieme per una grande giornata di protesta e proposta.

Per questo saremo a Roma il 25 all''assemblea uniti per lo sciopero. Dentro questa strada proponiamo di costruire all'interno della grande manifestazione del 26 marzo uno spazio comune per continuare a camminare insieme.

Per aderire info@yabasta.it

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