Trieste - se la casa non va a chi è senza, chi è senza va alla casa

In un contesto che sta diventando drammatico, invitiamo i candidati alle elezioni regionali FVG 2013 a discutere di casa e reddito di base in una casa occupata.

17 / 4 / 2013

È tempo di elezioni in Friuli Venezia Giulia. E anche di scontri. Tra la vita e la crisi. Scontri che sono grandi assenti nel “dibattito” elettorale, che non si capisce intorno a cosa si avviti, a parte temi perenni della regione o della città, quelli quasi senza soluzione, né di continuità con l'eterno passato né di veri passi oltre l'empasse eterno. Cose di cui si discute all'aperitivo dopo aver analizzato il tempo, i malaffari della politica e l'ultimo delitto efferato.


Insieme a molto altri della crisi, c’è uno spettro in particolare che si aggira per la campagna elettorale in Friuli Venezia Giulia: la casa.


Per dargli corpo, ieri (16 aprile) abbiamo occupato una casa sfitta, del comune, in gestione all’ATER e in vendita, quindi non assegnabile. Una delle tante.
Si può fare. Si deve fare.

Coloro che lo fanno non tolgono nulla a nessuno ma danno qualcosa a molti: a cominciare da loro stessi, dalle tante e tanti che veramente non possono più rimanere appesi al disastro incombente, perché una vita senza domani è meno di niente

Oggi vogliamo parlarme alle 17.30, in un'assemblea pubblica aperta a tutti. Tutte le persone che oggi non hanno una casa o la stanno perdendo, tutte le persone che avendo una casa ritengono che questo problema comunque non si possa eludere, sono invitate.

E sono invitati anche coloro che si sono candidati, perché smettano di far finta che non esiste questo problema e che non esistono i conflitti. Vorremmo sapere da che parte stanno, e che soluzione giusta proporrebbero qui ed ora a chi non ha un tetto sulla testa o viene soffocato da affitti e bollette mentre viviamo nella crisi più ricca di denaro che si sia mai vista e gli affari del mondo della finanza proseguono senza sosta.


Durante la campagna elettorale il reddito di base è diventato un discorso comune, improvvisamente. Ci interessa averlo questo reddito, che non è solo monetario, cosa di cui le banche sarebbero felici. È anche indiretto, è anche erogato in forma di casa e di servizi, di trasporti, di accesso ai diritti di cittadinanza evoluti, in modo che non ci sia bisogno di denaro per goderne come è giusto che sia.


Abbiamo mostrato che ciò di cui non si parla esiste, che ciò di cui si tace è a portata di mano: se la casa non va a chi è senza, chi è senza andrà alla sua casa.



Girando tra i programmi e le dichiarazioni dei candidati delle diverse forze politiche sembra che questo non sia un problema, le migliaia di persone che oggi si ritrovano con sfratti esecutivi, mutui ritirati, cartelle esattoriali pronte al pignoramento, non esistono o non sono proprio un problema per chi oggi è impegnato nella caccia all’ultimo voto.

Sveliamo a tutti loro che invece queste persone esistono. esistiamo.


Quasi 14.000 persone si sono iscritte al centro per l’impiego nel 2012, e solo nell’ultimo quadrimestre dello stesso anno, 4000 persone sono rimaste senza lavoro. Per 500mila persona la CI scade entro due mesi e non è chiaro se e come verrà rinnovata, mentre si approssimano altre ondate di disoccupazione nel nostro territorio.

A tutto ciò vanno sommate le migliaia di precari e di coloro che comunque vengono soffocati da sfratti, affitti, debiti.


Parlare di casa, l’abbiamo detto, è già parlare di reddito, così come lo è parlare di accesso ai servizi essenziali: l’energia, l’acqua, il gas, i trasporti.


Ieri abbiamo voluto evidenziare che le case ci sono: case costruite con i soldi pubblici. Molte di queste non sono assegnabili, perché necessitano di lavori che non si prevedono prima di molti anni, o addirittura in vendita. Il Comune ha sostanzialmente alienato il proprio patrimonio immobiliare abitativo consegnandolo all’Ater, mente la politica regionale ha previsto che il futuro sia di un unico Ater centralizzato. Si terranno quindi assieme territori completamente diversi con numeri e pressioni abitative, che a seconda del tessuto urbano, agricolo o montano, presentano necessità e specificità differenti, allontanando in questo modo sempre più il cittadino (ovvero il problema) dalla possibile soluzione.


Troppe case senza gente, troppa gente senza casa: in assenza di ogni politica coraggiosa, e di ogni coraggio nella politica, la soluzione è facile, è quella che stiamo mostrando oggi occupando la casa in via Commerciale.

Senza andare a ledere il diritto di nessuna delle migliaia di persone nelle liste/graduatorie dell’Ater, pensiamo sia doveroso riempire queste case con il bisogno di una casa. Ieri lo abbiamo fatto.


Oggi vorremmo che tutto ciò non sia indifferente, perché non abbiamo capito quali siano le soluzioni de* var* Serracchiani, Tondo, Galluccio, e non ci rassegniamo al fatto che tutto ciò che è possibile fare è accodarsi alla gestione della crisi.

Noi votiamo per la politica del coraggio, contro la crisi e per i diritti di tutte e tutti, perché siamo interessati alla giustizia e siamo determinati a produrla, non a subirla.



I comunicati di Emergenza Casa Trieste dal sito di Casa delle Culture:

La prima assemblea pubblica: Scontri, scontrini e giustizia

L'occupazione e l'appello per l'assemblea in casa occupata: La casa è un diritto

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