Oggi attraverso il TAV si esercita la guerra agli umani: Moretti non è una presenza gradita. Nessun Sindaco dovrebbe sedervicisi ad un tavolo senza prima pretendere delle scuse. Per evitare un blocco notav Moretti arriva a Trieste come un ladro e fugge come un topo.

Trieste: Moretti fugge ad alta velocità

1 / 3 / 2012

25/2/2012 – Moretti, AD di Trenitalia, era a Trieste per conferire con il Sindaco e il Presidente della Regione FVG a proposito del porto e del trasporto pubblico locale, messo in crisi dal taglio di più di 200 treni negli ultimi cinque anni.

Mentre in queste ore l'assedio alla Val di Susa continua feroce e la resistenza sempre più determinata, però, non era questo il nodo da affrontare con l'arrivo di Moretti (1).

Il nodo era un nodo di democrazia, e non lo si può tagliare gordianamente con noncuranza o sufficienza con la spada della necessità, creata dalla stessa politica di smantellamento del trasporto locale di Trenitalia.

Moretti, oggi, può diventare un interlocutore possibile per un Sindaco o un Presidente di Regione solo a patto di cessare l'occupazione militare della Val di Susa.

Dopo che le truppe armate di manganelli e caterpillar hanno calpestato la grande forza tranquilla di centomila persone dispiegatasi nella marcia di sabato convocata dalla Comunità Montana, e quindi da molti Sindaci e dall'intera popolazione della Valle, nessun Sindaco dovrebbe sedersi ad un tavolo con Moretti senza prima pretendere delle scuse.


Per l'aggressione degli ultimi giorni e per tutte quelle degli anni passati.


Per non avere nessun rispetto dell'autonomia delle comunità, né per la vita dei singoli, né per quella della terra.


Per non aver mai risposto alle ragioni dei notav, per aver sempre evitato ogni confronto pubblico e democratico.


Per continuare a mentire sui costi e sull'origine pubblica dei finanziamenti.

Era questo il motivo per cui il movimento notav di Trieste ha organizzato un blocco intorno al palazzo del Comune: perché Moretti non è una presenza gradita.


Oggi il tav è uno dei dispositivi della guerra agli umani.


Il TAV è un drenaggio immenso di risorse per un'opera inutile e irrazionale, che non incontra in nulla le necessità reali di un territori come i nostri, a urbanità diffusa e dove il 90% dei viaggi è entro i 200km. Del resto, cosa può importarci di andare da Torino a Lione in 3 ore, se poi una volta a Lione non possiamo permetterci nemmeno un croissant, perché i nostri redditi sono miserabili e comunque il denaro e la ricchezza sono destinati a pagare un debito che il tav stesso contribuisce significativamente a creare e mantenere (2)?

Il TAV necessita e infine coincide con la sostituzione del comando alla democrazia come elemento fondamentale della norma e della normalità, attraverso la militarizzazione di interi territori, legislazioni speciali, surrettizi “interessi strategici nazionali” che eliminano ogni possibilità non solo di autodeterminazione e democrazia della scelte ma addirittura di un minimo rispetto per gliesseri umani e di confronto sulle ragioni.

In aggiunta a tutto ciò, Trenitalia oggi ritiene che la rete ferroviaria, pensata come patrimonio comune che connette un paese, sia un giocattolo privato da cui estrarre più valore possibile.

Per questo un centinaio di notav hanno organizzato un blocco al palazzo del Comune di Trieste. Perché Moretti è impresentabile, e deve rendere conto pubblicamente ovunque vada di tutto questo.

Annunciato in Comune per le 12.30, come un ladro di notte – ma mancando completamente del romanticismo della pantera rosa – all'ultimo momento Moretti è stato spostato al Museo Revoltella, blindato da carabinieri e polizia in antisommossa.

Come sia possibile per un SIndaco e un Presidente di Regione accettare un incontro in queste condizioni è qualcosa che andrebbe spiegato alla città.

Mentre alcune obliteratrici della stazione si indignavano e masticavano chewingum anziché timbrare biglietti, Dopo un corteo spontaneo, è cominciato un assedio al palazzo: se Moretti non va alla valle, la valle viene a Moretti.

Naturalmente, l'AD di Trenitalia, pagato decine di migliaia di euro al mese e che movimenta miliardi di euro e mobilita migliaia di poliziotti per i propri affari, non ha il coraggio di affrontare la semplice forza delle ragioni, e quindi non ha pensato nemmeno per un attimo di accettare un banale confronto con le ragioni notav di fronte ai giornalisti.

Per oltre un'ora, alla fine dell'incontro, mentre i notav assediavano le uscite attendendolo, come una pallina rimbalzina impazzita continuava a spostarsi da un'uscita all'altra del Museo pur di evitare la folla, tentando una sortita – protetto dal fisico massiccio del Sindaco che lo copriva – dall'uscita di servizio, quella usata anche per l'immondizia.

Una figura ridicola, senza la minima dignità, per un uomo che in questo momento è in definitiva il responsabile della repressione in val di susa.

Infine, “con uno scatto da centometrista”, come scrive la cronaca de Il Piccolo, Moretti si infila in un'auto delle polizia che fugge ad alta velocità, inseguita dalla folla.


Vergogna. Una figura piccola per un uomo piccolo.
E sono questi uomini che comandano oggi, mentre bel altre donne e altri uomini resistono ovunque, in Val di Susa e in ogni città.

E non sono più disposti ad avere paura.

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(1)
per quanto la restituzione di una rete capillare ed efficiante di trasporto su rotaia sia una questione fondamentale da molti punti di vista, dal diritto alla mobilità alla transizione ecologica, fino alle infrastrutture e l'utilizzo delle risorse come bene comune “portante” su cui costruire l'accesso a, e persino l'esistenza di, beni comuni e diritti di cittadinanza.

(2) 100 miliardi di euro sono attualmente a debito dello stato, e molti altri nascosti nelle pieghe complicate e non ancora spiegate di società pubbliche di diritto privato appositamente costruite, su un totale di 1900 miliardi.

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