Trieste - Aprite quella porta

Emergenza Casa continua la lotta per il diritto all'abitare e alla dignità con l'apertura di uno sportello casa.

21 / 4 / 2013

Mercoledì, all'assemblea di via Commerciale occupata, c'erano molte persone, molta energia, molto futuro in corso.

Mancavano i candidati presidenti alle elezioni regionali: non è stata solo una mancanza fisica, ma una vero e proprio silenzio politico su quanto stava accadendo e sulle problematiche portate in luce dall'occupazione simbolica. Nessuno dei candidati ha speso una parola, ha preso una posizione, rendendo chiaro a tutti quanto questa problematica sia lontana dalle logiche dei partiti che ormai parlano di crisi come qualcosa di incombente ma ineluttabile, continuando a proporre come unica soluzione una politica di tagli (a cosa, ormai?), di opposizione “narrata” ma mai praticata, di rimbalzo di responsabilità. 

Ma va anche bene così, Non abbiamo bisogno di balle apotropaiche: si è resa evidente la lontananza dal reale, dalle situazioni drammatiche che questa crisi ha determinato e determina, in questa città come altrove. Lunedì i bla-bla elettorali termineranno, resteranno però le migliaia di persone in attesa di una casa, i migliaia di disoccupati e cassintegrati che si ritroveranno a breve senza la possibilità di far fronte a un affitto, a un mutuo. Resteranno le centinaia di casa sfitte, non assegnabili, in vendita, bene non più collettivo e appartenente alla comunità ma mero elemento di profitto. 


Di fronte all'assenza totale della politica, restano le lotte, con la costanza e la determinazione nell'affermare che parlare di casa significa per noi parlare di reddito, di dignità.

Di fronte al silenzio della politica, la risposta è arrivata dalla gente, dalle tante e tanti che hanno partecipato a questa occupazione, alle assemblea, ci hanno dimostrato vicinanza, solidarietà, appoggio; ci hanno dimostrato ancora una volta che la soluzione non va attesa, va costruita assieme, dal basso.

Numerosi artigiani, elettricisti, idraulici, per lo più disoccupati in questo momento, ci hanno messo a disposizione la loro esperienza e il loro tempo per ristrutturare gratuitamente gli alloggi non assegnabili, oltre che per istituire dei corsi di auto-recupero delle abitazioni. Questo è stato il primo grande obiettivo raggiunto da Emergenza Casa: creare rete, creare solidarietà e creare soluzioni. Non permettere che nessuno sia solo nel drammatico disgregarsi di diritti e dignità.

Questo obiettivo raggiunto è anche la forza stessa del movimento che ha deciso di continuare a incontrarsi in vista dell'apertura di uno sportello che offra non solo assistenza ma soprattutto opportunità di uscire da un isolamento sempre più profondo a cui la perdita del lavoro, della casa, le condizioni di vita sempre più labili e fragili conducono.

Bussate (con forza e determinazione) alle porte chiuse e le aprirete.

Emergenza casa

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