Treviso - ZTL resta: fallito il tentativo di sgombero dell'ex-sede Filt

28 / 12 / 2013

Questa mattina i vigili urbani hanno tagliato la catena che chiudeva la Filt occupata ieri dagli attivisti del collettivo ZTL Wake Up. Erano presenti il sindaco Manildo e il vice-sindaco Grigoletto. I vigili hanno rimosso tutti i materiali che avevamo portato all'interno e hanno tentato di chiudere la porta di ingresso, ma siamo riusciti a scongiurare lo sgombero mettendo i nostri corpi tra loro e lo spazio autogestito. Il goffo tentativo di forzatura dopo gli appelli al dialogo non è certo il primo, e mette in luce l'incapacità delle istituzioni di comprendere le ragioni portate avanti dal collettivo. Tale colpo di mano ricorda molto l'episodio di settembre, in cui dopo essere stati invitati a una trattativa in Comune ne fummo esclusi davanti a giornalisti (non ne furono esclusi però i fascisti di Forza Nuova). Peccato però che dopo la nostra uscita dall'ex-Telecom simili trattative con i gruppi della società civile non si siano più verificate. Sarebbe cosa assai gradita se tali figuracce non si ripetessero più, e ci permettiamo di invitare gli elementi più estremisti dell'amministrazione a “più miti consigli”.

Abbiamo sempre detto che valutiamo positivamente il percorso di un bando per l'assegnazione di uno spazio sociale, e da parte nostra resta la disponibilità a un dialogo e a una trattativa su questi temi. Allo stesso modo abbiamo sempre riconosciuto il netto cambiamento che la fine del ventennio gentiliniano ha portato in città. Cambiamento che nonostante tutto si vede anche in una gestione più aperta delle mobilitazioni e dei problemi cittadini e che oggi ha permesso di evitare un muro contro muro a oltranza. Tuttavia date le tempistiche inevitabilmente lunghe (si parla ancora di almeno un anno di attesa), la situazione di edifici vuoti lasciati al degrado quando ci sarebbero realtà disposte a recuperarli a uso sociale resta perfettamente intoccata, a meno che non si ricorra allo strumento dell'occupazione. Il nostro progetto e le nostre iniziative vivono nella materialità degli spazi che autogestiamo, per questo abbiamo il bisogno e la capacità di creare delle soluzioni, concrete seppur provvisorie, nell'immediato.

Come già comunicato, per quanto l'immobile non sia a norma, non c'è alcun pericolo di crollo e questo fatto è stato certificato dall'ingegnere Romeo Scarpa. Sembra quindi che la perizia commissionata dalla giunta leghista fosse inaccurata e strumentale a evacuare il precedente affittuario, che ha fatto i bagagli senza colpo ferire. Di conseguenza essa non può essere usata come scusa per un facile sgombero. Tramite le nostre iniziative di autofinanziamento, siamo disposti a farci interamente carico delle spese per la messa a norma dell'edificio, di modo che anche quando ci sposteremo in uno spazio migliore esso sia agibile per altri gruppi o scopi utili.

In tutto questo sorprende come esponenti della Lega abbiano ancora il coraggio di fare la voce grossa. Sappiamo tutti come la precedente amministrazione, con il fallimento del risiko immobiliare, sia la prima responsabile di un progetto urbanistico che si è rivelato insostenibile e che ha lasciato un gran numero di edifici abbandonati al degrado. D'altronde, dopo la litania della legalità alla bella faccia degli scandali per corruzione e diamanti trafugati nulla sorprende più. Forse determinati soggetti sentono l'acqua alla gola nel rendersi conto di essere diventati un partito del 3%.

Come sempre invitiamo la cittadinanza a partecipare con proposte e iniziative al recupero e alla rivitalizzazione del nuovo spazio, nell'ottica della costruzione di forme di socialità capaci di far fronte ai profondi disagi arrecati da una crisi che ormai sembra volersi imporre sempre più come normalità. In questo momento sono in atto i lavori di pulizia e restauro, e la programmazione per le prossime settimane è in fase di elaborazione.

Ogni spazio abbandonato funziona molto meglio se occupato.

Collettivo ZTL Wake Up

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