Treviso - Oltre 400 persone al corteo indetto da Adl Cobas

14 / 5 / 2016

Oggi 14 Maggio 2016, a Treviso, oltre quattrocento persone, tra lavoratori dell’Adl Cobas, precari, studenti, migranti provenienti da diverse parti del Veneto, hanno manifestato per il centro cittadino. Manifestazione colorata e partecipata, che ribadisce ancora una volta come le lotte sociali e le mobilitazioni di piazza siano l’unico vero strumento per ricostruire uno spazio di riconquista di diritti e di dignità, in Italia come nel resto d’Europa. Non a caso il ciclo di lotte che si è aperto in Francia contro la “Loi Travail” è stato a più riprese evocato nel corso della manifestazione trevigiana, come esempio di resistenza radicale di massa ai diktat della governance neo-liberale.

Molti i punti toccati negli interventi durante lo svolgimento del corteo; lavoratori e precari esprimono il bisogno di un movimento a livello europeo che rimetta al centro l’essere umano e parole d’ordine semplici come: ridistribuzione della ricchezza, reddito garantito per tutti e servizi di base.

Gli studenti hanno poi parlato della scuola e di come questa debba essere laica e sostenuta da finanziamenti che, grazie alla cosiddetta “buona scuola” di Renzi, sembrano essere destinati ormai solo alle scuole private. E’ stato più volte ribadita la necessità di continuare in tutto il Paese la campagna per i Referendum Sociali, che oltre alla Buona Scuola si oppongono ad un altro dei cardini della politica renziana, lo Sblocca Italia. Un altro punto toccato dagli studenti è stato quello delle prove Invalsi svoltesi appena due giorni fa in tutte le scuole, ricordando che gli studenti non sono numeri e la completa inadeguatezza dei test proposti.

Molti facchini hanno preso parola nel corso del corte, per ribadire come la riforma del jobs act stia mettendo sempre più a rischio migliaia di posti di lavoro e diritti conquistati in decenni di lotte, chiedendone a gran voce la modifica in tempi brevi.

Infine gli interventi dei militanti del centro sociale Django, che riaffermano con forza il fatto che Treviso è una città inclusiva, antirazzista e antifascista, che non lascia spazio a xenofobi, razzisti, omofobi ed a chiunque in questo momento soffi sul fuoco della guerra tra poveri.

Il corteo, partito dalla stazione e riversatosi all’interno del centro sociale, si è concluso in Piazza dei Signori, dove si è continuato a parlare della voglia di continuare a combattere e a lottare sia a livello locale ma anche a livello europeo.

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Concentramento e partenza

Il corteo nelle vie della città

Arrivo in piazza dei Signori