Dopo 36 ore, rispettando gli accordi presi con la dirigenza, i ragazzi hanno lasciato l’istituto a docenti e bidelli

Treviso - Artistico liberato, flashmob in piazza

Liceo, i rappresentanti «Scelta responsabile verso le istanze di tutti»

25 / 12 / 2010

 E’ finita l’occupazione all’artistico di via Santa Caterina. Ieri alle 12 i ragazzi hanno riaperto i cancelli e fatto entrare preside, segretari e bidelli. «Per noi un’esperienza unica» - dicono gli studenti. «Siamo orgogliosi che tutto sia filato senza problemi». Ad aprire i catenacci che tenevano chiusi i cancelli all’ingresso i rappresentanti della scuola Lisa Lamon e Andrea Righetto, gli unici ad avere le chiavi, secondo un rigido protocollo d’ordine. E così, dopo 36 ore di occupazione contro la riforma Gelmini, i ragazzi hanno fatto ritorno a casa e cominciato le vacanze di Natale.
 Il preside Giorgio Russi infatti aveva acconsentito alla manifestazione solo fino a mezzogiorno, anche se alcuni ragazzi avrebbero voluto rimanere fino al pomeriggio. «Prima delle vacanze il personale della segreteria deve espletare alcune incombenze burocratiche - ha spiegato il dirigente - E i bidelli inoltre devono fare le pulizie».
 Anche se a sistemare le aule e a passare i pavimenti dopo la notte trascorsa a scuola avevano provveduto gli studenti stessi, ieri mattina, dopo l’ultima assemblea, a conclusione dell’occupazione.
 «Volevamo che l’esperienza finisse nel migliore dei modi, abbiamo rispettato le esigenze di preside e personale» - ha dichiarato Righetto.
 Intanto al «Duca degli Abruzzi» si terrà una giornata di autogestione a fine gennaio, in accordo con la preside Antonia Piva. «Parleremo con esperti di politiche sociali e di riforma universitaria» - racconta la rappresentante Arianna Tomaello. Il 17 marzo nuova iniziativa, per i 150 anni dell’unità d’Italia.
 A muoversi ieri anche gli studenti di Lotta studentesca: hanno appeso ai rami dell’albero di Natale di piazza dei Signori un Babbo Natale con letterine per chiedere una scuola migliore.
 Il mondo giovanile sembra aver deciso di diventare protagonista in città anche con iniziative non politiche o di protesta «stretta». Ieri in piazza dei Signori un centinaio di ragazzi e studenti da tutta la provincia si sono ritrovati per un flash-mob: fermi immobili per qualche minuto, poi la «diaspora». «Volevamo fare qualcosa di inusuale in questa città», dice Matteo Colombo, 17 anni del Canova. Post e inviti su Facebook hanno fatto da tam tam.

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