Trento - No al collegamento funiviario San Martino / Passo Rolle

Iniziativa del Comitato e degli ambientalisti a tutela del Parco naturale

14 / 7 / 2009

Questa mattina, in piazza Dante a Trento sotto il palazzo della Regione, una cinquantina di persone ha aderito all’appello promosso dal Comitato Primiero Viva per la salvaguardia del Parco naturale Paneveggio - Pale di San Martino che sarebbe sfregiato dall’impattante progetto di collegamento funiviario San Martino – Passo Rolle.

Il progetto, in cantiere da 10 anni, già in passato è stato contestato più volte dal comitato e dalle realtà ambientaliste trentine e bellunesi grazie anche alla mobilitazione diretta come il campeggio dello scorso anno con l’occupazione della riserva integrale del Colbricon.

Secondo Daniele Gubert, portavoce del comitato, “nonostante il largo dissenso della comunità del Primiero e le enormi difficoltà nel reperire i fondi necessari alla sua realizzazione, il progetto trova nella lobby degli impiantisti del Primiero, appoggiati dal Presidente della Provincia Dellai, gli unici sostenitori rimasti.”

All’interno del Consiglio provinciale però una mozione del verde Roberto Bombarda chiede la sospensione dell'iter del contestato progetto, per aprire finalmente un ampio e partecipato tavolo di confronto che individui soluzioni diverse, ambientalmente compatibili e specialmente sostenibili dal punto di vista economico.

Tra le varie realtà presenti e contrarie al collegamento (Mountain Wilderness, la SAT, Italia Nostra, WWF, Legambiente, il Comitato Prà Gras di Belluno), Officina Ambiente denunciava attraverso uno striscione come le Dolomiti, nonostante il riconoscimento di “Patrimonio dell’Umanità” da parte dell’UNESCO, non siano realmente considerate tali dalla Provincia di Trento che continua, imperterrita, in una politica miope di ampliamento delle aree sciabili favorendo, con lauti finanziamenti, gli impiantisti interessati a far diventare il Trentino un enorme “luna park” invernale.

Secondo Luigi Casanova, di CIPRA Italia, “siamo di fronte ad una vicenda Alitalia in salsa trentina che nasconde ai cittadini troppa ipocrisia. Siamo in presenza di un progetto, che in quanto tale non è sostenibile ed è privo di logica. Il collegamento avrà un senso solo se sarà attrezzato di una nuova pista, una pista che inevitabilmente sconvolgerà ogni assetto paesaggistico e storico dell’area di Colbricon. Il collegamento, come proposto, è anche un non senso in termini di mobilità alternativa. Ma è la parte finanziaria che deve preoccupare i cittadini trentini. Stiamo rischiando di avventurarci in una vertenza Alitalia di valle.”

La corrispondenza con Francesca Manzini di Officina Ambiente

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Francesca Manzini, Officina Ambiente

Presidio in piazza Dante