Trento - La Provincia contro l'occupazione dell'Ex Dogana

L'ente chiede 119 mila euro per l'occupazione del Centro Sociale Bruno, un edificio destinato comunque alla demolizione

3 / 8 / 2016

Apprendiamo dalle prime pagine dei quotidiani locali che la Giunta provinciale di Trento ha dato mandato all'avvocatura di richiedere 119.000 euro a titolo di risarcimento del danno patrimoniale a causa dell’occupazione del Centro Sociale in via Dogana, abbattuto nel 2015 per far posto ad una manciata di parcheggi.
Dopo aver letto i tanti commenti di solidarietà e gli inevitabili sproloqui, sentiamo l’esigenza di esprimerci in merito, se non altro come parte in causa.

Lo stabile in cui per anni (dal 2007 fino al 2013) abbiamo dato vita all'esperienza collettiva del Centro sociale Bruno prima della sua "liberazione" era chiuso ed inutilizzato da circa 10 anni. In 6 anni di iniziative pubbliche, attraversate complessivamente da migliaia di persone di età e cultura differenti, non solo non è mai stato reclamato da parte delle istituzioni trentine per un progetto di riqualificazione o di semplice utilizzo, ma in più occasioni siamo stati noi stessi a richiedere un incontro con la proprietà per trovare un accordo sull'uso dell'immobile. Per noi, lo ribadiamo ancora una volta, l'occupazione è uno strumento di lotta politica, e non il fine con il quale (auto)definirsi.
La domanda perciò pur se banale sorge spontanea: quale danno può aver sofferto la Provincia di Trento, se l’unico suo intento riguardo lo stabile dell’ex Dogana era quello di raderlo al suolo? Evidentemente nessuno, il motivo quindi di questa mossa è di altra natura e pensiamo che miri semmai a dare un segnale autoritario a tutti coloro che vogliono replicare esperienze simili nel tessuto cittadino.

In tutto questo, il vero danno lo ha sofferto e lo soffre la città, dove gli edifici abbandonati nuovi o vecchi aumentano e le speculazioni edilizie sono il modus operandi con cui si progettano le aree urbane cittadine. Mentre avanza la retorica del degrado e della sicurezza, mancano luoghi di aggregazione che possano far intrecciare relazioni vere, al di là dei meccanismi che vogliono Trento prima nelle classifiche per la vivibilità e fuori classifica per le occasioni di socialità.

Rimandiamo quindi al mittente il tentativo di intimorirci perché crediamo che di quello stabile sia stato fatto il miglior uso possibile: d'altronde ad un edificio vuoto noi preferiremo sempre un luogo di vita ribelle e di cooperazione, a strade deserte e silenziose il calore della  libertà, ad un grigio parcheggio la potenza evocativa di un murales.

Centro sociale Bruno

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